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Florinda Fusco e Dario Chillemi a Sant’Agata Li Battiati

Per “Campi Magnetici”si è tenuto il 1^ luglio, nell’incantevole Giardino dei Martiri Inglesi il recital di poesia“Spazio Zero” di Florinda Fusco, poeta e intellettuale barese, cui ha fatto seguito il virtuosistico assolo del musicista catanese Dario Chillemi.

di Maria Gabriella Canfarelli - martedì 12 luglio 2005 - 5649 letture

Florinda Fusco e Dario Chillemi a Sant’Agata Li Battiati.

Per “Campi Magnetici”si è tenuto il 1^ luglio, nell’incantevole Giardino dei Martiri Inglesi il recital di poesia“Spazio Zero” di Florinda Fusco, poeta e intellettuale barese, cui ha fatto seguito il virtuosistico assolo del musicista catanese Dario Chillemi. Altro appuntamento con le iniziative che il Comune di Sant’Agata ha varato nel mese di aprile su progetto della Dataimpresa, altro incontro con la poesia e la musica. Florinda Fusco ha pubblicato nel 2001 “Linee” (Genova, Editrice Zona), e sulle riviste di letteratura Il Verri, Nuovi Argomenti, Filologia critica, Trasparenza, testi critici e poetici, tra cui alcune poesie de “Il libro delle madonne scure” con cui ha vinto, nel 2003, il premio Antonio Delfini.

Filologa e saggista, traduttrice dallo spagnolo dell’opera poetica di Alejandra Pizarni, con cui ha vinto il premio nazionale di traduzione Bernard Simeone nel 2004, Fusco ha presentato la nuova raccolta, intensamente interpretato brani scelti dal poemetto “Thérèse”, figura di donna spezzata da una versificazione lunga, distesa in certe pause di pronuncia e di respiro (quale intensa, sebbene diluita per designare il vuoto, linea che allontana il verso, la parola, salvo poi recuperarla, e addensarla per iterazione), in cui preponderante è il tema della condizione femminile, l’esperienza del corpo attraverso il quale dare consistenza al mondo. Il rapporto dialettico tra interno / esterno, tra corpo e oggetti quotidiani è attivo, la voce poetica chiama, pretende e ottiene che Thérèse, da semplice figura, diventi presenza incarnata nella ripetizione sintagmatica che produce accumulo di senso, sino all’afasia. Afasia come catarsi, scioglimento: come nella tragedia, ma con un solo coreuta ad assumersi il compito di sottolineare l’azione, di amplificare la paura e la pietà con la voce che incalza e stringe, e che diventa sommessa litania, poi un fruscio appena percettibile .

Gioia, rabbia, malinconia, amore: passato il testimone a Dario Chillemi, il musicista catanese dedica il suo primo pezzo alla Fusco, riscrivendo questi sentimenti con la sua musica dirompente. Per Chillemi la musica e l’arte in generale sono “l’unica possibilità per l’uomo di riconquistare autenticità e purezza nella comunicazione”.Un’esperienza, la sua, iniziata all’età di tredici anni con lo studio dell’armonia e improvvisazione jazz, e proseguita come chitarrista nel gruppo “Oltrecifra”, sino all’incisione nel 2003 di due dischi - L’inganno di fra’ Campana e Kamarria, e l’esibizione da solista allo Spasimo di Palermo.


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