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Geografia dell’impoverimento


Cosa significa vivere in un territorio in fase di avanzato impoverimento? Quali le sue caratteristiche?
martedì 26 gennaio 2010, di Emanuele G. - 511 letture

a. Introduzione

Chissà come mai molti scritti debuttano con “c’era una volta” oppure, in forma abbreviata, “una volta”. Eppure intendo iniziare proprio in questo modo l’articolo di analisi della situazione del territorio dove insistono i comuni di Carlentini, Francofonte e Lentini. Ci troviamo nel nord della provincia di Siracusa e per consuetudine tale area viene denominata il “Triangolo”. Un articolo che intende essere una riflessione su un fenomeno non compreso in pieno e di elevata criticità sociale. Mi riferisco alla “Geografia dell’impoverimento”.

Una volta, il “Triangolo” era uno dei luoghi simbolo dell’agricoltura siciliana per via della presenza di un florido comparto agrumicolo. Comparto in grado di assicurare un benessere diffuso ad ampi settori della popolazione. Questo fino agli anni settanta. A partire dalla decade successiva si assistette a un drammatico, lento e progressivo declino del “Triangolo”. Sia per qualità della vita che per reali possibilità occupazionali. Oggi il “Triangolo” si dibatte in una crisi che sta di fatto provocando un impoverimento complessivo del territorio. Un impoverimento che colpisce in modo carsico e generalizzato ogni settore economico e sociale.

b. Metodologia applicata

Quanto sta accadendo nel “Triangolo” deve farci ragionare e riflettere su cosa sia un territorio in fase di impoverimento. Le domande a cui rispondere sono diverse. La principale è, senza dubbio, la seguente: in cosa consiste la “Geografia dell’impoverimento”? Quali le sue caratteristiche? Possiamo individuare i relativi parametri che ci permettono di elaborare un modello di geografia attinente all’argomento? L’analisi della situazione del “Triangolo” è speculare al raggiungimento dei succitati obiettivi.

Il “Triangolo” assume il ruolo di esempio di un territorio in fase di impoverimento, mentre la "Geografia dell’impoverimento" fornisce il quadro teorico di insieme.

La seguente tabella ci permette di chiarire meglio la struttura del presente articolo:

Tabella n. 1

- Ratio dell’articolo

“Triangolo” -> esempio

“Geografia dell’impoverimento” -> modello

Il primo passo è quello di individuare le caratteristiche basi del territorio da sottoporre al processo di analisi. Un territorio si caratterizza generalmente attraverso:

- La funzione del territorio;

- Il reddito;

- L’economia;

- L’ambiente;

- Le infrastrutture;

- Le dinamiche sociali.

Le sei caratteristiche individuate andranno a costituire una “check list” (griglia) in grado di raccontarci la storia di un territorio in fase di impoverimento. Il ragionamento ha, dunque, come punto di partenza l’analisi di ciascuna delle sei caratteristiche al fine di individuare quei parametri standard che contribuiscono a identificare un territorio come impoverito. I parametri, in seguito, andranno a costituire i principi fondanti del modello di “Geografia dell’impoverimento”.

c. Parametri

Iniziamo la nostra analisi delle caratteristiche dalla funzione del territorio.

1. La funzione del territorio

Un territorio in fase di impoverimento non ha una precisa funzione che lo informi. Cioè non si riesce a comprendere appieno la funzione del medesimo o la funzione che ha una parte del territorio nei confronti del resto. Questo nel lungo periodo diventa un handicap esiziale per il territorio. Infatti, un territorio che non riesce ad assegnarsi una funzione o ad assegnare funzioni alle sue varie parti è un territorio che non ha mai delineato una strategia complessiva. Invero, non vi è stato un ragionamento condiviso sul suo sviluppo e sugli obiettivi che quel territorio doveva raggiungere. La caratteristica denominata “funzione” è di fondamentale importanza perché quando un territorio si assegna una funzione, il medesimo assume connotazioni certamente dinamiche dal punto di vista economico e sociale. Al contrario, quando un territorio non si dota di funzione e/o di funzioni, esso è destinato a una condizione di assoluta staticità. Questo particolare lo stiamo riscontrando nel “Triangolo”.

- Da qui l’individuazione del primo parametro per identificare un territorio come impoverito. Lo si può denominare “parametro di mancanza di assegnazione di funzione al territorio”.

