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Girodivite incontra i Folkabbestia alla Mangiatoia di Vittoria

Incontriamo i Folkabbestia in occasione del loro live alla Mangiatoia di Vittoria...vita, morte e miracoli della band che ha suonato lo stesso brano per 30 ore di fila
di Tano Rizza - mercoledì 9 giugno 2004 - 24630 letture

LA STORIA dei Folkabbestia inizia dieci anni fa da un’idea poco precisa di strani figuri come Lorenzo "Lollo" Mannarini e Francesco Fiore, che decisero di "fondere" il loro progetto (Mc&o) a quello di Nicola di Liso (gruppo Sanguigno) per dar vita ai Folkways una band distributrice di Folk irlandese in territorio italiano.

A loro, quasi subito, si aggiungono Umberto de Palma ed il pifferaio magico Antongiulio Galeandro portando alla band le loro influenze di musica balcanica e popolare italiana. Con questi nuovi elementi arriva pure il nuovo nome, nascono i Folkabbestia. Iniziano ad andare in giro per far conoscere la loro musica e far ballare svariate piazze italiane, partecipano all’Arezzo Weve, al festival interceltico di Lorent, alla biennale giovani artisti di Torino e registrano un loro primo demo. Nel caos tipico di tutte le nascite perdono nel loro cammino qualche elemento, è il caso d’Umberto e Osvaldo che decidono di intraprendere strade differenti.

Ma, i Folka non sì perdono d’animo ed incontrano due nuovi amici; Cesare d’Anna (trombettista) e Fabio Losito (violinista). Siamo nel 1997 e la band barese autoproduce il loro primo album " Breve saggio filosofico sul senso della vita", la band inizia nuovamente a percorrere le strade italiane per promuovere il disco, suonano costantemente tutte le sere, diventano presenze fisse in festival e raduni d’ogni tipo. Tutto questo trambusto non gli impedisce di incontrare due nuovi amici, si aggregano alla comitiva Michele Sansone (fisarmonicista) e Pino Porsia (ai flauti).

Esce dopo poco il loro secondo lavoro: "Se la rosa non si chiamerebbe rosa, Rita sarebbe il suo nome" per l’etichetta UprFolkRock distribuzione Venus. Un passo importantissimo per i Folka. Le cose vanno velocemente avanti a ritmo di folk, ed entrano nel Giunness dei Primati. Difatti, suonano lo stesso brano per 30 are di fila devastando il precedente record detenuto da Elio che era di 12 ore, un’inerzia in confronto all’impresa della band pugliese. Da questo momento in poi i loro live sono continui, gli infaticabili Folkabbestia sono costantemente in tour sia in Italia sia all’Estero (in Germania sopratutto).

Sono sempre in giro e arrivano pure in Sicilia. Nella nostra terra grazie all’interessamento dei ragazzi del Parco Artistico Naturale e Culturale "La Mangiatoia" di Vittoria, un luogo invisibile nascosto nelle campagne del ragusano. Due ore di concerto per il quintetto barese che ha fatto ballare e sudare su ritmi diversi i presenti. I Folka scendono sul palco della Mangiatoia, allestito nell’ex recinto per il pascolo, e distribuiscono sonorità che volteggiano tra la musica popolare italiana e il folk irlandese, dal rock al punk, passando dalla Tammuraiata (non scordiamoci che sono pugliesi) alla canzone d’autore (non scordiamoci che sono tutti diplomati al conservatorio). L’atmosfera e di quelle di festa e raduno popolare, la band fa cantare urlare e ballare a ritmo frenetico i ragazzi presenti al parco senza possibilità di rifiatare. Un concerto andato molto bene che ha lasciato il segno nella memoria (ma soprattutto nelle orecchie) della Mangiatoia.

GirodiVite che era lì presente, si è sentito in dovere di scambiare quattro battute con i Folkabbesta che dopo un iniziale smarrimento (del tipo sei un giornalista?...e risatine seguenti) ha accettato ben volentieri di ritirarsi in camerino in nostra compagnia per la poco "istituzionale" intervista....


Giodivite, quindi, incontra i Folkabbestia in occasione della loro data siciliana di Vittoria, siamo all’interno dei camerini del Parco Artistico Naturale Culturale La Mangiatoia ed a rispondere alle mie domande c’è Lorenzo "lollomanna" Manarini voce e chitarra dei Folka e Fabio Losito violino della band.

