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Fotogrammi dall’Italia disunita di oggi


Mentre si avvicina – stancamente – il fatidico 17 marzo 2011, l’Italia appare sempre più disunita
martedì 15 febbraio 2011, di Emanuele G. - 650 letture

Il fiume carsico della continua corruzione etica e morale che va avanti da decenni indisturbata sta per emergere alla luce del Sole? Cioè il processo autodistruttivo che investe l’Italia è forse arrivato al punto di non ritorno?

Il panorama dell’Italia di oggi è deprimente quanto miserrimo. Scontri fra istituzioni. Contrapposizioni tribali. Divisioni su ogni aspetto essenziale. Le norme etiche e morale semplicemente abolite. Esasperazione parossistica degli animi. Predilezione delle cose che separano su quelle che uniscono. Condivisione nulla sui valori fondanti della Nazione e della Patria. Una stasi preoccupante. Risposte che non arrivano. Processi decisionali rabberciati. La figura retorica che più si addice a descrivere l’Italia di oggi è quella di un castello di carta che un impetuoso vento è lì per lì sradicare fino agli anfratti meno visibili.

Invece di lanciarmi nel solito articolo generalista di denuncia che rischia di affondare in prevedibili ovvietà, voglio dare un taglio dannatamente concreto al pezzo che state leggendo. Già la concretezza… Figlia prediletta del realismo. Unico modo, può darsi, per uscire in maniera convincente dalla palude in cui si trova l’Italia. Dicevo concretezza. Mi riferisco a tre brevi fotogrammi capaci di cogliere il momento di afasia generalizzata che colpisce la penisola italiana.

Achille Coppola è uno dei commissari straordinari dell’Asl Napoli 1. Asl che sintetizza lo sfascio della sanità pubblica in Campania. 10.000 dipendenti e 500 milioni di debiti. Si è arrivati a tale disastro grazie alla fattiva collaborazione di più attori: politici, sindacalisti, camorra, associazionismo di assistenza vario, pseudo-manager della sanità privata e altri ancora. Orbene, il signor Coppola – presidente dell’ordine dei commercialisti di Napoli – vive a Poggioreale! Il carcere della città partenopea. Per portare a termine un delicatissimo incarico. Quello di ricostruire la storia finanziaria dell’Asl Napoli 1. Una storia senza dubbio criminale. Ma vi rendete conto della gravità del fatto? Un cittadino per fare semplicemente il proprio dovere deve stare in carcere. Il signor Coppola rischia davvero la vita. Mentre chi ha causato l’eclissi di fatto del sistema sanitario nazionale a Napoli può girare libero e felice per strada. Ciò non rappresenta una situazione di sfaldamento del nostro ordinamento giuridico e, di conseguenza, della stessa unità dell’Italia? E’ evidente la differenziazione forzata delle condizioni di eguaglianza di un cittadino davanti alla legge.

Di recente sono arrivati una sessantina di militari per sorvegliare gli interminabili lavori di ristrutturazione dell’Autostrada Reggio Calabria-Salerno. Come se tale autostrada non facesse più parte del territorio dello Stato Italiano. Ma fosse assoggettata ad un altro stato o, comunque, a entità politico-amministrativa diversa da quella dello Stato. La domanda che sorge spontanea è di sapere il perché si è arrivati a questa grave decisione. La risposta è che chi ha rappresentato lo Stato Italiano in Calabria ha preferito perseguire interessi altri rispetto a quelli generali. O essere asservito agli interessi di persone che intendevano utilizzare le strutture periferiche dello Stato per propri scopi. Anche qui l’integrità dello Stato Italiano ne esce al dir poco annichilita. Quasi distrutta. L’invio dell’Esercito è un chiaro segno che certe zone del nostro paese non fanno più parte dell’Italia. Tale differenziazione di possesso non fa altro che alimentare una condizione di reale sfaldamento dell’integrità territoriale sia dello Stato che del paese.

Il presidente della provincia autonoma di Bolzano Durnwalder ha dichiarato che a lui non gliene frega un bel fico secco delle celebrazioni dell’Unità Italiana in quanto si sente austriaco. Dichiarazioni di una gravità eccezionale. Possibile che nessuno ha reagito alle farneticazioni profferite dal signor Durnwalder magari arrestandolo per attentato alla Costituzione e all’integrità dello Stato? Sono dichiarazioni di tal risma che contribuiscono a farci comprendere che il concetto di unità è in serio pericolo. Che il tessuto connettivo dell’Italia è in fase di avanzata necrosi. Ricordo al signor Durnwalder che al momento di assumere la carica pubblica che presiede ha prestato giuramento di fedeltà alla Costituzione e allo Stato Italiano. Giuramento che sottintende il riconoscimento dell’inviolabilità dell’unità territoriale del nostro paese. Veda signor Durnwalder il riconoscimento dell’italianità della provincia di Bolzano è stato un processo lungo, difficile, tortuoso e anche drammatico. Ma l’esito è stato che gli accordi intercorsi fra Italia ed Austria hanno riconosciuto la succitata provincia come parte integrante della Nazione Italiana. Bolzano e i suoi abitanti sono, dunque, italiani. Discussione chiusa.

Avrei potuto passare in rassegna altri esempi, ma i succitati esempi mi sono parsi i migliori per capacità di rappresentare il dramma che sta vivendo il nostro paese.

Le celebrazioni del 17 marzo 2011 serviranno realmente a qualcosa solo se riusciremo a riappropriarci del senso della nostra storia. Una storia non univoca e di differenze. Ammettiamolo. Altre soluzioni non ce ne sono. Le differenze fra noi stessi italiani sono il valore aggiunto che ha reso unico il nostro paese nel mondo. Da lì dobbiamo ripartire per sancire un nuovo patto fra noi italiani. Patto che trae dal Risorgimento e dalla Resistenza la propria linfa vitale. E che deve guardare alla globalizzazione come una nuova frontiera da affrontare e non sentire alla stregua di un pericoloso nemico. Tenendo a mente che il valore dell’Unità del nostro paese è da considerare inviolabile. Sempre e comunque.

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