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Fontana Aretusa: è colpa del Ponte Santa Lucia se l’acqua scarseggia?

Il 12 marzo il terzo ponte di Ortigia è stato inaugurato. A tutt’oggi, nessuno ha dato risposte soddisfacenti riguardo l’ipotetico nesso tra la sua costruzione e l’abbassamento del livello dell’acqua registrato alla "Fontana ri paperi".
di Piero Buscemi - mercoledì 7 aprile 2004 - 8319 letture

"…una fonte talmente grande e ricca di pesci, così posizionata che il mare la inghiottirebbe, se a proteggerla non ci fosse un massiccio muro di pietre". Cicerone l’ha descritto così, questo piccolo paradiso nel cuore dell’Isola di Ortigia a Siracusa, conosciuto nel mondo con il nome di Fontana Aretusa.

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Fonte Aretusa

Aretusa era una ninfa della dea Diana, insidiata da Alfeo figlio di Oceano. La ninfa fuggì alle seduzioni di Alfeo gettandosi in mare dalle coste dell’Elide nel Peloponneso (Grecia) per ricomparire in Sicilia sotto forma di fonte a Siracusa. Zeus impietosito dal dolore di Alfeo, lo mutò in fiume permettendogli di scorrere sotto terra e raggiungere Aretusa. Questo è quanto ci racconta un romantico mito dell’Antica Grecia.

Di certo si sa che l’acqua giunge alla fonte dalla stessa falda che alimenta il Fiume Ciane. La storia ricorda che nel 1169 un violento terremoto blocco l’afflusso dell’acqua e quando riprese a sgorgare, l’acqua era diventata salmastra, caratteristica che si è trascinata fino ai giorni nostri. La sua leggenda s’incrociò con la vita di un altro personaggio storico: l’ammiraglio inglese Horatio Nelson, che utilizzò l’acqua della Fontana Aretusa nel 1798 per rifornire le sue navi, prima della battaglia ad Abukir in Egitto, contro Napoleone. Oggi è una delle più pittoresche attrattive della città di Siracusa e di essa, nei secoli, è diventata il simbolo, grazie alla fama dei suoi papiri che crescevano rigogliosi al suo interno, fino a non molto tempo fa.

Abbiamo coniugato il verbo "crescere" al passato, perché è usanza in questa città, agire "alla siracusana" (prendiamo a prestito la locuzione suggerita da una nostra lettrice), la cui prassi prevede che ciò che la natura ha creato, può, nelle nostre mani, essere distrutto per sempre. Raggiunto lo scopo, altra abitudine è quella di accendere una cocente diatriba tra coloro che mettono davanti al proprio cammino il progresso, che implica sacrifici ma del quale, a detta di questi, non si può fare a meno e coloro che in meno di un secolo hanno visto un territorio antichissimo e magnifico depauperato e stremato dai continui attacchi che l’uomo moderno gli ha propinato, e hanno collezionato iniziative e petizioni con lo scopo di frenare questa corsa al vandalismo legittimato.

La questione dell’abbassamento dell’acqua alla Fonte Aretusa è diventata un problema sul quale discutere e proporre soluzioni a causa delle infiltrazioni marine registrate negli ultimi tempi, che rischiano seriamente di uccidere le piante di papiro che si nutrono del suo prezioso liquido

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Fonte Aretusa
Foto d’epoca

Tra le varie ipotesi paventate, un ruolo di primario interesse spetta alla costruzione del ponte Santa Lucia, che da meno di un mese collega la città di Siracusa con l’isola di Ortigia e del quale Girodivite si è già occupato. Il merito di questa sua esclusiva è dato dal sospetto che durante i lavori condotti dalla Copeco per la realizzazione del ponte, "inavvertitamente" si è scavato troppo in profondità, andando a lenire la falda sotterranea di acqua dolce che attraversa il sito di ubicazione del ponte. Questo avrebbe causato una perdita di portata dell’acqua destinata al rifornimento della fonte. Il 12 marzo, in occasione dell’inaugurazione del terzo Ponte, le autorità della città hanno fatto di tutto per sdrammatizzare il problema e ricacciare nell’oblio i dubbi. Per farlo, il sindaco Titti Bufardeci nel suo discorso alla popolazione ha tenuto a ribadire che "…il ponte è innanzitutto, un’opera di protezione civile". Per suffragare le sue parole, ha chiesto la collaborazione del direttore generale della Protezione Civile, Guido Bertolaso che ha confermato le tesi avveniristiche del primo cittadino sostenendo che "…l’opera realizzata oltre ad essere necessaria, costituisce un primo passo verso quella politica di prevenzione, unica soluzione nei confronti dei problemi sismici del territorio siracusano". Si è aggiunta poi, la testimonianza del progettista e direttore dei lavori Antonino Bevilacqua (cognome paradossale, vista la situazione) che ci ha informato che "…il ponte è stato concepito con valori di sicurezza antisismici pari a 12, il massimo previsto dalla normativa vigente e con la modica spesa di 3 milioni e 100 mila euro". La cerimonia è stata arricchita sotto l’aspetto mistico, dal breve messaggio inviato da monsignor Giuseppe Costanzo che, costretto da motivi personali a non partecipare all’evento, ha ringraziato le autorità municipali "benedicendole" nel loro intento.