Giro- una prima domanda cade sul vostro ingresso nei Guinness dei Primati per aver suonato per 30 ore di fila lo stesso brano. Ci spiegate com’è andata?

Lollo- si, eravamo in otto ad alternarci sul palco, l’importante era che ci fosse qualcuno sempre sul palco. La formazione base dei Folka è composta di cinque elementi, ma per il Guinness dei Primati la famiglia si è allargata con tre nostri amici musicisti che ci hanno aiutato (e sopportato) per tutta la durata dell’avventura. La canzone era sempre la stessa e doveva essere ripetuta per 30 ore di fila.

Giro- Come nasce un’idea simile?

Lollo- L’idea c’è nata cosi... per una sfida, per metterci un po’ alla prova ed un po’ anche per sfottere la band di Elio e le storie Tese che deteneva il precedente primato che era di 12 ore

Giro- Dove avete suonato?

Lollo- abbiamo suonato presso l’auditorium Dimetri Stratos di Milano, a seguire la nostra follia c’era Radio Popolare che si collegava regolarmente con noi, all’incirca ogni ora, compresa la notte.

Giro- Ma, c’era un pubblico ad ascoltarvi?

Lollo- Si, si, c’era un pubblico, alcuni sono rimasti per tutto il tempo, altri venivano incuriositi e restavano. In città si era sparsa la voce di una festa non stop in Auditorium in sostanza è stata una festa continua

Giro- Qual è la canzone che avete ripetuto?

Lollo- il brano era "Stayla Lollomanna", è un testo in una lingua inventata, un tentativo di fare un testo in una lingua totalmente inventa.

Giro- Cambiando argomento, si parlava, nei giorni immediatamente antecedenti all’evento, di una vostra partecipazione al concerto del Primo Maggio. Come mai alla fine non avete partecipato alla festa dei lavoratori?

Lollo- Eravamo tra i possibili partecipanti al concerto dei sindacati, almeno cosi ci diceva il produttore, affermava che il gruppo era stato selezionato un tira tira durato troppo tempo fin quando non siamo stati messi fuori del cast del Primo Maggio.

Giro- C’è una motivazione a quest’esclusione?

Lollo- Ci sono logiche superiori che i Folka non vogliono neppure stare a sentire, logiche che riguardano l’organizzazione del concerto, delle varie case discografiche che preferiscono inserire nel palinsesto un nome importante magari di un’etichetta amica. Anche in queste occasioni il business artistico-politico ha il suo ruolo, ruolo tristemente pesante.

Giro- I Folkabbestia sono impegnati nel sociale; si occupano della causa degli operai Fiat di Menfi che rischiano il tracollo e il licenziamento. Qual è il vostro ruolo a fianco degli operai?

Fabio- Sì i folka si sono schierati al fianco degli operai di Menfi per aiutali nella loro lotta, siamo andati a suonare davanti i cancelli dello stabilimento Fiat proprio il Primo Maggio, non ci sembra assolutamente possibile che ancora gli operai prendano le botte dai poliziotti per una protesta del genere. Siamo andati lì a sostenerli, gli stessi operai per consentirci di suonare ci hanno messo a disposizioni un service. Eravamo a suonare sopra un rimorchio e ci ha anche aiutato ad aggiustare la chitarra di Lollo. Sicuramente per noi è stato molto più avvincente suonare per i lavoratori in lotta che per la festa dei lavoratori.

Giro- Torniamo ai Folka. Siete attualmente in tour un giro che vi porterà fin in Germania

Lollo- Si siamo in giro già da un mesetto, per noi il tour "estivo" è già iniziato toccheremo varie città italiane che ci terranno impegnati per tutto il mese di Giugno, poi torneremo in Germainia

Giro- In Germania che tipo di pubblico trovate?

Lollo- Sai, in Germania il pubblico risponde benissimo si divertono e spesso ci chiedono il bis. In ogni caso ci sono molti emigranti che vengono a seguire i folka

Giro- In Sicilia il vostro è un ritorno

Lollo- Si, abbiamo suonato a Catania nel 1997 al Taxi Driver poi anche al Sonica di Misterbianco al fianco di artisti come Mario Venuti e Luca Madonna un piacevole ricordo. Poi abbiamo degli amici a Palermo con qui siamo in contatto costante. Proprio nel capoluogo abbiamo suonato ai Candelai.

