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Generazione Z: come sta cambiando il modo di leggere

La mia passione per un personaggio immaginario, ma che rimarrà immortale nel tempo, non smetterà mai finché avrò ancora fiato in corpo. E continuerò a coltivarla finché sarò ancora su questo meraviglioso pianeta: la Terra.

di Ruben Costa - lunedì 21 agosto 2023 - 1075 letture

Edizione straordinaria. Extra straordinaria. Il mondo è ammalato. Oh sveglia, il mondo è ammalato. Ma per colpa di chi”, come cita l’incipit di una canzone di Zucchero. Eh sì, non può esserci termine più appropriato in questo momento.

In un mondo ormai sommerso dal perbenismo, dall’iper sensibilità, dal troppo politically correct, da questo insano desiderio di voler stravolgere tutti i capolavori (denominata cancel culture) che una svariata serie di autori, sia italiani che stranieri, hanno saputo produrre nel corso di questi millenni, fino ad ora. Tra l’altro, la domanda, anzi, le domande che ci vengono spontanee sono due: la prima, come si spiega il fatto che quando venivano scritte certe opere, certi racconti, certi romanzi, non vi era tutta questa frenetica sensibilità leggendo certe terminologie, certe frasi, certe espressioni che venivano utilizzate il quel dato scritto? Seconda domanda, da cosa è veramente scaturito questo drastico cambiamento nelle persone a ipersensibilizzare i propri figli a non leggere più quei libri già scritti in quella maniera perché ritenuti blasfemi, o razzisti, o che contengono forme offensive verso qualcosa o qualcuno? Sorge cosi, legata a quest’ultima, una terza domanda: che cosa sta succedendo a questo mondo da qualche anno a questa parte?

Siamo arrivati in un momento veramente storico della nostra vita, del nostro mondo, dove, a mio parere, il termine “sensibilità” viene confuso con il termine “ignoranza”. Perché è di questo che si tratta.

L’iper sensibilità è un fenomeno che si sta diffondendo troppo velocemente quasi come un’influenza, perché da quando si è pensato di mettere in moto questa “violenza” nei confronti della letteratura italiana e non, del cinema, dei film di animazione, delle vecchie fiabe che si raccontavano ai bambini, non è ben chiaro a quale titolo, tutti questi bellissimi mondi con i quali i nostri genitori e i nostri nonni ci hanno fatto crescere, trasmettendoci tra l’altro gli immensi valori che trovavano, e trovavamo poi noi di conseguenza, debbano subire questi ripugnanti stravolgimenti solo per non urtare la sensibilità altrui. E in questo caso, nello specifico, il fatto che, secondo qualcuno, il creatore di colui che diventò successivamente il detective più famoso e celebre della letteratura poliziesca, del cinema e della televisione, si dice che avesse arrecato offesa al Mormonismo e alla Massoneria.

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Conan Doyle

Mormoni e Massoni: in che modo, secondo alcuni “pseudo opinionisti”, Conan Doyle li avrebbe offesi?

Facciamo intanto un passo indietro. Il Mormonismo e la Massoneria esistevano ancora prima della nascita di Arthur Conan Doyle. Il primo, è un movimento religioso che si basa sugli insegnamenti dello scrittore John Smith. Questo movimento trae origini etimologiche dal nome del profeta Mormon, ma anche dal libro che prende lo stesso nome, pubblicato dallo stesso John Smith nel marzo del 1830 (circa 30 anni prima della nascita di Conan Doyle).

Il secondo, la Massoneria, è un’associazione molto diffusa negli Stati Uniti d’America e non solo, e si basa principalmente su attività di esoterismo e fratellanza. Le sue origini si possono collocare nell’epoca moderna, esattamente a Londra nel 1717, e “riconosciuta” come l’unione di altrettante associazioni basate su un ordinamento democratico, dette "logge".

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Conan Doyle alla sua scrivania

Chi difende questa triste e becera forma di modernizzazione si ostina a confermare il fatto che possa essere una soluzione ottimale per poter dare una nuova veste a ciò che potrebbe essere oggigiorno definito troppo antiquato oppure offensivo, e che quindi abbia bisogno di una cosiddetta “rinfrescata”, perché non rispecchia, e non “rispetta” più, i nostri valori. La “censura” colpisce anche Agatha Christie, che sta uscendo in Inghilterra in nuove versioni “epurate” dal linguaggio razzista. Sarebbe più onesto e anche efficace, credo, interrogarci su quanto siamo razzisti noi, oggi, senza andare a disturbare un passato che, appunto, è già passato.

I libri non vanno né bruciati né epurati: vanno letti, studiati, capiti e contestualizzati. A questo servono le biblioteche, le scuole, le università. Altrimenti possiamo cadere nella trappola di pensare che, modificando il passato, ci metteremo la coscienza a posto.

Quindi io continuerò a leggere le storie di Sherlock Holmes e di Miss Marple. Voi fate come volete.


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