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Fiorella Mannoia canta la solidarietà al Teatro Antico di Taormina

La musica come viatico di un viaggio comune verso la solidarietà e l’unione dei popoli. E’ il messaggio lanciato da Fiorella, ieri sera a Taormina.
di Piero Buscemi - lunedì 23 luglio 2018 - 705 letture

L’energia che si fa voce, a volte leggera, melodiosa. A volte incazzata, urlata. Comunque voce. In un periodo di messaggi e slogan politici che vomitano odio, disparità e, ancora una volta, una rivendicazione al diritto di vivere, come esclusiva riconosciuta da volontà divina, non si può rimanere in silenzio.

Fiorella Mannoia non è mai rimasta in silenzio. Quello passivo, che ti permette il lusso di giudicare senza esporti troppo. Lei non si è mai accontentata di beneficiare del privilegio da star, che le avrebbe consentito di guardare gli orrori del mondo con il distacco di chi, consapevolmente, sa che tutto questo potrà soltanto sfiorarla. Si è sempre esposta, in prima persona, a manifestare quello che ha pensato e pensa sia giusto dover offrire allo spettatore, in risposta a quel seminare continuo di elementi di diversità che, dovrebbero, ma non spesso accade, implodere nella stessa stupidità che li caratterizza.

Fiorella lo ha fatto con le sue canzoni che, di recente, ha deciso di scrivere di proprio pugno, interpretando con passionalità gli autori italiani, da sempre più vicini a un’idea di unione e solidarietà, in un immenso mondo che non riusciamo più a vedere nella sua interezza. Troppo piccolo per contenerci tutti.

Lo ha fatto anche ieri sera, in uno dei suoi palchi preferiti. Il Teatro Antico di Taormina che aggiunge sempre quel tocco di magia e fascino sofisticato a tutti i suoi spettacoli. Non ha tradito le attese del pubblico che ha occupato interamente ogni settore del teatro. Una scaletta che ha toccato le sue ultime produzioni, per poi lasciarsi andare alle più classiche interpretazioni del suo repertorio. Ivano Fossati, autore più volte citato durante il concerto. Enrico Ruggeri, Vasco Rossi e Renato Zero.

Un omaggio particolare a Pino Daniele, con una delle sue canzoni più toccanti e attuali, oseremmo dire. Quella Terra mia, che è un messaggio di condivisione, l’amore verso le proprie origini da condividere con il mondo, piuttosto che uno slogan egoistico che rivendica una proprietà esclusiva, forse soltanto riconosciuta a tutti in quei due metri quadrati che ci ospiteranno per l’eternità.

L’intero concerto è stato ideato e pensato per trasmettere un gesto di solidarietà da contrapporre alle sparate di Salvini, mai nominato durante la serata, ma sicuro destinatario delle invettive musicali, intervallate da pause di riflessione e dialogo con il pubblico. Lo stesso incasso è stato destinato alla raccolta fondi per il Progetto Guardiamo oltre le Frontiere, avviato dal Cir (Consiglio italiano per i rifugiati), il cui presidente Roberto Zaccaria è intervenuto sul palco a fine concerto per promuovere l’iniziativa.

Ci sarebbe da chiedersi, come in altre occasioni, se la musica possa cambiare il mondo, non nella sua essenza più intricata e indecifrabile che ha le radici nel confronto di razze, negli interessi politici, nella crudeltà manifestata con le guerre. Piuttosto, nel modo di pensare della gente che subisce tutto questo, nel costringere a pensare che nessuno può detenere un potere assoluto di gestire la vita umana, così arrogante e presuntuoso da crearci un nemico in un altro essere umano.

Non abbiamo risposte certe, forse, non le avremo mai. Siamo sicuri, però, che nessuno abbia più bisogno di stimoli dall’esterno, che possano essere un discorso di piazza o una canzone di protesta, o di speranza, per aprire gli occhi sul mondo e capire quale sia l’unica strada da seguire se vogliamo, tra qualche decennio, avere un’altra occasione per unire migliaia di persone sotto una luna a tre quarti e la voglia di rimanere uniti. Chi, ieri sera, era seduto sugli spalti del Teatro Antico di Taormina, era lì per ribadire un’idea, già consolidata nella propria mente.

Altra preziosa testimonianza è stata data dall’attrice Monica Guerritore, che attraverso i versi di Alda Merini, ha voluto far sentire la sua presenza e partecipazione a questa voglia di rilancio di uno dei messaggi più semplici, ma significativi di Vittorio Arrigoni, utilizzato anche da Roger Waters durante il recente tour italiano: Restiamo Umani.

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