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Frammenti amalgamati


Tra sussurri della natura, versi dell’amore, urla dell’essere, un viaggio sensoriale nella psiche umana. Una silloge poetica del giovane poeta siciliano Alessandro Montalto
venerdì 10 novembre 2006, di Liliana Rosano - 543 letture

Un intimo colloquio con il lettore, un viaggio sensoriale nella natura, nell’amore e nell’essere, un legame tra il verso e la musica. Questo è “Frammenti amalgamati”, una silloge poetica di Alessandro Montalto, trentenne siciliano, pubblicata dalla Edizioni Incontro, la cui prefazione, curata da Mario Bonanno, un giornalista e critico letterario, la definisce “Un gioco letterario sfrontato. Di rimandi e di interiezioni. Una lotta ontica e una parabola introiettata sull’io e i suoi dintorni più prossimi. È un incastro visionario, violento come il cozzare fra lamiere”.

Trentaquattro liriche suddivise in tre sezioni poetiche “Sussurri dalla Natura”, “Versi d’Amore” ,“Urla dall’Essere”, selezionate da una moltitudine per proporre al lettore più realtà certamente libere e indipendenti, decifrabili singolarmente, come i frammenti di un insieme, appunto, e, al contempo, fuse fra loro in un evolversi comune, quasi legate da un cordone ombelicale imprescindibile. In “Sussurri dalla Natura” il poeta offre al lettore i tre Regni, animale, vegetale e minerale, umanizza le bestie e animalizza il fare umano, scrutando la Natura senza porre limiti all’immaginario. “Versi d’Amore”, invece, accoglie figure assai ricorrenti nella vita d’ogni uomo: i figli la madre, le donne. “Si da, gradualmente, spazio, spiega Montalto, a dei puri esperimenti poetici, partoriti dalla necessità di una ricerca linguistica, a sua volta, basata sull’allegoria. In “Urla dall’Essere”, si rivolgono odi ai piaceri effimeri (la pipa, per esempio, in “Un canto alla pipa”), è incorniciato lo sdegno per una società dal “drappo funereo”, sono solcate le figure del quotidiano, interpretate le rimembranze sino a parlare delle nonne, di un passato vissuto e oggi imprendibile”.

Un viaggio sensoriale appunto che coinvolge la vista, evocando luoghi ora immaginari ora reali, l’olfatto, lasciando tra le righe odori, l’udito, accompagnando ogni componimento poetico da citazioni musicali come la sonata al pianoforte in “Al cipresso”, la “travolgente” sonata per fiati negli “Arcani amanti” e la singolare “sonata” per sassofono in “Il volo del fuco”. Ci sono i sapori di ieri e quelli di una natura generosa, si sente scivolare addosso il peso delle membra degli “arcani amanti”. C’è l’esaltazione, il vanto, la caduta e il pianto. Il poeta vola alto, e la sua poesia simbolica, tra citazioni rimbaudiane ed echi Bukowskiani, si riscatta da un certo linguaggio melenso e veterodecadente per restituire al lettore le atmosfere intime dell’essenza umana.

P.S. Per maggiori contatti e per chi fosse interessato a ricevere una copia della silloge, inoltrare una e-mail a: alessandromontalto23@libero.it

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