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Gaza: scontro impari

Dietro una discutibile autonomina di "popolo eletto", si nascondono quasi cinquanta anni di occupazione nella Striscia di Gaza.
di Lucio Garofalo - sabato 19 luglio 2014 - 2656 letture

Durante la notte la Striscia di Gaza è stata occupata dai "panzer" nazi-sionisti. Gli eventi precipitano ad una velocità a dir poco pazzesca. La cronaca e l’attualità diventano sempre più incalzanti. Si fa addirittura fatica ad interpretare e commentare i fatti che accadono in rapida successione. Non si fa in tempo a leggere e valutare una notizia drammatica che ne spunta un’altra persino più tragica e inquietante.

Tuttavia, la componente migliore del genere umano ha ancora la forza e la voglia di reagire e manifestare per un mondo più equo. Infatti, in numerose città del mondo la gente è scesa in piazza per solidarizzare a favore del popolo palestinese di Gaza e protestare contro l’intervento bellico israeliano. Alla faccia di chi pensa di porre sullo stesso piano l’estremismo islamico-fondamentalista di Hamas e l’espansionismo economico-militare sionista. È come voler equiparare i criminali nazisti e i partigiani della seconda guerra mondiale.

A quanti affermano che sia giusto e possibile equiparare, sia moralmente che militarmente, le forze (solo in apparenza contrapposte, ma in realtà complementari sul versante politico) di Israele e di Hamas, basterebbe solo far notare quanto siano squilibrate e sproporzionate in termini di arsenali e potenziali distruttivi. Inoltre, credo che nessuno (tranne chi è un fanatico cieco ed oltranzista) si azzardi a schierarsi a sostegno del più bieco ed ottuso fondamentalismo islamico e della violenza dei miliziani di Hamas.

Fermo restando che non esiste alcun paragone possibile, non esiste alcun confronto che regga con la ferocia criminale, disumana e reazionaria dell’estremismo nazi-sionista. Un simile ragionamento, compreso l’opportunismo strategico ed il proselitismo ideologico-strumentale di Hamas, non può e non deve vietare o impedire a nessuno di solidarizzare per la parte più debole e indifesa che è costituita dalle popolazioni inermi di Gaza (Hamas difende solo i propri interessi di fazione estremista quanto opportunista). È inaccettabile che chi ha subito per secoli l’antisemitismo (inteso come sistematica persecuzione razziale contro gli Ebrei) oggi pratichi una violenta politica di oppressione a discapito di un’altra popolazione semita, gli Arabi palestinesi. Una simile posizione è assolutamente ingiustificabile ed indifendibile. In ogni maniera.

Infine, c’e da chiedersi se "antisemitismo" non sia anche la politica di persecuzione e di sterminio perseguita da Israele nei confronti del popolo arabo palestinese che vive confinato nella Striscia di Gaza. Ci limitiamo a informare chi eventualmente non lo sapesse, che gli Ebrei non sono l’unica stirpe di origine semitica, bensì lo sono pure le varie e molteplici etnie arabe del Nord Africa e del Medio Oriente. Pertanto, lo Stato israeliano è un’entità politico-economica fondata sull’antisemitismo, nella misura in cui si è storicamente costituita sulla diaspora e sulla tragedia del popolo arabo palestinese.


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Gaza: scontro impari
27 luglio 2014, di : alberto

Hamas è una organizzazione degli estremisti islamici che si scontra con lo stato di Israele,signore della guerra e armato di tecnologia militare contro il quale,nulla valgono i missili d’accatto di Hamas. Lo scontro è impari,ma viene sempre sollecitato per stimolare la voglia di riscatto del popolo palestinese,il quale non sa che,affrontare Israele,diventa un vero e proprio autodafé. La causa palestinese è perduta e,dopo 66 anni di guerra,la palestina è caduta in mano ad Israele per "usucapione". I palestinesi di Gaza e quelli della Cisgiordania possono solo subire la forza di Israele o chiedere una pace definitiva,con garanzie reciproche.