Giro- Un’altra domanda fuori campo, oggi il Palermo festeggia il ritorno in Serie A. Cosa ne pensano i Folka?

Lollo- Penso che per il Palermo siamo tutti contenti è una formazione del Sud ma i Folka sono tristi perche il Bari va verso la C1.

Giro- Restiamo in terra sikula, chi conoscete della scena musicale siciliana?

Lollo- Abbiamo avuto il piacere di conoscere Roy Paci quando suonammo al Taxi driver, un’incontro piacevole ci ha portato tutti sull’Etna ma adesso ci siamo un persi con Roy.


Girodivite è andato in una terra invisibile per raccontarvi una serata passata in compagnia dei Folkabbestia. Ma ha anche trovato un bel posto invisibile e vi vuole raccontare la sua storia. Si trova nella statale tra Vittoria ed Acate, siamo in provincia di Ragusa, e si chiama con un nome molto lungo come la storia che si porta dietro " Parco Artistico Naturale Culturale La Mangiatoia".

La Mangiatoia è un’ex fattoria abbandonata immersa nelle campagne del ragusano, fino ad un’anno e mezzo fa il luogo era una discarica abusiva per qualsiasi tipo di materiale. Oggi, grazie all’impegno costante di questo gruppo di giovani è diventata una realtà importante nel panorama culturale isolano. Un lavoro duro ed impegnativo che gli ha visti battersi con la burocrazia amministrativa e con gli anziani proprietari della fattoria ora interessati all’ex discarica.

La storia è andata più o meno cosi: un gruppo d’amici si aggira per le campagne e trova una fattoria in stato d’abbandono, dentro i muretti a secco con qui è costruita ci trovano tonnellate di spazzatura, detriti d’ogni tipo, carcasse d’animali, fustini d’olio, elettrodomestici e tante altre cose che lì non ci dovrebbero stare. Ma a questo gruppo di ragazzi il posto piace lo stesso ed iniziano a pensare ad un possibile riutilizzo. Il tempo passa ma l’idea resta fissa, ben piantata nei loro cervelli, vogliono fare qualcosa per quel pezzo di terra dimenticato da tutti. Ne parlano, ne discutono, ed alla fine prendono una decisione. Quella di costruire un sogno li. Far diventare quelle pietre un circolo culturale. Ottima idea nella nostra isola, lavoro non c’è né mai stato e non ci sarà mai e loro se lo sono inventata un’occupazione, bel lontana dalle logiche d’impresa che governano il nostro paese.

Quindi, iniziano a lavorare duro si rimboccano le maniche e trasformano quel luogo da macerie inabitabili ad un isola felice. Nasce la Mangiatoia il primo passo è fatto. Per legittimare la loro presenza la prima mossa e dichiarare pubblicamente l’occupazione del posto, lo fanno affiggendo centinaia di manifesti nelle città del ragusano. L’amministrazione e i vecchi proprietari contattano subito i ragazzi, gli vogliono buttare furori. Trattative e parabole burocratiche riempiono le giornate della comunità della Mangiatoia, ma i ragazzi non fanno un passo indietro.

Alla fine hanno la meglio l’ammistrazione pubblica li riconosce ed autorizza le loro attività. Nasce cosi il "Parco Artistico Naturale e Culturale la Mangiatoia". Ad oggi il circolo ha alle spalle un anno d’intensa attività e si presenta come un luogo dove natura e cultura convivono in sintonia.

Il riutilizzo degli spazi e’ totale, la stalla si è trasformata in una sala dove sono ospitate le opere di artisti contemporanei, c’è poi la sala proiezioni, l’attivata live dei concerti e’ ospitata nell’ex recinto per il pascolo. A completare il circolo un bar, una sala da tè, e le stanza per ospitare ospiti ed organizzatori.

La mangiatoia è esempio di una realtà possibile ed accessibile a tutti, politica dei prezzi bassi (sottoscrizioni non listini prezzi), accoglienza, attività musicale e artistiche tutto questo in un luogo che fino ad un’anno è mezzo fa era una discarica abusiva.

Una gran bella storia siciliana


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