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Filmfestival del Garda V Edizione, i film premiati


Si è concluso con un incredibile ex equo il V Filmfestival del Garda.
martedì 13 dicembre 2011, di redazione cinema - 621 letture

Il Ricciolo d’oro per il miglior lungometraggio internazionale, riservato a registi alla loro opera prima o seconda, è andato a pari merito alle due pellicole proiettate nell’ultima giornata del concorso.

Si tratta dello svedese in anteprima nazionale, “Framtidens melodi - Song of Tomorrow” (2010) di Jonas Bergergård e Jonas Holmström e dell’italiano “La strada verso casa” (2011) di Samuele Rossi con Giorgio Colangeli protagonista. Entrambi i film hanno toccato i sentimenti dei presenti con le loro storie di dolore, di perdita, di solitudine, di fatica esistenziale ma anche di riscatto e di superamento delle difficoltà.

7676-la-strada-verso-casaIl giovanissimo Rossi, protagonista sabato sera di un lungo e partecipato dibattito con gli spettatori al termine della proiezione del suo film, ha ritirato il riconoscimento in giornata, con grande emozione.

Il premio è stato assegnato, per la prima volta nella storia del Filmfestival, dal pubblico in sala con circa un centinaio di votanti per ciascun film. Tutti e sei i film, selezionati hanno ricevuto una media voto superiore a 3 su 5 e i vincitori hanno terminato appaiati con una media vicinissima al 4.

Il premio della critica, attribuito dai giornalisti presenti al festival, è andato al russo “V subbotu – Innocent Saturday” di Alexander Mindadze, un film che racconta le ore immediatamente successive al disastro nucleare di Chernobyl, passato nella sezione concorso al Festival di Berlino lo scorso febbraio e presentato anch’esso in anteprima nazionale al Vittoriale degli Italiani.

Tra i 10 cortometraggi invece, il pubblico ha scelto l’italiano “Stand by Me” di Giuseppe Marco Albano. I critici hanno invece premiato il bresciano Andrea Corsini per “Non nel mio giardino”, il suo primo cortometraggio.

Il festival si è concluso all’insegna di Alida Valli, la grande attrice cui è stata dedicata una retrospettiva in 10 film (sui 108 da lei interpretati in carriera) molto seguita da pubblico e stampa.

Il bilancio finale è molto positivo con un numero di presenze superiori agli anni passati e una partecipazione a tutti gli eventi organizzati durante i cinque giorni della manifestazione.

Il Ricciolo d’oro per il miglior lungometraggio internazionale, riservato a registi alla loro opera prima o seconda, è andato a pari merito alle due pellicole proiettate nell’ultima giornata del concorso.

Si tratta dello svedese in anteprima nazionale, “Framtidens melodi - Song of Tomorrow” (2010) di Jonas Bergergård e Jonas Holmström e dell’italiano “La strada verso casa” (2011) di Samuele Rossi con Giorgio Colangeli protagonista. Entrambi i film hanno toccato i sentimenti dei presenti con le loro storie di dolore, di perdita, di solitudine, di fatica esistenziale ma anche di riscatto e di superamento delle difficoltà.

Il giovanissimo Rossi, protagonista sabato sera di un lungo e partecipato dibattito con gli spettatori al termine della proiezione del suo film, ha ritirato il riconoscimento in giornata, con grande emozione.

Il premio è stato assegnato, per la prima volta nella storia del Filmfestival, dal pubblico in sala con circa un centinaio di votanti per ciascun film. Tutti e sei i film, selezionati hanno ricevuto una media voto superiore a 3 su 5 e i vincitori hanno terminato appaiati con una media vicinissima al 4.

Il premio della critica, attribuito dai giornalisti presenti al festival, è andato al russo “V subbotu – Innocent Saturday” di Alexander Mindadze, un film che racconta le ore immediatamente successive al disastro nucleare di Chernobyl, passato nella sezione concorso al Festival di Berlino lo scorso febbraio e presentato anch’esso in anteprima nazionale al Vittoriale degli Italiani.

Tra i 10 cortometraggi invece, il pubblico ha scelto l’italiano “Stand by Me” di Giuseppe Marco Albano. I critici hanno invece premiato il bresciano Andrea Corsini per “Non nel mio giardino”, il suo primo cortometraggio.

Il festival si è concluso all’insegna di Alida Valli, la grande attrice cui è stata dedicata una retrospettiva in 10 film (sui 108 da lei interpretati in carriera) molto seguita da pubblico e stampa.

Il bilancio finale è molto positivo con un numero di presenze superiori agli anni passati e una partecipazione a tutti gli eventi organizzati durante i cinque giorni della manifestazione.

Il Ricciolo d’oro per il miglior lungometraggio internazionale, riservato a registi alla loro opera prima o seconda, è andato a pari merito alle due pellicole proiettate nell’ultima giornata del concorso.

Si tratta dello svedese in anteprima nazionale, “Framtidens melodi - Song of Tomorrow” (2010) di Jonas Bergergård e Jonas Holmström e dell’italiano “La strada verso casa” (2011) di Samuele Rossi con Giorgio Colangeli protagonista. Entrambi i film hanno toccato i sentimenti dei presenti con le loro storie di dolore, di perdita, di solitudine, di fatica esistenziale ma anche di riscatto e di superamento delle difficoltà. song-of-tomorrow Il giovanissimo Rossi, protagonista sabato sera di un lungo e partecipato dibattito con gli spettatori al termine della proiezione del suo film, ha ritirato il riconoscimento in giornata, con grande emozione.

Il premio è stato assegnato, per la prima volta nella storia del Filmfestival, dal pubblico in sala con circa un centinaio di votanti per ciascun film. Tutti e sei i film, selezionati hanno ricevuto una media voto superiore a 3 su 5 e i vincitori hanno terminato appaiati con una media vicinissima al 4.

Il premio della critica, attribuito dai giornalisti presenti al festival, è andato al russo “V subbotu – Innocent Saturday” di Alexander Mindadze, un film che racconta le ore immediatamente successive al disastro nucleare di Chernobyl, passato nella sezione concorso al Festival di Berlino lo scorso febbraio e presentato anch’esso in anteprima nazionale al Vittoriale degli Italiani.

Tra i 10 cortometraggi invece, il pubblico ha scelto l’italiano “Stand by Me” di Giuseppe Marco Albano. I critici hanno invece premiato il bresciano Andrea Corsini per “Non nel mio giardino”, il suo primo cortometraggio.

Il festival si è concluso all’insegna di Alida Valli, la grande attrice cui è stata dedicata una retrospettiva in 10 film (sui 108 da lei interpretati in carriera) molto seguita da pubblico e stampa.

Il bilancio finale è molto positivo con un numero di presenze superiori agli anni passati e una partecipazione a tutti gli eventi organizzati durante i cinque giorni della manifestazione.

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