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Francofonte, rispunta il problema del randagismo

I Francofontesi si sono purtroppo abituati a questo regime di cose, ad una situazione di stallo che impedisce di ricorrere a dei finanziamenti utili, per istituire un nuovo servizio o per incrementarne qualcuno già esistente
di Nello Russo - martedì 27 settembre 2011 - 2234 letture

Sembra che si facciano sempre più pressanti gli appelli dei francofontesi alle autorità locali, riguardo al problema del randagismo, che si manifesta sempre più intenso sulle strade del Comune di Francofonte. Sono troppi i cani ed i gatti che vagano per le strade della città, anche se pare che non diano un grande fastidio e non siano normalmente aggressivi. Tuttavia la loro presenza, quando sono in branco, incute parecchi timori e suscita perplessità rispetto alla questione della sicurezza e dell’incolumità personale.

Ma accade anche che tra la gente di Francofonte vi siano dei cittadini, che prestano ai randagi un minimo di attenzione e di cura portando loro da mangiare e facendoli raggruppare in piccole colonie, per evitare che siano investiti o maltrattati dagli sprovveduti. Insomma in città tra le persone ed i randagi sembra essersi instaurato un certo rapporto, che si alterna tra affezione e paura.

A questo punto però è inevitabile cercare di capire come l’amministrazione comunale di Francofonte intenda intervenire, visto che il problema del randagismo può essere affrontato mediante la costruzione di ricoveri comunali o intercomunali, ricorrendo senza grandi sforzi a specifiche risorse finanziarie a fondo perduto, che la Regione Siciliana ha anzitempo messo a disposizione degli enti locali a sostegno di una precisa progettualità sulla problematica ed ai quali il comune di Francofonte non ha regolarmente avuto accesso.

Quindi, stando alle lamentele, sembra essere indiscutibilmente chiaro che l’amministrazione comunale, in questi otto anni di attività, ha dimostrato di non avere verso gli animali da affezione la stessa sensibilità, che tuttoggi ha nel nominare il proprio esperto legale a suon di 3000 euro al mese e nell’assegnare ad altri avvocati vari contenziosi legali, naturalmente pagati con ulteriori risorse pubbliche. E’ sufficiente visitare l’albo pretorio on line nel sito web del comune, dove sono pubblicate le delibere, per cogliere la verità delle cose.

A riprova di tutto ciò è consultabile all’indirizzo http://www.gazzettadelsud.it/NotiziaArchivio.aspx?art=97002&Edizione=12&A=20080909 -un articolo del 2008, che conferma come già fin da allora l’amministrazione comunale di Francofonte non sia stata capace di presentare un progetto per la realizzazione di un canile o di un gattile, ovvero di favorire la nascita di associazioni anche di volontariato, che avrebbero potuto operare per limitare il randagismo, perdendo così i finanziamenti elargiti dalla Regione Siciliana. Questo da la misura della capacità progettuale dell’Esecutivo e dell’insufficiente attività di controllo e di programmazione del Consiglio comunale, chiamato a vigilare sull’operato della Giunta e sugli obiettivi preposti.

I Francofontesi si sono purtroppo abituati a questo regime di cose, ad una situazione di stallo che impedisce di ricorrere a dei finanziamenti utili, per istituire un nuovo servizio o per incrementarne qualcuno già esistente e che comporta anche dei tagli ingiustificati al salario accessorio dei lavoratori dipendenti ed alle risorse destinate al miglioramento di tutti i servizi comunali, alle innovazioni strumentali e tecnologiche, all’informatizzazione obbligatoria degli uffici ed all’adeguamento dei luoghi di lavoro alle norme sulla sicurezza, nonché all’aggiornamento ed alla riqualificazione professionale dei dipendenti. Tuttavia, la Giunta municipale ha deciso recentemente di aumentare il tributo riguardante il servizio dei rifiuti solidi urbani, con la scusa dell’avvio della raccolta differenziata, che però stenta a dare frutti tangibili pur gravando sulle tasche dei cittadini. Nel frattempo essa continua ad impegnare il denaro pubblico per consulenze, sagre cittadine e feste di piazza.

C’è da dire che nel contesto di questa situazione, che rasenta il limite della instabilità finanziaria, i sindacati ed i patronati, tranne qualche eccezione, vivacchiano nel più profondo dei silenzi registrabili negli ultimi trent’anni della storia di Francofonte. In definitiva, per farla breve, emerge la necessità che le associazioni ed i cittadini di Francofonte riprendano coscienza in questo quadro socio-economico ancora offuscato da una pratica amministrativa ingessata dall’agire politico troppo poco attento ai bisogni diffusi ed incombenti di una comunità, che pare essersi abbandonata alla sofferenza ed al tedio delle mancate aspettative di sviluppo e di crescita.


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