Offside di Jafar Panahi, La guerra di Mario di Antonio Capuano, Tutti per uno di Romain Goupil, Cirkus Columbia di Danis Tanovic, When You’re Strange di Tom DiCillo. Questi alcuni dei film inseriti nel programma allegato di quest’anno, dal 25 luglio.
E’ tutto pronto a Marzamemi. Il caldo, il sole, il mare, i localini all’aperto dislocati nei vari angoli del paese. Lo spirito è giusto e una prima occhiata al programma dell’edizione 2011, fa presagire ancora una volta, una buona riuscita del Festival. Anche quest’anno Nello Correale, coadiuvato dalla preziosa opera di ricerca cinematografica di Sebastiano Gesù, ha voluto unire due tra le maggiori espressioni dell’arte: il cinema e la letteratura.
E andranno proprio a passeggio queste due espressioni creative, tra i vicoli storici di Marzamemi, mescolando l’immaginario della parola scritta con l’immagine in movimento sullo schermo, che delizierà gli spettatori durante questa settimana di cinema all’aperto. La presenza quest’anno di Antonio Capuano, Donatella Finocchiaro, Gaetano Savatteri e Giuseppina Torregrossa, per citare qualche ospite, conferma la valenza di questo binomio artistico-culturale, che si rinnova ogni estate con grande partecipazione di pubblico.
E’ inevitabile rimandare il pensiero al film Sud di Gabriele Salvadores, quando dalla
Balata di Marzamemi si accede alla Piazza Regina Margherita, come è capitato a noi nei giorni scorsi. Come dimenticare la scena dell’occupazione della scuola, in veste di seggio elettorale, con Silvio Orlando ad interpretare il disoccupato che si ribella al sistema di una politica clientelare e ad un potere ottenuto anche con l’intrallazzo? Quel Palazzo del Principe di Villadorata, che fu scelto dal regista come location per truccarsi da seggio elettorale, è rimasto nella fantasia degli spettatori di tutta Italia come un luogo da visitare ad ogni costo. Erano gli anni ’90, quando Marzamemi era poco conosciuta e molti ignoravano le bellezze paesaggistiche di questo borgo, il cui nome di origine araba (Marsà al-hamām che significa Baia delle Tortore),
evidenziava secoli di storia e tradizione, che sanno di tonnare, di sudore, di fatica e senza dubbio, di cultura. L’isolotto Brancati ne è testimone architettonico da diversi decenni, ormai.
Fu il grande Klaus Maria Brandauer, che nel 1994, emulando Salvatores, sceglierà Marzamemi per il suo Mario e il Mago; il pluripremiato Giuseppe Tornatore farà una capatina in questo borgo l’anno seguente, girando L’uomo delle stelle, ma non possiamo dimenticare neanche lo stesso Nello Correale, ideatore e oggi anima del Festival di Frontiera, che nel 1999 non poteva trovare luogo migliore per girare il suo Oltremare, non è l’America.
Il fascino di questo borgo lo assorbi nei suoi colori, quelli del mare, del tufo delle antiche case dei pescatori
, che sudano oro quando il sole erutta da questo Ionio meridionale e filtra tra le fessure barocche della chiesetta sconsacrata che si affaccia sulla piazza Regina Margherita. E lo respiri addentrandoti nei vicoli, che da labirinti dentro i quali affogare le scorie di undici mesi di stress cittadino, ti conducono ad uno dei tanti sbocchi a mare, che profuma di libertà. Il fascino di Marzamemi lo vivi anche nei suoi silenzi. Quelli che ti avvolgono fuori stagione, quando l’infrangere delle onde, adirate dal Levante o più spesso, dallo Scirocco, fanno da colonna sonora ad un’ultima frontiera di fuga da un illusorio e discutibile progresso. Quell’ultima frontiera con la quale il Festival imminente proverà, anche quest’anno, a catturare la nostra ottusa distrazione.