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Giulio Ferroni parla del Meridiano Mondadori dedicato a Mario Tobino

Un autore fortemente immerso nella realtà e nella vita.

di Antonio Carollo - sabato 17 novembre 2007 - 4820 letture

Giulio Ferroni, storico della letteratura e critico letterario, ha tenuto al Palazzo Ducale di Lucca una conversazione sul Meridiano Mondadori “Mario Tobino. Opere scelte” a cura di Paola Italia, con un saggio di Giacomo Magrini e un intervento di Eugenio Borgna, uscito in questi giorni. Riproduco qui le parti essenziali di quanto detto a braccio dall’illustre letterato. Mi scuso per qualche imprecisione od omissione e per l’inadeguatezza della mia stesura rispetto alla levatura della prosa ferroniana.


Questo eccezionale Meridiano riguarda un autore fortemente immerso nella realtà e nella vita. E’ difficilissimo incasellare Tobino in qualche categoria letteraria o culturale ben definita, perché sfugge da tutte le parti; egli è immerso proprio nella vitalità dell’esistere della parola, senza cadere in quel vitalismo ideologico che è stato il limite di tante esperienze novecentesche; il suo non è un vitalismo come ideologia, ma come spontaneità in tutti i suoi aspetti, dalla vita familiare all’esperienza del manicomio, alla guerra. Tutti i momenti dell’esistere diventano esperienza, parola, manifestazione di energia, sempre su un piano di positività, sul filo di un senso e del valore della vita. Questa peculiarità porta Tobino lontano, in qualche misura, dalle tendenze prevalenti della letteratura del Novecento, dove, come sapete, il negativo, il nulla imperversano, con molte ragioni, naturalmente.

Tobino è un caso eccezionale proprio per il modo di vivere il valore della vita senza trasformarlo in ideologia. Io non sono qua per dire quanto grande è Tobino, ci sarebbe tanto da dire, ma non è questa la sede. Oggi parliamo del valore di questo libro, di come esso è capace di mettere in evidenza la grandezza di Tobino e di imporla sul terreno della comunicazione letteraria e culturale attuale. Ci sono tanti elementi messi in gioco: le scelte fatte, il lavoro davvero straordinario di Paola Italia, la ricchezza degli apparati, i testi inediti su cui mi fermerò di più, le introduzioni che individuano tutti gli elementi interpretativi fondamentali. Borgna si sofferma sul valore dell’esperienza psichiatrica di Tobino e sul modo stesso con cui racconta la sua esperienza psichiatrica; tra l’altro mi pare molto interessante la riconduzione, che Borgna fa, del lavoro di Tobino, della sua riflessione sulla psichiatria, all’orizzonte della psichiatria fenomenologica, chiamata in causa con l’attenzione al racconto dell’esperienza e dell’affettività; la psichiatria come discorso e sentimento, non come patologia, né semplicemente come rapporto con l’inconscio. Poi c’è l’ampio saggio, pieno di elementi affascinanti, di Giacomo Magrini che insiste sull’eternità della parola e della realtà che si svela nel linguaggio di Tobino.

Egli riesce, attraverso il racconto, a fissare l’eternità della parola e dell’esperienza in un contesto che è quello della comunità. Elemento di base dell’interpretazione di Magrini è il riferimento all’esperienza comunitaria. Tra tutti gli scrittori del Novecento Tobino è forse l’unico che ha dato vita, non soltanto ad una esperienza soggettiva individuale o sociale nel senso moderno, ma anche all’esperienza comunitaria, quale quella maturata nell’esercito e in guerra, nella comunità psichiatrica, o in comunità di altro tipo, nel mondo particolare di Viareggio, della provincia, eccetera. Orizzonte comunitario che la nostra società moderna sta perdendo sempre più, a cui Tobino dà una presenza vitale eccezionale. Paola Italia, dicevo, ha fatto un lavoro eccezionale, come, ad esempio, la cronologia, articolatissima.

E’ stato detto che altri dati non si sarebbero potuti tirare fuori se non ci fosse stato a disposizione il diario, che è un punto di riferimento eccezionale, insieme alle lettere, ai documenti di altro tipo, ai documenti editoriali, alle vivissime note; tutti elementi fondamentali sia per la cronologia, sia per l’apparato. Io ho avuto modo di leggere alcune note: danno indicazioni di vario tipo su tutti i passaggi, non solo sulla genesi delle singole opere; in alcuni dati la documentazione è ricavata dal diario, in altri no; esse illuminano anche su tutto il percorso editoriale, sulle difficoltà dei contatti, sui passaggi successivi, come è il caso del passaggio al cinema.

Mi fa piacere che sia presente Giovanni Fago, autore di un bellissimo film, “Sulla spiaggia e di là dal molo”, che meriterebbe di essere conosciuto, visto e rivisto anche in televisione, che spesso ci propina dei polpettoni veramente indecenti, ed anche altre cose peggiori. Il film rispetta la letterarietà, rispetta tutto il valore dell’esperienza dell’autore, consegue un risultato filmico originale di per sé. Tutto questo percorso della storia del libro è contrassegnato da una ricchezza eccezionale di dati.

Nel caso de “Le libere donne di Magliano” c’è una parte di diario dove Tobino registra le impressioni successive alla pubblicazione del libro, i progetti per un altro libro: un inedito in più che si trova in appendice al testo de “Le libere donne di Magliano”, esempio della ricchezza di questo lavoro di Paola Italia che non ha confronti, devo dirlo francamente, con gli apparati di altri Meridiani.


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