Sei all'interno di >> :.: Culture | Musica |

Gli 85 anni di Ennio Morricone...

...ma in Italia non è più la stessa musica…
di Orazio Leotta - martedì 5 novembre 2013 - 3953 letture

L’Italia, un tempo terra di poeti, santi e navigatori è adesso terra di veline, mantenuti dalla politica e calciatori. Ecco forse perché, col passare degli anni, ci si dimentica sempre più della musica (…quale futuro per i giovani che si diplomano nei conservatori?), e dei suoi grandi interpreti. Ennio Morricone, romano di Trastevere, compositore di più di cinquecento colonne sonore e vincitore di innumerevoli premi spegne il 10 Novembre prossimo le 85 candeline. Il maestro Ennio Morricone a Taormina nel giorno del ritiro del suo ultimo Nastro d\'Argento

Da dove cominciare per rendere il giusto omaggio a un artista che all’estero ci invidiano e che da noi, in molti, non sanno neppure che faccia abbia e di che cosa esattamente si occupa? Si diploma all’Accademia nazionale Santa Cecilia di Roma (oggi ne è accademico effettivo); compone musiche per film a partire dal 1955: ha lavorato al fianco di Tornatore, Bertolucci, Pasolini, Montaldo e Sergio Leone, suo amico fraterno oltre che compagno di classe.

Ma le sue musiche non sono solo composizioni di colonne sonore ma sono anche composizioni corali, opere teatrali, lavori sinfonici per solista e orchestra, musica da camera. Vere e proprie sinfonie assolute, non condizionate da altre forme d’arte. E’ il primo italiano ad aver ricevuto, nel 2010, il Polar Music Prize dall’Accademia reale svedese di musica. Dopo cinque nomination, è arrivato nel 2007, il premio Oscar alla carriera. E poi un Grammy Award, 3 Golden Globe, 5 British Academy of film and television arts, 8 David di Donatello e 9 Nastri d’Argento (Per un Pugno di Dollari, Metti una Sera a Cena, Sacco e Vanzetti, C’era una Volta in America, Gli Intoccabili, Canone Inverso, Malena, La Sconosciuta e La Migliore Offerta). Leone d’Oro alla carriera a Venezia nel 1995. Ennio Morricone è anche l’autore delle musiche della celebre “Se Telefonando” di Mina.

Dopo che il doveroso omaggio al maestro qualche altra considerazione sulla difficile situazione della musica in Italia: si susseguono numerose le proteste delle orchestre sinfoniche; nel cinema si utilizza una musica più facile, fatta con i sintetizzatori. Non si cura la musica assoluta, quella della grande tradizione classica e invece viene maggiormente considerata la “musica delle canzoni”, cioè le cose più commerciali. L’industria discografica ha invaso, spesso in maniera negativa, la nostra cultura: la pubblicità veicola prodotti, tante volte non all’altezza, come hit assolutamente da non perdere.

L’educazione musicale nelle scuole è quasi bandita e lo Stato si dimentica facilmente di coloro che dopo 10-12 anni di conservatorio conseguono il tanto agognato diploma, contornati da tutta una serie di dilettanti che, potendo accettare delle condizioni più basse, stravolgono la legge della domanda e dell’offerta penalizzando il fattore qualità. Spesso molte eccellenze nel campo musicale, non adeguatamente sostenute, finiscono per cambiare mestiere. Ecco parafrasando il maestro ci verrebbe da dire: “C’era una volta la musica!”.


Rispondere all'articolo - Ci sono 0 contributi al forum. - Policy sui Forum -