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Giustizia sia fatta

Tutto era perfetto. Una rapina messa in scena nei più piccoli particolari: la porta dell’appartamento lasciata aperta, la casa letteralmente a soqquadro...

di Daniela Ciranni - mercoledì 1 giugno 2005 - 4473 letture

A volte la voglia di sfondare in quel mondo che sembra fatto soltanto di sorrisi, canzoni e soldi riesce a far perdere la testa. Immaginare una vita diversa da quella che si conduce, piena di sfarzi, champagne e lusso, è il sogno di molte ragazze che aspirano a diventare “veline” o “letterine” per avere i loro cinque minuti di gloria sfoggiando i vestiti più maliziosi sulle copertine di settimanali italiani. Così si potrebbe spiegare il sogno di Maria Patrizio, una ragazza come tante, che come aspirazione nella vita aveva solo quella di comparire sul piccolo schermo, anche come una semplice comparsa.

Ma se al sogno televisivo aggiungi una gravidanza, il fisico inizia a non essere più adatto alla tv, con quelle gonne sempre più corte, e i fisici sempre più asciutti. Ma in tutto questo cosa c’entrava il piccolo Mirko? Un bambino di soli cinque mesi che sorrideva allo sguardo della madre, non sapendo che proprio quella madre che sembrava tanto premurosa, gli addossava colpe più grande dei suoi pochi mesi.

Tutto era perfetto. Una rapina messa in scena nei più piccoli particolari: la porta dell’appartamento lasciata aperta, la casa letteralmente a soqquadro, e lei imbavagliata e legata, chiusa nel bagno, e accanto il corpicino del figlio dentro la vaschetta per fare il bagnetto.

Una scena impensabile. nemmeno per i thriller più agghiaccianti... e invece è quella che ha cercato di risolvere la squadra del R.I.S., già nota per essersi recata su un altro luogo dove ancora il colpevole per la morte di un innocente si trova tranquillamente in libertà. Mirko come Samuele? Si sono chiesti subito tutti all’indomani della tragedia.

Ma almeno uno dei due avrà giustizia, visto che la madre ha parzialmente confessato, dichiarando però che non aveva realmente intenzione di uccidere il figlio. Ma è un po’ inspiegabile che una persona metta in atto un piano così diabolico distruggendo una casa e poi provare a difendersi dicendo che non era intenzionata a far del male al proprio piccolo.

È passato così poco dalla storia che ha lasciato l’Italia col fiato sospeso per mesi, e a distanza di un anno ancora la giustizia per il piccolo Samuele Lorenzi non è stata fatta e il paese si ritrova a cercare di capire come chiunque (anche se è ancora più inspiegabile il gesto fatto da una madre!) possa uccidere un bambino indifeso che ancora non ha nemmeno le forze di difendersi ma riesce soltanto a sorridere guardandoti e a regalarti gioia in ogni suo piccolo gesto.


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> Giustizia sia fatta
2 giugno 2005, di : andrea

penso che non ci siano parole ad un gesto simile...nemmeno sforzandosi per cercare un perche’ non ci si riesce a venirne a capo....credo comunque che nessuno abbia il diritto di decidere la morte di una persona se non il nostro Dio. una donna cosi’ mi da ribrezzo e non la riesco a compatire. sarebbe da rinchiudere per sempre e non far passare per incapace di intendere e di volere....spero che una giustizia terrena ci sia anche se sono sicuro che quella divina ci sara’ in futuro anche per lei

andrea da nizza monferrato