2. Il reddito

Il reddito in un territorio in fase di impoverimento è destinato principalmente alla semplice soddisfazione delle necessità vitali di ogni giorno. Questo perché la struttura sociale a cui fa riferimento si basa in massima parte su ceti a reddito fisso ovvero pensionati o percettori di redditi originati da lavori del tutto occasionali. In questa situazione le dinamiche collegate al reddito sono caratterizzate da un coloritura dinamica tendente a valori non significativi. Il reddito non ha, quindi, una prospettiva di demoltiplicatore della ricchezza di una comunità. In sintesi, il reddito come motore dell’economia di un territorio. Nulla di tutto questo. Il reddito ha, per così dire, un raggio di azione limitato e assume connotazioni modali davvero irrilevanti. E’, piuttosto, un mero strumento di una prospettiva di vita che ha nel bisogno quotidiano la propria ragione di essere.

- Ciò ci permette di definire il secondo parametro come “parametro di reddito non dinamico”.

3. L’economia

L’economia è il riflesso della scarsa dinamica del reddito stesso. In una condizione di estrema precarietà che tipo di economia ci possiamo aspettare? Un’economia basata sul consumo e non sull’investimento. Il consumo non produce mai un’economia dello sviluppo. Solo se l’economia si incanala sul versante degli investimenti allora crea lavoro, produzione e occupazione. La conseguenza di un’economia connotata da una scarsa dinamica è un’economia di mera sussistenza. Cioè non crea quell’unità marginale di profitto capace di innescare quei presupposti e quelle modalità tipiche del ciclo virtuoso economico. Da evidenziare, inoltre, che i principali datori di lavoro presenti nel “Triangolo” sono istituzioni pubbliche come il comune o l’ospedale oppure la scuola. Queste istituzioni non producono nessuna dinamica positiva nel territorio. Forniscono stipendi, ma non flussi di investimenti.

Un ulteriore momento di riflessione dovrebbe essere rappresentato da un’analisi rigorosa:

• Del rapporto fra flussi di investimenti pubblici e creazione di posti di lavoro;

• Sull’evoluzione del tasso di esportazione dei prodotti del territorio.

Nel “Triangolo” gli investimenti pubblici creano lavoro a tempo determinato e il tasso di esportazione si attesta su valori poco significativi.

- Pertanto, si può ipotizzare il “parametro di economia da sussistenza” come terzo parametro identificativo per un modello di “Geografia dell’impoverimento”.

4. L’ambiente

In un territorio dove le dinamiche assumono valori poco significativi, l’ambiente non è percepito come una risorsa che potrebbe creare ricchezza. Esso viene percepito come un qualcosa di estraneo e distante. E’ come se fra la comunità stanziale e l’ambiente circostante fosse in atto una scissione. Un tipo di scissione particolarmente pericoloso in quanto porta le comunità stanziali a porre in essere sollecitazioni negative nei suoi confronti. Mi riferisco all’ambiente. Con il risultato di comprometterne le proprie caratteristiche e il relativo equilibrio biotico. In queste condizioni l’ambiente cessa di avere un peso decisivo sulle speranze di sviluppo del territorio. Questo è successo nel “Triangolo” dove l’ambiente è stato oggetto con modi continuativi di azioni tese alla sua distruzione. Non si è mai pensato che le sue peculiarità costitutive potessero diventare variabili decisive per lo sviluppo del territorio.

- Ecco, dunque, l’individuazione del quarto parametro di riferimento che denomineremo “parametro di mancanza di percezione ambientale”.

5. Le infrastrutture

Un’altra caratteristica per valutare se un territorio è in fase di impoverimento è quello della progressiva perdita di infrastrutture. Perdita che può avvenire secondo diverse modalità. Proviamo ad elencarle:

• Cessazione di attività delle infrastrutture;

• Depotenziamento operativo;

• Non utilizzazione soddisfacente della medesima.

La chiusura della stazione ferroviaria può essere indicata come esempio per il primo caso.

Il secondo caso lo si può, al contrario, ravvisare nella dequalificazione funzionale dell’ospedale attuale e futuro.

Per il terzo esempio ci si può riferire all’apertura dell’autostrada Catania-Siracusa che porta scarsi riflessi nel territorio del “Triangolo”.

- Le considerazione esposte in precedenza individuano il quinto parametro che possiamo definire “parametro di diminuzione delle infrastrutture del territorio”.

