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Gela: Sanità punto zero



mercoledì 21 ottobre 2009, di cirignotta - 206 letture

Continua il disagio dei Gelesi riguardo i servizi sanitari dedicati al territorio. Tra le cronicità l’attività del Poliambulatorio di via Butera, che vede la presenza in termini di utenza, di migliaia di persone che accedono alle varie branche specialistiche attraverso le varie richieste dei medici di famiglia. Una mancanza grave è l’impossibilità ad effettuare diagnostica attraverso un ecografo multidisciplinare che opera a 360° nei vari esami ecografici ed attraverso l’utile esame del “Doppler” che permette un’ottima diagnosi delle varie patologie vascolari. Tra le cause del disagio il mancato funzionamento dell’unico ecografo esistente che risulterebbe rotto ormai da tempo. La popolazione tende quindi ad andare verso altri lidi sanitari o pagare in toto l’esame presso dei centri privati per accellerare i tempi di diagnosi e per risolvere in tempi utili i vari e più disparati problemi di salute ,visto che lo strumento in questione ha un’alta capacità di fare diagnosi in molte patologie importanti. Lo stesso ecografo per dovere di cronaca ha un costo irrisorio rispetto ad altri mezzi di diagnostica per immagini e ad altre spese inutili delle Sanità. Qualcuno conferma che siamo all’anno zero specie per quanto riguarda i tempi di attesa e la prevenzione. Per le mammografie infatti vengono dati tempi di 10-12 mesi, utili,a porre al galoppo qualsiasi tipo di eventuale tumore al seno. Cosa dire dei poveri cittadini che già in gravi condizioni di salute chiedono a casa aiuto attraverso dei consulti onerosamente pagati ad esimi medici del territorio. Una sanità quindi quella di Gela che continua anche se sottobanco il business di sempre incentrato sui bisogni dei cittadini ed a discapito della dilagante povertà. Tra le righe le molteplici dichiarazioni di cartello, politiche e non che sembrano avere la volontà di migliorare i servizi ai cittadini ma che fatti alla mano non hanno impatto reale. Al nocciolo della situazione esiste sempre una malattia dilagante specie fra i dirigenti della sanità pubblica, la “Poltronite”, processo infiammatorio delle parti glutee che tende a fondere la cute con la poltrona in modo da mantenere saldamente fermo lo stesso sistema di potere pubblico con piene ramificazioni anche in quello privato mantenendo i soliti guadagni megagalattici. Potremmo subito dire da buon siciliano “Cu’ disia e cu’ schifia”. A sostenere il tutto la ragnatela Politica che riesce sempre, quando esiste un bene comune, a mantenere accordi di ferro anche trasversali ed al disopra delle ideologie e dei colori . I cittadini chiedono quindi a gran voce che oltre le parole ci siano più fatti ed un miglioramento netto dei servizi sanitari direttamente nei territori.

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