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Girodivite incontra la Bandabarò; live report e intervista alla band

Dalle nostre parti sono apprezzatissimi ed al Krossover (dove abbiamo raccolto questa intervista) è stato sold out. Un viaggio tra presente e passato della band che ci viene raccontato da Orla.

di Tano Rizza - mercoledì 1 dicembre 2004 - 6283 letture

SCORDIA - La Bandabardò è una tra le realtà più longeve e apprezzate della scena musicale italiana. Nascono nel 1993 e da allora girano incessantemente per portare la festa nei posti dove suonano. Sei album alle loro spalle e tanta voglia di divertirsi e far divertire. Toranano in Sicilia, da dove avevano finito il loro precedente tour, per iniziare la stagione dei live invernali. Dalle nostre parti sono apprezzatissimi ed al Krossover (dove abbiamo raccolto questa intervista) è stato sold out.

Intervistiamo la Bandabardò, a rispondere alle mie domande c’è Orla chitarra del gruppo. Siamo seduti nei divanetti del Krossover ed iniziamo un viaggio tra passato e presente della Banda

"Tre Passi avanti Tour" prende il via venti giorni prima dell’uscita del vostro nuovo album. Vi abbiamo seguito a Floridia ( SR) a fine Agosto e già in quel live abbiamo potuto ascoltare i nuovi pezzi, che tipo di scelta è questa?

Una sorta di prologo del tour estivo, una serie di concerti al sud, per testare il disco, ed i pezzi nuovi, un’ anticipazione utile per vedere la reazione del pubblico ai nuovi pezzi ed anche perche al sud in inverno è difficile scendere, ci sono pochi posti per suonare e spesso i costi di trasporto ce lo impediscono. Al sud ci troviamo bene, il sole, la gente, un’ottimo modo per finire una tournee e iniziarne un’altra.

A proposito dei vostri live, il clima che si respira durante le vostre esibizione è di continua festa, la band non una di quelle "band fighette" che sta sul palco e non interagisce con il pubblico. Qual è il vostro rapporto con il pubblico?

Il ruolo della Banda è proprio questo. Girare e fare concerti, da un lato è il nostro lavoro, dall’altro, è la nostra passione, ci piace vedere la gente, e posti nuovi, parlare con chi incontriamo, per noi questo è fondamentale non riusciremo mai a fare una vita del tipo; furgoncino, camerini, alberghi, non fa per noi. Si incontra tanta gente buona, ma si incontrano anche parecchi stronzi...

Siete stati anche in Spagna...

In Spagna è andata benissimo, una settimana dove gli organizzatori ci hanno trattati come delle rock star, un’ottima settimana fatta di concerti, esibizioni nei megastore e alla radio; un periodo intensissimo. Ci siamo fatti francamente "il culo" ma ne è valsa la pena. Anche la gente che è venuta ai concerti è stata veramente fantastica, abbiamo incontrato molti ragazzi italiani che studiano lì, oltre a tantissimi immigrati. Ed è stata subito festa...

Oltre la Spagna, che altre esperienze internazionali ha avuto la banda nel corso dei vostri dieci anni di attività?

Che io mi ricordi siamo stati in Slovenia, in Svizzera, in Germania. Ma l’ultimo concerto che abbiamo fatto all’estero è stato in Francia, al Midem di Cannes, una mostra internazionale del disco e della musica, la più grande d’Europa. Con noi rappresentarono l’Italia anche gli Afterhouse. È sempre stimolante girare.

Tornando un po’ indietro nel tempo, ricordo una vostra vecchia collaborazione con Piero Pelù. Se non ricordo male il pezzo era "Vecchio Fricchettone". Come è andata a Firenze quella volta?

Una collaborazione che è nata semplicemente per amicizia, tutti noi conosciamo Piero da una vita, in particolar modo Enrico con il quale erano amici d’infanzia e di famiglia; giocavano a pallone e spaccavano le vetrine assieme. E quando noi registrammo il primo disco, Piero, ed altri amici come Roberto Terzani, Antonio Aiazzi, Ghigo Renzulli e Ugo (all’epoca era l’anima dei MalfanK) ci diedero una mano.

Erano gli anni ottanta, ed a Firenze nasceva buona parte della nuova musica italiana. Mi sbaglio?

Hai detto bene, dagli anni ottanta fino all’inizio degli anni novanta a Firenze nascevano tante nuove realtà, una fucina di musica. Era l’epoca dei Litifiba, dei Diaframma, dei Denovo, ma anche della Bandabardò. Un periodo veramente fantastico e stimolante. Adesso a Firenze è più difficile fare musica, all’epoca c’erano le case del popolo dove proprio queste band iniziavano a suonare, adesso per una band emergente Firenze non và più bene mancano i locali adatti per iniziare a fare musica.

Accanto i Folkabbestia, la Bandabardo ha aderito alle iniziative a sostegno degli operai di Menfi...

Sono delle cose che interessano alla Banda, sono questioni fondamentali che non possiamo tralasciare. Insieme ai Folka, con i quali ci sentiamo spesso, la Banda ha intenzione di seguire le vicende degli operai di Menfi ed auitarli, nel nostro piccolo. Siamo la cassa di risonanza sulla quale le idee e le problematiche degli operai possono farsi sentire meglio. Chi ci segue sa da che parte è schierata la banda, in queste questioni come in tante altre.


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> La Bandabardò torna in Sicilia
2 marzo 2005, di : giovanni

Sono daccordissimo con voi la Bandabarò dove va mette tanta allegria io personalmente li ho visti quattro volte ed ogni volta e stato sempre come la prima volta W LA BANDABARDò