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George Romero RIP


George Andrew Romero (New York, 4 febbraio 1940 – Toronto, 16 luglio 2017) è stato un regista, sceneggiatore, montatore, attore, direttore della fotografia e fumettista statunitense.
martedì 18 luglio 2017 , Inviato da Sergej - 681 letture

Allora, sono passati tre giorni? Siamo sicuri che Romero è morto. Sicuri sicuri…? Non è che per caso ci combina uno di quegli stupidi scherzi che amano fare gli zombies e si alza dalla tomba, mette fuori prima una zampa (una mano) e poi l’altra, scava un po’ e si solleva sul prato e comincia a deambulare in avanti facendo strani scricchiolii e muovendosi come Renzi davanti alla Merkel?

George Romero non era un regista eccelso, ma i suoi film sono concettualmente tra le cose più interessanti che la cultura nordamericana sia riuscita ad esprimere nel XX secolo. L’idea che sia possibile la sollevazione proletaria contro il mondo del consumo e del capitale, e che questa ribellione possa avvenire agli unici sfuggiti al mondo soverchiante del consumismo e dell’ideologia borghese - i morti che assaltano il supermercato -, è travolgente.

La matrice culturale naturalmente è sempre quella, Edgar Allan Poe. Ma declinata nel mondo contemporaneo il witz di Romero permette la nascita di un genere (cinematografico e fumettistico) e migliaia di aficionados che soprattutto nell’ultimo decennio si riconoscono nell’Apocalisse Zombie prossimo venturo.

zombies

Romero, a partire da “La notte dei morti viventi” (1968, data non casuale…) ha collezionato tutta una serie di film di genere, scostandosi poco dalla tematica (si pensi a “Creepshow 2” in collaborazione con Stephen King) giacché quando lo ha fatto ha colto solo insuccessi. Ma fin dall’inizio dedicandosi al genere con piena consapevolezza, dimostrando che il suo non era un incidente di percorso e che ogni allusione era perfettamente voluta. Grazie a Romero abbiamo avuto lo sdoganamento del tabù della morte nella cinematografia Occidentale: la morte fino ad allora era relegata ai thriller e ai film di genere storico/guerresco, un “incidente” che la camera da presa subito saltava. Con Romero la camera si fissa sul corpo decomposto della morte, lo segue, ne segue non solo la deambulazione ma si compiace del disfacimento. L’horror mortis e l’horror vacui rientrano nella fiction occidentale dopo la pausa positivistica e illuministica seguita al più macabro medioevo. Paradossalmente, proprio attraverso la "riduzione filmica", la morte diventa così oggetto di consumo, viene "assimilata" e perde il suo carattere dirompente e totalizzante, diventa il brutto della favola per bambini: quel brutto, orrido e negativo che costituisce il contenuto più importante della favola. I bambini naturalmente sanno che esiste la morte (che esiste il male, la violenza ecc.) ma attraverso la favola comprendono che la morte può essere in qualche modo "combattuta", ma imparano anche la verità più vera, che essa (la morte, il male, la violenza) vincerà sempre.

Perché è la vita una piccola parentesi, mentre è la morte la normalità delle cose che sono esistite.

Ma ore che ci penso, ma per caso che Renzi…?



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