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Fuori la Voce, secondo album dei salentini Aioresis


Questo gruppo arriva dal Salento, luogo ricco di suggestione e storia. Rito e ballo liberatorio che, tra mito è realtà, era messo in atto per liberarsi dalle terribili conseguenze del morso della tarantola
mercoledì 21 dicembre 2005, di Tano Rizza - 735 letture

Per capire bene la musica e le melodie degli Aioresis bisogna innanzi tutto calarsi nella loro realtà, nella loro terra. Questo gruppo arriva dal Salento, luogo ricco di suggestione e storia. Una terra di confine dove, tra influenze multiculturali, a farla da protagonista indiscussa è la tradizione. Tradizione che sfocia nella pratica, secolare, della pizzica.

Rito e ballo liberatorio che, tra mito è realtà, era messo in atto per liberarsi dalle terribili conseguenze del morso della tarantola. Il mito vuole che le persone morse da quest’animale si liberassero dal suo veleno solo ballando, ed entrando in una sorta di trans dove, con il movimento del corpo accompagnato dal suono del tamburello, l’unico rimedio per evitare morte certa era ballare.

Gli Aioresis sposano bene quest’aura mitologica e ne danno la loro personale trattazione nel loro ultimo lavoro - Furori la Voce - dove coniugano tradizione e innovazione. Undici brani che, oscillano tra sonorità popolari tradizionali e interpretazione assolutamente nuova. È il tamburello l’assoluto protagonista della loro proposta musicale, lo strumento della cultura popolare si mescola bene con il violino, la chitarra, l’organetto e i sonagli per dare il via ad un ritmo trascinante che invoglia, di certo, a ballare. Ma se andiamo a leggere e ascoltare i testi, non manca il messaggio. Ed è quello di una voce che si alza, e da Sud, indica le problematiche, storiche e sociali, che il nostro paese non ha mai risolto. La denuncia ben si fonde con il ritmo della festa, e l’immaginario che viene fuori, al semplice ascolto, è quello della festa popolare dove si balla e si canta alla ricerca della socialità e del trans liberatorio che, questa volta, ci libera dal caos e le contraddizioni della società moderna.

I ritmi sono veloci, incalzanti, da ascoltare e ballare tutto ad un fiato. Questi tarantolati pugliesi propongono la loro musica, la loro visione del modo, e la loro fantasia a disposizione di chi ha le orecchie per ascoltarli. Il lavoro discografico - Fuori la Voce - ci sembra abbastanza completo e la proposta musicale e di sicuro interesse. Aspettiamo di vederli dal vivo, dimensione più naturale per un gruppo che propone musica popolare. Se fanno capolino dalle vostre parti Girodivite vi consiglia di andare a vedere questo gruppo, e quel che la loro musica fa.

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