6. Le dinamiche sociali.

Un territorio diventa povero quando quei valori etici e morali che ne identificano il carattere principale iniziano un processo di progressivo indebolimento. Questo si verifica allorquando il territorio non è riuscito a dotarsi di quegli obiettivi in grado di assicurare delle linee guida in grado di orientare la vita delle comunità che vi risiedono. Pertanto, il grado di coesione sociale comincia ad affievolirsi passando da uno stato dove è la comunità l’elemento caratterizzante dominante ad un altro in cui ci si aggrega in gruppi oppure si scelgono forme più o meno volute di isolamento sociale. L’impoverimento accade, anche, per un accentuato processo secondo il quale si da rilievo agli aspetti materiali, mentre i valori vengono sempre più depotenziati e considerati fuori dal tempo. Come potete notare le dinamiche sociali sono essenziali per comprendere un territorio. Anzi, spesso, ne rappresentano i monitor più appropriati per valutare le sue reali condizioni. Un territorio, dal punto di vista delle dinamiche sociali, è in fase di impoverimento quando si assiste a una non comunicazione fra obiettivi e valori. Il risultato non può essere altrimenti che un accentuato processo di disaggregazione sociale.

- Tale processo individua il sesto, ed ultimo, parametro: il “parametro di disaggregazione sociale”.

Con l’individuazione dei sei parametri standard abbiamo concluso la prima fase della nostra analisi tesa a identificare gli aspetti costitutivi di un territorio in fase di impoverimento. Da tale analisi emergono le specificità su cui possiamo basare un ragionamento avente l’obiettivo di fondare un nuovo strumento di analisi geografica denominato “Geografia dell’impoverimento”.

d. Sintesi metodologica

Per chiarire ulteriormente quanto descritto è opportuno stilare uno specchietto di sintesi:

Tabella n. 2

- Geografia dell’impoverimento

Caratteristiche e (->) relativi Parametri

La funzione del territorio -> parametro di mancanza di assegnazione di funzione al territorio

Il reddito -> parametro di reddito non dinamico

L’economia -> parametro di economia da sussistenza

L’ambiente -> parametro di mancanza di percezione ambientale

Le infrastrutture -> parametro di diminuzione delle infrastrutture del territorio

Le dinamiche sociali -> parametro di disaggregazione sociale

e. Definizione di “Geografia dell’impoverimento”

Il percorso metodologico fino a qui svolto ha avuto il merito di rendere sincronici l’analisi della situazione attuale del “Triangolo” con la delineazione delle caratteristiche della “Geografia dell’impoverimento”.

Il prossimo passo è portare alla luce una definizione quanto più precisa possibile della “Geografia dell’impoverimento”. Possiamo ipotizzare, allora, una seguente definizione:

“Per Geografia dell’impoverimento si intende un modello di analisi di un dato territorio caratterizzato da non assegnazione di funzione territoriale, da dinamica reddituale bassa, da un’economia tendente a valori negativi, da un ambiente considerato estraneo dalle comunità stanziali, da diminuzione costante della propria dotazione di infrastruttura e, infine, da un accentuato grado di disaggregazione sociale”.

La “Geografia dell’impoverimento” si intende come modello per comprendere appieno le caratteristiche di un territorio in fase di impoverimento o impoverito.

Tale modello ha una sua validità scientifica in quanto:

• E’ un metodo di analisi dove la fase del “perché” è variabile dipendente della fase del “come”;

• Si riferisce a un fenomeno, a un territorio e a un lasso di tempo. Ovverossia si applica a condizioni reali di vita;

• Inserisce un forte coordinamento fra diverse discipline. Infatti, la “Geografia dell’impoverimento” è il risultato di un intersecarsi operativo fra sociologia, analisi territoriale, sociologia, economia politica e analisi storica del territorio;

• Il processo analitico si basa su un insieme di fasi strettamente collegate fra di loro dove la fase successiva assume il ruolo di completamento di quella precedente;

• Fornisce dati e descrizioni plausibili che possono essere utilizzati per pianificare opportune modalità di programmazione del territorio.

f. Conclusioni

La “Geografia dell’impoverimento” è frutto di questa stagione di accentuata criticità economica e sociale che si dipana dal livello locale fino a quello mondiale.

E’ una disciplina che è in grado di fornire risposte di analisi e di programmazioni di particolare importanza.

Risposte tese a invertire trend negativi e a fornire feedback operativi per dare un senso alla vita sia di una comunità che del territorio dove quella comunità vive.

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