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Foschi Italo Celestino, chi era costui?

Una emissione filatelica, il 7 giugno 2024, dedicata a costui, sconosciuto ai più ma ben conosciuto dai pochi or ora arrivati al potere...

di Massimo Stefano Russo - giovedì 6 giugno 2024 - 470 letture

Un’emissione filatelica nel celebrare, commemorare, omaggiare rappresenta ed esprime un alto valore simbolico concreto che materializza la memoria. Si presenta da un lato l’immaginario e dall’altro si riconosce l’insegnamento del messaggio da trasmettere e mantenere vivo. Significativo il caso di Italo Foschi dalle tante malefatte e dai pochi meriti.

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Giuseppe Tatarella, emesso il 7 febbraio 2024

Ho l’impressione che la reale dissonanza politico-culturale generata da questa destra al governo sia poco percepita nella sua nefasta interezza dalla gran parte delle persone. (Spero tanto di sbagliarmi). Corriamo il rischio di una radicale distorsione del passato, al seguito di chi si propone in modo arbitrario di voler riscrivere la storia dalla parte dei vinti. Le commemorazioni sono importanti, servono a rinsaldare la memoria pubblica.

L’antifascismo, cibo nutriente della democrazia, negli ultimi anni rischia, giorno dopo giorno, di essere additato negativamente e in quanto tale messo all’indice, osteggiato. Perché dobbiamo dirci antifascisti noi che senza aver conosciuto il fascismo siamo nati anni dopo la sua sconfitta e averlo messo al bando? Cosa abbiamo a che fare col fascismo visto che siamo venuti tanti anni dopo? Ci si può dichiarare tranquillamente afasciti e finire anche per accreditare il fascismo, nel sostenere che quest’ultimo ha fatto pure “cose buone”?

La storia narrata dai vinti la ritroviamo spesso intrisa di nostalgia, risentimento, giustificazionismo, nel rischio di stravolgere a proprio favore quanto accaduto. Mario Cervi e Indro Montanelli e tanti altri giornalisti col pallino della storia (Pansa, Vespa tra gli ultimi) rappresentano degli esempi significativi di coloro che, tra riassunti di altrui libri e appunti annotati, hanno inseguito le tracce del fascismo con malinconia nostalgica. Nell’evocare il passato immaginario ci si esalta e con entusiasmo, mossi dal tentativo di distruggere il senso della storia, attraverso le parole, se ne nega il divenire, con tutti i conflitti e le contraddizioni che appartengono all’origine.

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Giovanni Gentile, emesso il 10 aprile 2024

Si ricreano storie aneddotiche per ammantare col senno di poi gli ideali della giovinezza, vissuta con ardimento: hanno difficoltà a fare i conti col passato, mentre snaturano con cancellature, correzioni e omissioni il senso storico e la stessa narrazione. Dobbiamo resistere e continuare a chiederci cos’è stato il fascismo e studiarlo con consapevole oggettività.

È indispensabile per far crescere la democrazia, sostenerla e difenderla. L’insulsaggine di aree e schieramenti politici che si appellano allo “stare al di sopra delle parti”, risulta sempre più insensata. Un centenario quello della nascita di Foschi che era meglio far passare in silenzio, mentre lo si impone, nel riportare alla luce un personaggio nefasto da dimenticare; per riproporlo lo si lega alla nascita della Associazione Sportiva Roma nel 1927, di cui fu il primo presidente. I meriti sportivi e atletici che accomunano, esaltano, entusiasmano in questo caso servono a riesumare un personaggio che ha contribuito ad affermare il fascismo, seguendolo indefessamente, da fascista tutto tondo e di un pezzo, fino alla sua tragica fine, con l’adesione alla Repubblica di Salò.

Abbiamo e sentiamo il bisogno di riportare in auge tali personaggi? Anche questo purtroppo rappresenta un cattivo segnale dei tempi che cambiano; si tenta di legittimare e riabilitare un losco figuro passando attraverso i meriti dell’attività sportiva, senza tenere conto del negativo di una vita vissuta con violenza nell’osteggiare i valori della democrazia, senza alcun ripensamento. Costui, espulso per eccesso di squadrismo, dal fascismo, ma riammesso per intercessione diretta del famigerato Farinacci, lo si può indicare quale valore di riferimento ed esempio da seguire? Bastano i meriti sportivi per riabilitarlo?

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Italo Celestino Foschi

Foschi così complimentò con chi aveva organizzato l’agguato a Giacomo Matteotti: “Sei un eroe degno di tutta la nostra ammirazione”. C’era proprio bisogno di far uscire questo un francobollo e proprio in questi giorni che precedono il centenario dell’uccisione di Giacomo Matteotti? Ci ritroviamo sotto il segno di un’operazione propagandistica strumentale in cui ritroviamo ambiguità di trattative e intermediazioni, utili a rafforzare il potere di un’élite di sprovveduti al comando che sconsideratamente si propone di creare consenso popolare.

Un’ultima chiosa: è passato sotto traccia il francobollo commemorativo emesso il 7 febbraio 2024 per il 25 anniversario della scomparsa di Giuseppe Tatarella che amava definirsi “numero uno-bis di AN” e “ministro dell’Armonia”. Anche questo francobollo sarebbe rimasto nel limbo dell’ignoranza senza la pubblica denuncia dell’ex ministro Carlo Giovanardi che da membro della commissione che vaglia le proposte di emissione ha precisato di essere del tutto all’oscuro della decisione, di ignorare persino il nome di Foschi. Un colpo di mano della presidente della commissione Fausta Bergamotto sottosegretario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy? Ricordiamo che ci volle una petizione popolare per richiedere l’emissione di un francobollo in ricordo di Enrico Berlinguer. Altro stile, altra storia e soprattutto altra politica.

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Due popoli un fuhrer - parodia di una famosa emissione.


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