Il fango rosso avrebbe raggiunto il Danubio, secondo fiume europeo per lunghezza. Lo ha dichiarato un membro della gestione acque ungherese questa mattina. La notizia ci appare poco attendibile, in quanto del membro in questione non si conosce il nome. Di sicuro, comunque, la melma contaminata ha raggiunto un affluente del Danubio, molto vicino al grande fiume. “Ungheria del tutto sicura” scriveva ieri il Ministero della Giustizia magiaro all’agenzia di stampa nazionale MTI, in un comunicato che tranquillizzava sia sugli effetti negativi del fango rosso fuoriuscito dal deposito di residui di alluminio in Ungheria occidentale, sia sulle possibilità di contaminazione a livello europeo. L’effetto alcalino del fango rosso,
composto dai residui della produzione di alluminio, può essere neutralizzato prima che dal fiume Marcal raggiunga il Danubio e il Raba. Lo aveva comunicato da poche ore il Ministro degli Interni Sandor Pinter, senza riuscire a placare il panico esploso in seguito al disastro che a partire da lunedí ha provocato 4 vittime, 123 feriti, 7 dispersi e danni ancora incalcolabili – ma stimati intorno ai 10 miliardi di fiorini - nei pressi della cittadina di Ajka, Ungheria nord-occidentale.
I lavori di decontaminazione
Gli esperti della protezione civile ungherese stanno costruendo piccole dighe superficiali in 4 diversi punti del fiume Marcal, allo scopo di raccogliere i residui che potranno poi essere rimossi dal letto del fiume. Allo stesso tempo si stanno aggiungendo alle acque del fiume grandi quantità di solfato di calcio e di acidi volti a neutralizzare il contenuto alcalino del fango che ha raggiunto il corso d’acqua.
MAL non si esprime su assicurazione
Lajos Tolnay, al vertice di MAL Hungarian Aluminion Producing and Trading Company, proprietaria della riserva incriminata, non ha voluto rivelare a quanto ammonta la copertura assicurativa dell’azienda, aggiungendo che la cifra sarà resa pubblica nel vicino futuro. MAL ha un’assicurazione con Allianz Hungária, che ne ha confermato la validità per il 2010, ma non ha potuto, per segreto professionale, rivelarne l’ammontare. Le ricerche sulla copertura assicurativa si stanno facendo sempre più urgenti da quando si sa che la MAL non sarà in grado di risarcire tutti i danni della catastrofe del fango rosso . Intanto la produzione presso la fabbrica di Ajka, interrotta su ordine del governo magiaro, potrebbe riprendere nel fine settimana, in una regione ancora in stato d’emergenza, devastata da un’incidente senza precedenti nel suo genere.
Claudia Leporatti