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Fioroni, l’OCSE e la scuola


Bocciata dall’OCSE la scuola italiana. Secondo l’Organizzazione la nostra scuola ha una classe insegnante troppo vecchia, privilegia le classi sociali, costa troppo rispetto ai risultati ottenuti.
mercoledì 4 ottobre 2006, di Giuseppe Marziano - 968 letture

Forse la scoperta dell’acqua calda fece meno clamore. Dopo uno studio fatto dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico), che fotografa la scuola italiana, sottolineando che le possibilità di successo dei ragazzi sono legate alle condizioni (finanziarie oltre che politiche) della famiglia, ecco che il Ministro, commenta “La scuola italiana? E’ ingiusta perché non dà a tutti le stesse opportunità”. Continua ancora il Ministro, dicendo, che “I dati ribadiscono e sottolineano ancora una volta come il successo scolastico, anche in termini di apprendimenti e competenze, è strettamente connesso alle condizioni socio-economiche della famiglia. La nostra scuola non riesce a rompere la continuità con l’eredità che ciascun alunno si porta dietro”.

E poi ancora “Questo dato - continua il ministro dell’Istruzione - mi sconcerta e richiede una riflessione. La sfida vera che ritengo essenziale per il nostro Paese e per un governo di centro-sinistra è quella dell’equità”. Ecco, quello che ci chiediamo è se il Ministro è mai stato in una “normalissima” scuola pubblica, per rendersi conto della veridicità dei dati forniti. I dati presentati dall’OCSE non danno nulla di nuovo, forse i precedenti ministeri non li hanno volutamente leggere, o hanno letto quelli che più servivano ai loro tornaconti, ma è accertato che la nostra scuola ha funzionato sempre così, e non vediamo perché debba cambiare ora. Il rapporto OCSE imputa ancora al sistema italiano, la eccessiva vecchiaia del corpo insegnante, l’eccessiva spesa in relazione ai risultati ottenuti. Insomma un sistema scolastico interamente da riformare. E non se ne accorto nessuno?

Ma tornando alla polemica con il Ministro. Sono anni che la scuola pubblica fornisce gli elementi per far sì che la condizione economica dello studente (consapevole) sia elemento trainante nello svolgimento della sua carriera. Non è stata mai un “ascensore” sociale, come l’ha chiamata lo stesso Ministro, che ha permesso al figlio dell’operaio di cambiare status sociale. Non che, come affermato ancora dal Ministro, che è figlio di operaio fa l’operaio, ma chi è figlio di operaio, non avrà le stesse opportunità che il figlio dell’imprenditore. Siamo in un sistema sociale che pian piano si sta sgretolando sotto le nostre mani, i moniti al sistema italiano ormai giungono da tutte le parti, e vengono indirizzati a tutte le attività, segno, intangibile, che ci stiamo avviando ad un sistema che prima o poi dovrà fare i conti con la realtà. E la realtà scolastica, compresa quella degli atenei italiani, rispecchia appieno la realtà sociale, senza nulla togliere.

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Fioroni, l’OCSE e la scuola
2 gennaio 2007, di : Vispateresa

Sono sicura che adottando diversi provvedimenti, tipo: reindirizzando i finanziamenti dalle scuole private a quelle pubbliche; diminuendo DRASTICAMENTE i finanziamenti alle Forze Armate (lo sapevate che è il settore della P.A. meno controllato per gli sprechi e gli imbrogli? Un vero buco nero...), e combattendo l’evasione fiscale (altro buco nero...), si potranno ottenere i fondi necessari per una riorganizzazione efficace della scuola...e non solo per essa...

Povera Italia SCEMA che si divide nei due gruppi di Destra e Sinistra, invece di coalizzarsi e non dare il VOTO SICURO ai partiti ad ogni elezione... Essere banderuole dovrebbe essere la normalità per poter controllare finalmente i politici ROZZI che abbiamo.

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