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Gianni Berengo Gardin. Storie di un fotografo

Viaggio nelle mostre estive di Palazzo Reale a Milano. 4° puntata
di Orazio Leotta - mercoledì 14 agosto 2013 - 5183 letture

Il Comune di Milano e Palazzo Reale, con la collaborazione di Tre Oci, Fondazione Forma per la Fotografia, Civita Tre Venezie, presentano la mostra “Gianni Berengo Gardin Storie di un Fotografo” a cura di Denis Curti. Più di 180 immagini raccolte in nove macro sezioni – Gente di Milano, Morire di classe, Dentro le case, Venezia, Comunità romani in Italia, I baci, Lavoro, Fede Religiosità Riti, Berengo Gardin Reporter: le collaborazioni con il “Mondo” e il “Touring Club Italiano” – tracciano i momenti fondamentali dell’attività fotografica di una delle figure più autorevoli e longeve del fotogiornalismo italiano, Gianni Berengo Gardin. Berengo foto 2_jpg

Instancabile testimone del nostro tempo, nei suoi scatti in bianco e nero traspare la straordinaria capacità di raccontare le storie senza pregiudizi, una ricchezza di sentimenti che si scioglie in narrazione sempre lineare e coerente. La sua grandezza è la semplicità. O meglio la capacità di rendere leggibile la complessità del mondo. Quel modo diretto e senza scorciatoie di guardare dritto negli occhi. Nelle sue storie c’è una quantità umana che corrisponde al suo amore per la vita. C’è commozione senza retorica. Berengo foto 3_jpg

C’è quel Gianni Berengo Guardin che guarda avanti senza smettere mai di voltarsi indietro. Gianni Berengo Gardin nasce a Santa Margherita Ligure nel 1930 e inizia a occuparsi di fotografia nel 1954, dopo avere vissuto a Roma, Venezia, Lugano e Parigi. Nel 1965 si stabilisce a Milano e inizia la carriera dedicandosi al reportage. Dai primi servizi per il “Mondo” di Pannunzio ha lavorato con le principali testate della stampa italiana e straniera, ha realizzato centinaia di mostre e 210 libri. Già nel 1972 la rivista Modern Photography lo inserì tra i “32 World’s Top Photographers” e può a buon diritto essere considerato tra i dieci più grandi fotografi italiani di tutti i tempi.

Di lui ha detto Italo Zannier ( storico, fotografo e critico della fotografia): "il fotografo italiano più ragguardevole del dopoguerra, quello che meglio ha saputo mediare proficuamente le varie tendenze, con un acume visivo che non si è lasciato condizionare troppo dal gusto del momento, slittando subito oltre la moda, per cercare garanzie soprattutto nella chiarezza dello sguardo".

Berengo foto 1_jpg (1)Insignito nel 2012 dell’”Ambrogino d’oro” dal Comune di Milano, questa mostra di Palazzo Reale è arricchita di una nuova sezione dedicata proprio alla gente di Milano: 40 fotografie con i volti, i cortili e la storia della città che lo ha adottato. Una curiosità: le foto della serie “Morire di classe” furono realizzate su commissione di Basaglia, col preciso intento di indagare sulla drammatica situazione dei manicomi in Italia, realizzando di fatto così una vera e propria inchiesta storica.


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