Il vento della Storia soffia sempre più forte e noi siamo pronti a fare il nostro dovere. Io ed Ignazio abbiamo già preparato l’elmetto
Io ed Ignazio, il grande statista di Paternò, abbiamo tirato fuori dalla cassapanca l’elmetto e lo abbiamo indossato. E’ scoppiata la guerra, finalmente, e quindi bisogna attrezzarci. Il vento impetuoso della storia, anzi della Storia soffia sempre più forte mentre un’ansia segreta scuote il nostro cuore. Abbiamo assalti di nostalgia e, con la mente, pensiamo a 100 anni fa quando siamo stati lì, in Libia a portare la modernità e il cristianesimo. Non solo: pensiamo anche al 24 marzo 1999, quando il governo di sinistra retto da Massimo D’Alema fece decollare gli aerei dal nostro territorio per andare a sganciare bombe sulla Serbia.
Momenti che rimpiangevamo perché pensavamo che guerre – umanitarie beninteso – non ce ne fossero state più. Ed invece, oplà, ecco un’altra guerra umanitaria. Questa volta difendiamo il popolo libico contro un dittatore spietato e crudele. Come vedete con un po’ di buona volontà, nel mondo, si trova sempre uno da combattere. Con questo abbiamo fatto grandi affari, gli abbiamo venduto un pezzo di Fiat, di Juventus, gli abbiamo venduto un po’ di azioni di qualche nostra banca, gli dobbiamo costruire una lunga autostrada e abbiamo, con lui, firmato un accordo dove si dice, nero su bianco, che “L’Italia non userà né permetterà l’uso del proprio territorio in qualsiasi atto ostile contro la Libia”. E gli abbiamo vendute anche armi, lo abbiamo accolto con tutti gli onori, solo due mesi fa, in Italia, gli abbiamo baciato le mani.
Ma c’è un problema di realpolitik. C’è il problema della spartizione del petrolio e il nostro Paese non può permettersi di essere tagliato fuori. Ecco, quindi, la guerra umanitaria. E non fatevi incantare dalle solite Cassandre pacifiste, dalle anime belle che sventolano bandiere arcobaleno che ci raccontano la solita favoletta che quando si bombarda, i civili ne fanno le spese. Intanto, lo sappiamo da mo’, i missili e le altre armi sono intelligenti non fosse altro perché guidate da Ignazio che solo dall’espressione esporta tranquillità. E poi cosa vuol dire pacifismo? Noi, ora abbiamo un “imperativo”: difendere il popolo libico!
E i palestinesi? E Gaza? Perché non siamo partiti, con le armi intelligenti, contro Israele? In realtà questo non c’entra nulla e siamo fuori tema. Per riportare la discussione nei termini corretti ed attuali bisogna risalire alle dichiarazioni, di grande levatura politica internazionale, dei nostri governanti.
Fra una dormitina e l’altra, il nostro Sultano ha affermato grandi verità: “Credo che i mezzi della Francia, dell’Inghilterra e degli altri Paesi siano sufficienti. Comunque noi abbiamo detto di essere disponibili sulla base di esigenze, ma non credo ci saranno richieste particolari”. Questa delle “richieste particolari” se la mettiamo vicino alla dichiarazione di Ignazio: “L’Italia non farà l’affittacamere…” mi mette angoscia. Che sia ancora il bunga-bunga? Richieste particolari, affittacamere, tutti termini che hanno impensierito i nostri Alleati. Comunque sia, c’è solo una certezza e ce la dice il prode Ignazio: “I caccia italiani sono pronti ad intercettare chiunque entro 15 minuti”. E’ proprio questo che mi preoccupa.
Non soffermiamoci comunque sulle quisquilie. Dobbiamo avere una visione globale, ampia, moderna, efficace a salvaguardia delle popolazioni libiche di cui sino la scorsa settimana ce ne fottevamo altamente. Ci dà una mano il ministro Frattini che quando parla ha l’espressione meravigliata, un po’ sorpreso e vagamente perplesso lui stesso di come possa dire certe cazzate perché qualche giorno fa ha affermato che la democrazia non si esporta, ora invece appoggia la guerra. Ma Franco Frattini è anche uomo buono e giusto e facendo riferimento all’ex amico Gheddafi ha sottolineato che “Se ha a cuore il bene del popolo libico, dovrebbe farsi da parte subito”.
Ecco, questa sì che è una frase memorabile che potremmo anche attuare in Italia. La prego ministro, se ha a cuore il bene del popolo italiano si faccia da parte. Ritorni sulle vette ad insegnare a sciare ai figli dei potenti. Si faccia da parte lei e tutti gli altri cialtroni. E non dimenticatevi di Ignazio.