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Gherardo Colombo agli studenti del "Quintiliano" di Siracusa: "La nostra Costituzione è centrale ma non la rispettiamo"

30 maggio 2012: Il liceo polivalente “Quintiliano” di Siracusa ospita Gherardo Colombo

Ha condotto numerose inchieste giudiziarie, come la scoperta della loggia P2, il delitto Ambrosoli, Tangentopoli per dirne qualcuna… Ha lavorato come pubblico ministero presso la Procura della Repubblica di Milano, è stato consigliere presso la Corte di Cassazione.

di Donatella Guarino - venerdì 8 giugno 2012 - 3901 letture

L’anno scolastico è ormai praticamente concluso… Di legalità quest’anno al Liceo ne hanno parlato molto. Con il giornalista Mazzarella, con lo scrittore Alessandro Gallo, e poi con il prof. Cavadi e il giudice Nicastro. E ora il giudice (o ex) Gherardo Colombo, che è un valore aggiunto perché con le sue parole dà speranza.

Alcuni studenti hanno letto dei brani estrapolati da Il vizio di vivere, Democrazia e Sulle regole. Così è iniziato un pomeriggio speciale con un “pezzo di storia italiana”.

Attraverso una serie di domande e risposte sono trascorse due ore. Lui, con il microfono in mano si è avvicinato ai ragazzi, li ha guardato negli occhi… Ha parlato di giustizia riparativa, di scelta libera che costa, della difficoltà di essere se stessi, di sistema elettorale.

E’ questo ora il lavoro che fa Gherardo Colombo: andare nelle scuole. Il suo impegno, le sue scelte, sono fonte inesauribile, per le nuove generazioni, di speranza.

Per quei 300 studenti ascoltarlo è stata una lezione speciale, una consegna importante per il loro futuro.

Parlare con lui di diritto, di regole è piacevole, direi facile. La sua scrittura poi è chiara, incisiva. Nei suoi libri parla di tantissimi temi, di numerose persone. Di storia recente che ancora i ragazzi non conoscono.

L’idea di base è che la società non può diventare migliore se non è la mentalità a cambiare, se non si realizza l’assetto orizzontale (di cui parla nel saggio Sulle regole), più rispettoso della persona e orientato al riconoscimento dell’altro. Questa è la conditio sine qua non dalla quale non si può prescindere per vivere un presente che permetta di costruire un futuro di dignità e uguaglianza. La giustizia, la libertà, le regole dovrebbero essere mattoni su cui costruire la convivenza civile. Allora la mafia, l’evasione fiscale, la corruzione, la richiesta di un certificato medico per una finta malattia avrebbero i giorni contati. E’ l’Italia dei furbi e dei delinquenti che rende grigia e sporca la società. Essere consapevoli però che abbiamo gli strumenti per cambiarla è fondamentale. Un po’ alla volta, anche rispettando il semaforo rosso…Diventare cittadini interi, conoscere la storia recente, in nome della libertà che si possiede quando si è dentro alle regole è un passaggio obbligato. Questo, e molto altro ancora, gli studenti lo hanno appreso da lui!


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Gherardo Colombo agli studenti del "Quintiliano" di Siracusa: "La nostra Costituzione è centrale ma non la rispettiamo"
28 giugno 2012, di : Francis G. Allenby

Cara Donatella. Ho letto il tuo articolo, molto ben scritto e con uno stile che rivela la tua partecipazione alla tematica, che condivido in pieno. Ma non vorrei che si dimenticasse chi è Gherardo Colombo. Per descriverlo mi rifaccio alle parole dette su di lui - e sui suoi colleghi del pool di MANI PULITE - dalla sua stessa collega, Ilda Bocassini. Dopo la morte di Falcone, in un pubblico consesso, il giudice Bocassini ha soltanto ricordato ciò che, in ogni caso, era stato fatto apertamente da lui e dagli altri magistrati di Milano che in quell’epoca indagarono sul malaffare dei partiti politici. E la questione era che la figura morale di Giovanni Falcone fu letteralmente fatta a pezzi da quelle persone: perdute come erano nella dimostrazione dei loro teoremi politici, non accettavano che Falcone continuasse a fare quello che aveva sempre fatto ricoprendo un’altra carica nell’ambito delle istituzioni. Ma non c’è da meravigliarsene, visto che tuttte le porte gli erano state chiuse. Falcone fece solo quello che era più logico fare, ed accettò la proposta del Ministro Martelli che lo volle a Roma. Nel complesso tutti loro attaccarono duramente il giudice Falcone, perchè non lo ritenevano un giudice ’giacobino’ come invece si consideravano loro. Fra quelli che lo misero alla gogna ci fu anche l’attuale sindaco di Palermo, Orlando Cascio. En passant voglio aggiungere che il famigerato CORVO, che riempiva di lettere anonime e maligne il tribunale di Palermo, avversando Falcone e Borsellino,ora è nel Consiglio Superiore della Magistratura. Giusto premio all’infamia.