Futuro

Le elezioni, Machiavelli e la Scuola di Chicago. A ciascuno il suo.
di Alberto Giovanni Biuso - mercoledì 27 febbraio 2013 - 1864 letture

Una parte dell’Italia si è riappropriata di se stessa. Tra quanti si sono recati a votare, uno su quattro ha dato fiducia a persone che agiranno per impedire il ripetersi della quotidiana indecenza dell’ultima legislatura. Il PD deve ancora una volta dare la colpa ai propri macroscopici errori, primo dei quali aver sostenuto per più di un anno la politica antisociale di uno dei più feroci banchieri della Goldman & Sachs. Banchiere che gli italiani hanno relegato nell’insignificanza politica. Non si può pretendere di ottenere l’apprezzamento di coloro ai quali si è tolta persino la speranza.

I gravi errori del PD (tra i quali, per citarne soltanto alcuni, il fanatismo sul TAV e il sostegno alle guerre imperialistiche che gli USA conducono nel Vicino Oriente; l’inserimento nella Costituzione dell’obbligo del pareggio di bilancio; l’ignavia sul conflitto di interessi); il potere della televisione su chi non ha altri strumenti di informazione; la complicità degli evasori fiscali e dei corrotti di ogni risma -che in Italia sono tanti- sono alcuni dei fattori hanno restituito un po’ di forza all’entità immonda Il PD, ancora una volta, non ha compreso che il nemico va finito quando è moribondo invece di allearsi con lui e restituirgli quindi vita, come è successo un anno fa. Grillo ha affermato che «riconsegnare a Berlusconi il Paese per sei mesi o un anno credo che sia un crimine contro la galassia»

Il centrosinistra ha avuto più volte negli ultimi vent’anni l’occasione di dare il colpo di grazia all’entità immonda e non lo ha MAI fatto. Ha anzi moltiplicato le complicità, e gli accordi nascosti. Non ci vuole il genio di Machiavelli per capire che quando in politica commetti errori e omissioni così gravi, le conseguenze per te non possono che essere negative. Peggio: il PD ha introiettato la totale, pervasiva, interiore e politica sottomissione della sinistra italiana ed europea ai dogmi della scuola di Chicago e dell’ultraliberismo. Bisogna invece cambiare paradigma. Riconoscano finalmente i propri limiti. Crogiolarsi nell’alibi che siano sempre gli altri ad avere colpa significa consegnarsi ancora alla sconfitta. 
Il M5S ha fatto le sue proposte, ha fatto la sua politica. Ed è stato premiato. A ciascuno il suo.

I primi a vigilare sull’azione degli eletti del M5S saranno proprio gli altri membri del Movimento e chi lo ha votato. Anche questo è un tentativo di superare la semplice “delega” parlamentare.
 È con i cittadini -tali sono gli eletti del M5S- che bisogna confrontarsi seriamente, non soltanto con le banche o con la troika composta da Banca centrale europea, Fondo Monetario Internazionale e Unione Europea. Anche questo, soprattutto questo, è democrazia.

Il centrosinistra ha 340 seggi alla Camera e la maggioranza relativa anche al Senato. Provi a proporre un programma di giustizia sociale, di indipendenza nazionale, di pulizia amministrativa, di svolta ecologica nell’utilizzo del territorio. Provi a fare una politica “di sinistra”, insomma, e credo che avrà di volta in volta il sostegno del M5S, come sta accadendo in Sicilia con Crocetta. Oppure tenti accordi più o meno segreti con l’entità immonda. E questo vorrà dire che i suoi dirigenti somigliano a quegli studenti per i quali non c’è proprio niente da fare: per quanto spieghi e rispieghi non capiscono.

Non so naturalmente che cosa accadrà nei prossimi giorni e settimane ma tutto è cambiato. È questo che conta. È cambiato anche nella Sicilia profonda, nel mio paese. A Bronte il Movimento 5 Stelle è il primo partito con 2.276 (28,35%) voti al Senato e 2.929 (31,77%) alla Camera. Il Movimento è primo partito anche ad Acicastello, Aci S. Antonio, Adrano, Belpasso, Biancavilla, Caltagirone, Camporotondo, Castiglione di Sicilia, Grammichele (differenza 18 punti percentuali), Gravina di Catania, Licodia, Linguaglossa, Mascalucia, Mazzarrone, Mineo, Mirabella Imbaccari, Misterbianco, Motta Sant’Anastasia, Nicolosi, Palagonia, Paternò, Pedara, Raddusa, Ragalna, Ramacca, Randazzo, San Cono, San Giovanni la Punta, San Gregorio, San Michele di Ganzaria, San Pietro Clarenza, Sant’Agata li Battiati, Scordia, Tremestieri, Valverde, Vizzini. (Fonte: Ctzen). E questo nonostante il sindaco Firrarello, senatore uscente del Pdl, abbia candidato suo genero alla Camera. Per quanti conoscono il dominio della mentalità berlusconiano/mafiosa a Bronte, si tratta di un risultato eccezionale. Se anche in Sicilia può accadere questo, per l’Italia c’è futuro.

www.biuso.eu


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