Erode non c’è più ma c’è di peggio in questa italietta cafona, fra aumenti di stipendio della casta e una "sinistra" che ha abdicato al proprio ruolo
C’era una volta… Cominciavano tutte in questo modo le fiabe di quando eravamo piccini. Soprattutto nel periodo natalizio, si raccontavano ai bambini varie versioni di uno stesso avvenimento, quello della nascita del Bambin Gesù, del cattivo Erode, del bambino nato al freddo e al gelo, del bue e dell’asinello che con i loro fiati scaldavano la povera capanna.
Altri tempi. In epoca tecnologica ai bambini non si racconta più nulla di tutto questo, anzi non si racconta affatto. Meglio regalare qualcosa piuttosto che parlare con i bambini. Eppure, a ben vedere, ci sono tante fiabe, prese dalla vita di tutti i giorni che si potrebbero raccontare. Forse non sono proprio delle fiabe con finale consolatorio, ma insomma potrebbero servire anch’esse a far capire ai bambini il loro futuro. Qualcuna ve lo racconto anch’io così come l’ho appresa dai giornali.
C’era una volta… No, non una volta ma ora, nel carcere del Buon Cammino di Cagliari dove una bambina di 2 anni resta chiusa in cella per 20 ore al giorno. Cosa può aver fatto di tanto terribile una bimba di 2 anni? Lei nulla, ma la madre ha la colpa di non avere un domicilio e quindi non può ottenere la misura alternativa per le detenute madri. Così la bimba, di cui non conosciamo, giustamente, il nome, resta in carcere e ci resterà sino a quando compirà 3 anni perché così dice la legge che non ha fatto Erode, ma moderni legislatori. Sono 60, in tutta Italia, i bambini in carcere e solo a Milano sono riusciti a trovare un’alternativa al carcere per i bambini. Nel resto d’Italia, i bambini restano in carcere, chiusi nelle celle, prendendo aria solo quando il regolamento del carcere lo prevede.
C’era una volta… No, non una volta ma ora, a pochi giorni da Natale. A Sesto San Giovanni a ridosso della Milano scintillante, quella che una volta era la “Stalingrado d’Italia”, c’è un lembo di terreno coperto di fango e sterpaglie. Per arrivarci è necessario entrare in uno dei tanti capannoni industriali dismessi, scavalcare un muretto, attraversare i binari del treno e poi... finalmente ecco l’accampamento di qualche famiglia di rom. Vivono fra i topi che scorazzano indisturbati, si coprono dalle intemperie con le loro povere cose. Un brutto posto per abitare e far crescere i figli, ma meglio di niente. Poi la mattina di martedì scorso arrivano i poliziotti, allontanano tutti, distruggono cartoni e teli di plastica, i miseri ripari dei rom e, intanto che ci sono, anche qualche fornelletto per cucinare e sbattono nel fango, sotto la pioggia che da giorni cade imperterrita, materassi e sacchi a pelo.
Questi rom, però, sono "fortunati". Sì, perché accorrono un gruppo di volontari che si attivano immediatamente. Fra loro anche una consigliera comunale che telefona immediatamente al sindaco di Sesto, Giorgio Oldrini, ex comunista, giornalista all’epoca, dell’Unità, corrispondente per tanti anni da Cuba. Oldrini si attiva e assicura che i bambini potrebbero passare la notte in ospedale ed essere così visitati da un pediatra. Di più non si può fare. Ed è vero, perché le Amministrazioni comunali non hanno grandi possibilità. I rom, però, non ci stanno. Hanno paura che i bambini possano essere sottratti ai genitori. Quello che loro chiedono è di essere lasciati in quel campo di fango e sterpaglie, a vivere con i topi, come topi. Vogliono essere lì invisibili, nascosti, ma lasciati in pace con i loro fornelletti e i loro materassi fradici di pioggia.
C’era una volta… No, non una volta ma ora. Si parla tanto di costi della politica, si è parlato di casta dei politici, delle loro spese folli, dei loro stipendi. Su tutti si è levata, alta, la voce del presidente della Repubblica che sollecita, ogni giorno, le riforme condivise e la concordia nazionale, nonché il taglio delle spese della politica. Ed, infatti, giorno 20 dicembre, da Italia Oggi veniamo a conoscenza che lo stipendio di Napolitano aumenterà, nel 2009, di 8.610 euro arrivando così alla cifra di 235.171 euro. L’anno vigente è stato di 226.561 euro. Un piccolo aumento, diciamo un “ritocchino” all’insù. E mentre a ridosso di Natale molti hanno ricevuto la lettera che li metteva in cassa integrazione o il licenziamento, la politica continua a macinare spese folli. Ma quello che abbiamo citato è lo stipendio personale di Napolitano, La presidenza della Repubblica, nel 2008, è stata finanziata con 227 milioni e 800 mila euro. Nel 2009, questa cifra salirà a 231 milioni e 217 mila euro.
Per quanto riguarda Montecitorio, nel 2009 arriveranno 14 milioni e 650 mila lire in più che nel 2008 (si arriverà a 992 milioni e 800 mila euro); al Senato arriverà un incremento di 7 milioni e 672.500 euro (nel 2009 si arriverà a 519 milioni e 172.500 euro).
Naturalmente aumenti anche alla Corte costituzionale. L’aumento qua è più contenuto, “solo” 800 mila euro arrivando, così, a 52 milioni e 700 mila euro.
Ecco, per ora, le favole di Natale sono terminate. Non sono, purtroppo, favole. Sono episodi veri che accadono in questa italietta dove si è perso il senso della misura, dove la maggioranza di governo cita come fosse una grande conquista i 60 milioni di telefonini (certo, sempre meglio che otto milioni di baionette!), dove crollano i soffitti delle scuole, dove ci sono leggi su misura fatte per Erode, dove a Milano, i vari Ligresti si stanno preparando per l’abbuffata dell’Expo, dove non si legge più di un libro all’anno, dove i rom lottano con i topi per difendere il proprio territorio, dove i bambini giocano in carcere in celle 3x2 e dove un tipo come Roberto Calderoli può diventare anche ministro della Repubblica. E dove la “sinistra” non è più vetero, ma moderna tanto che i suoi amministratori vanno in galera come tutti gli altri oppure vanno all’Isola dei famosi con le mutande della presentatrice a mo’ di bandana.
Forse era meglio morire democristiani. Buon Natale!