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Francesca


Nel film Francesca viene data voce all’uomo della strada, i pregiudizi dei rumeni nei confronti degli italiani sono il rovescio della medaglia, la naturale conseguenza della propaganda politica nei confronti dello straniero, del diverso.
mercoledì 27 ottobre 2010, di Fabrizio Cirnigliaro - 384 letture

Francesca è un film del 2009 diretto da Bobby Paunescu

Francesca ( Monica Birladeanu) è una maestra d’asilo, vive a Bucarest con la madre, ma ha voglia di partire per l’Italia. Non tutti sono d’accordo con la sua decisione: il suo ragazzo la incoraggia, il padre invece è contrario, essendo a conoscenza del clima d’odio che si respira in Italia nei confronti dei propri connazionali, teme che possa accadere qualcosa a sua figlia. Francesca però ha grandi progetti, vorrebbe aprire un asilo nido per i bimbi rumeni che vivono in Italia ed è convinta che persone come lei possono far cambiare la convinzione diffusa fra gli italiani che tutti i rumeni siano delinquenti. Sfruttando la vicenda di Francesca il regista denuncia i mali della società rumena, in cui la corruzione pubblica e le organizzazioni malavitose sono diffuse e pesano come un macigno nelle vite dei rumeni, soprattutto dei giovani.

La Mussolini aveva provato a bloccare l’uscita del film in Italia, perché si era ritenuta offesa da una battuta del padre di Francesca a inizio film, il quale cerca di convincere la figlia a non partire per un paese molto razzista citandole le dichiarazioni del sindaco Tosi e dell’onorevole romano. Il tribunale però ha bocciato la richiesta della Mussolini, dando il nulla osta all’uscita nella versione integrale

Nella pellicola viene data voce all’uomo della strada, il regista ci mostra come viene vista l’Italia dalla Romania, i pregiudizi dei rumeni nei confronti degli italiani sono il rovescio della medaglia, la naturale conseguenza della propaganda politica nei confronti dello straniero, del diverso. “Guarda che basta solo un in italiano matto per ammazzarti, non serve che lo siano tutti”

Forse l’avranno pensato anche i parenti di Maricica, la giovane infermiera rumena uccisa dopo una lite per un biglietto nella stazione della metropolitana di Anagnina. Le cause che hanno portato alla morte dell’infermiera non sono da attribuirsi al razzismo, a parti invertite probabilmente sarebbe successo il finimondo, cosi come è avvenuto dopo la morte di Giovanna Reggiani. Dopo quel tremendo omicidio in Italia niente è stato più come prima. Stereotipi razzisti alimentati da un populismo di bassa lega e dalla disinformazione dei media hanno tirato fuori il peggio dagli italiani (non di tutti), gli altri hanno iniziato a provare una strana sensazione, quella di sentirsi stranieri nella propria nazione.

Per loro siamo tutti zingari, criminali, ladri, non fa differenza. Non guardi mai i notiziari in televisione? I rumeni vengono pestati in strada da gruppi organizzati, non hai sentito quella puttana della Mussolini che vuole morti tutti i rumeni? O quell’altro stronzo, il grande sindaco di Verona che ha dichiarato la città libera dai rumeni?

Adesso in Italia ti arrestano solo perchè sei rumeno, figurati se ti denuncia il padrone dove lavori

Tanti anni fa quei mangiaspaghetti venivano qui per portarsi via le nostre ragazze, adesso è il contrario, siete voi che andate da loro

E’ allarme rosso per le strade, non sei piu’ al sicuro

tu stavi chiuso in casa ed e’ crollato il muro

quindi adesso e’ tutto pronto per lo scontro,

con chi viene da fuori e non ci sta piu’ dentro

quello che mi han dato da quando sono nato l’ho pagato

e ho visto ogni 2 anni una strage di stato

e’ un rompicapo, ma dubbi sui mandanti non ne ho

sono lo straniero questo e’ quel che so…

la mia posizione e’ di straniero nella mia nazione..

Io quando andavo a scuola da bambino

la gente nella classe mi chiamava marocchino,

terrone “Muto! Torna un po’ da dove sei venuto!”

E questa e’ la prima roba che ho imparato in assoluto.

Sangue Misto Lo straniero

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