Ci permettiamo adesso, di fare un passo indietro. Qualche settimana fa, incuriositi dalla vicenda e non soddisfatti delle notizie appena percettibili che si potevano elemosinare sui quotidiani della città, ci siamo rivolti a Giuseppe Palermo, segretario dell’Associazione per la Difesa delle Coste di Siracusa. Giuseppe Palermo gentilmente ci ha comunicato che esattamente due anni fa, epoca alla quale risale l’inizio dei lavori per la costruzione del ponte, la sua associazione aveva richiesto il parere del Servizio Sismico Nazionale sulla questione. Quest’ultimo produceva una relazione nella quale si richiamava l’attenzione sulle "…peculiari caratteristiche geologiche e geotecniche dell’area scelta" precisando che "…non ci sono garanzie certe sull’eventualità che il ponte abbia caratteristiche uniformi al terreno di fondazione delle pile e delle spalle" consigliando ulteriori studi e approfondimenti preliminari alla messa in opera del ponte. Alla stessa epoca, come ci riferisce sempre Giuseppe Palermo, il prof. Paolo Giansiracusa, membro anch’egli dell’Associazione, provava tramite stampa a risvegliare l’attenzione sull’argomento, ed in modo particolare sulla connessione tra il ponte e la penuria d’acqua alla Fonte Aretusa, insistendo sulla mancanza di dati certi che annullassero i sospetti. Pressato da queste insistenze, il sindaco Bufardeci incaricava il prof. Vincenzo Ferrara a redigere una perizia sulla Fonte. Lo studio condotto dal docente di idrologia Ferrara, dopo aver sciolto in maniera sommaria la vicenda ponte-fonte, adducendo le cause del problema ad un "pleonastico emungimento" della falda a monte associato alla scarsità delle precipitazioni, ha sentenziato che "…la salute della Fonte Aretusa è minacciata da fattori naturali". Ha aggiunto: "L’aspetto antropico collegato alla realizzazione di nuove strutture (Ponte Santa Lucia e i lavori di restauro degli alberghi in Ortigia) è completamente da escludere tra le cause scatenanti l’abbassamento del livello dell’acqua registrato alla Fonte e da ricercarsi altrove".

Qualche dubbio di sufficienza nelle risposte rimane. Sarà dovuto dal fatto che il Comune e il Sindaco, parti in causa nella vicenda, abbiano avuto la possibilità di nominare un perito di loro fiducia, piuttosto che chiedere la nomina di una commissione consiliare e scegliere un perito esterno alle parti. Sarà dovuto al fatto che attribuire l’impoverimento della Fonte ad una "siccità selettiva", non trova riscontro con l’andamento delle piogge di questi ultimi tempi, notoriamente diventate abbondanti. In ogni caso, ci permettiamo di ostentare diffidenza, quantomeno per manifestare un’esternazione ancora libera.

Si può aggiungere che sulla questione è in corso un’inchiesta della magistratura che ha incaricato dei periti che avranno il compito di valutare la situazione. L’Associazione per la Difesa delle Coste, come ci informa ancora Giuseppe Palermo, ha indirizzato un esposto il 21 marzo di quest’anno al Genio Civile, alla Soprintendenza e alla Procura nel quale si è chiesto "…di fare chiarezza sulla probabile connessione fra il fenomeno riscontrato alla Fonte Aretusa e gli interventi umani suscettibili di avere effetto sulla falda e in tal caso, prendere le opportune misure".

Girodivite s’impegna a seguire l’evolversi della questione ed informarne i lettori.


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