Genocidi: Responsabilità individuale e collettiva


"La storia si ripete facilmente, cosa manca perche’ il prossimo genecidio si verifichi tra le nostre strade nelle nostre case? L’intolleranza e la xenofobia che non è mai morta sono la testimonianza di tutto ciò..."
giovedì 1 giugno 2006, di Anello di Dio - 1198 letture

Non vogliamo, non possiamo, non dobbiamo dimenticare l’olocausto degli ebrei. Siamo stati e siamo tutti colpevoli. Tutta la razza umana è portatrice sana di questo virus ignobile del genocidio.

La storia è stata chiara. La nostra stessa vita è segnata da tale evento in quanto evento traumatico e paradigma politico. Non si può semplicemente celebrarlo e ricordarlo. Noi tutti uomini abbiamo convissuto da quel momento, dal momento in cui sono stati scoperti i campi di concentramento, con l’orrore di noi stessi; con la coscienza che il male che si può infliggere non ha limiti.

Noi e noi tutti siamo stati capaci di generare l’orrore. Le nostre colpe non sono riferite solo alal lucidità cosciente della sua concezione; ma anche alla forza impiegata per materializzarlo, renderlo vero come questo tavolo e queste mie mani. Voglio ricordare a certi facinorosi revisionisti che si puo’negare un’evento documentato da immagini e quintali di carte ufficiali e non. Così come, e forse questa è l’operazione più pericolosa, non si può accettare che qualcuno imputi la responsabilità ad un gruppetto di esaltati idelogizzati. E’ spaventosamente pericoloso, infatti, credere di poter liquidare la cosa con un "eravamo obligati, noi non sapevamo nulla era colpa dei gerarchi". Non si poteva non sapere! Non si poteva non essere parte di quella mostruosa costruzione.

La responsabilità che alcuni in maniera molto sottile hanno voluto addossare al sistema è "responsabilità generale", di tutto il popolo tedesco. non si può cercare nell’oblio la fuga da sè stessi e dalla capacità di creare l’orrore che fa parte della nostra stessa cultura.E’ necessario che ognuno di noi, che ne abbiamo preso parte o meno, ci prendiamo le nostre responsabilità anche se questo vuol dire riconoscere il fatto che possiamo diventare dei mostri, anche se l’orrore puo’ portare qualcuno alla pazzia e al suicidio.Ognuno ha preso parte ad un veneto simile nella propria storia e nessuno si puo’ permettere di dimenticare; i tedeschi con gli ebrei e tutte le categorie selezionate ed eliminate (omosessuali, zingari, russi e polacchi, oppositori politici), gli Italiani con gli Etiopi, gli Inglesi con i zulu e gli Indiani, i Francesi in Africa, I turchi in Armenia.Qurello degli Ebrei più di tutti costituisce una specie di summa dell’orrore perche’ oltre alla presunta superiorità razziale e culturale per la prima volta è stata concepita una macchina burocratica e tecnica per portarlo a termine.

In questo sta l’orrore e la paura che la cosa si possa ripetere. E’ stato scritto l’essere umano è la creatura piu’ bella e più pericolosa del creato.Solo noi possiamo creare splendide piramide e concepire un progetto per lo sterminio di massa. Un invito importante ed essenziale non deleghiamo agli altri le nostre scelte non lasciamo che tramite strumenti subdoli come televisioni, giornali, radio e altro ci condizionino a tal punto da ritenere che uccidere un essere umano sia giustaficato e necessario. Liberiamoci di certe facili strumentalizzazioni prima che sia troppo tardi.

La storia si ripete facilmente, cosa manca perche’ il prossimo genecidio si verifichi tra le nostre strade nelle nostre case? L’intolleranza e la xenofobia che non è mai morta sono la testimonianza di tutto ciò.

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