Il duo Belpietro-Feltri fanno uno scoop ed entrano nell’Olimpo giornalistico. A quando il Pulitzer? Titoli fantasiosi, profondi, geniali che saranno studiati nelle scuole di giornalismo. Nell’attesa del prestigioso premio, "Libero" c’informa dei regali di Dudi Berlusconi
Al lunedì Libero chiude, come i barbieri. Ma non è un salone da barba, è un quotidiano, un’impresa culturale, una fucina di idee. Qualche volta fa un’eccezione ed esce in edizione straordinaria, anche al lunedì.
Così è stato recentemente, con uno scoop che resterà negli annali del giornalismo italiano e mondiale. Altro che Watergate, quello di Libero è la risposta italiana al Washington Post. Nelle scuole di giornalismo si terranno lezioni particolari, extracurriculari, dove si studieranno gli articoli, dove si analizzeranno le tecniche utilizzate per fare i titoli, i catenacci, gli occhielli. Libero è una palestra di giornalismo. Prendiamo i titoli, ad esempio, partendo dalla prima pagina del giorno 27 dicembre quando il giornale, diretto dalla mascella oratoriana bergamasca, ha fatto lo scoop su Fini. Il titolo, a tutta pagina, era: “Fini è fallito”.
Titolo bello, esemplare nella sua stringatezza. In redazione hanno fatto i complimenti a Belpietro, ma in realtà un titolo così è stato pensato, faticosamente, da due teste, oltre a Belpietro quella di Vittorio Feltri l’ex direttore del Giornale sospeso per tre mesi dall’Ordine dei giornalisti e che a Libero farà il direttore editoriale, cioè non farà un cazzo se non rappresentare, in redazione, l’editore.
Comunque i due, che sono un po’ come il Duo Fasano, Cric e Croc, Stanlio e Ollio, Ric e Gian eccetera, ci hanno preso gusto. Soprattutto dopo aver fatto uno sforzo abnorme per un titolo del genere gli deve essere sembrato uno spreco utilizzarlo una sola volta. Del resto sono tipi che si affezionano moltissimo alle parole e lo dimostrano ogni qual volta (sempre) sono invitati ad Annozero perché ripetono sempre gli stessi concetti e così il giorno dopo, 28 dicembre, il titolo in prima pagina recitava che “I falliti attaccano Libero”. Ohibò! Questo titolo è ancora migliore del precedente e così hanno voluto continuare sul tema dei fallimenti e il giorno 29, a tutta pagina, si esclamava che “I falliti ci vogliono uccidere”.
Ora noi siamo vivamente preoccupati della salute del duo Belpietro-Feltri che sono un po’ il Franco e Ciccio del giornalismo italiano. Ma poi chi sono questi “falliti”? Perché vogliono uccidere?
Ma torniamo allo scoop. Qualcuno vorrebbe attentare, per finta, alla vita di Gianfranco Fini, ferendolo e facendo ricadere la colpa su ambienti berlusconiani. Diabolica la strategia. Ma per nostra fortuna Libero si erge a guardia e sventa la machiavellica strategia. E poi, intanto che ci sono, il duo ci informa di un’altra chicca e cioè che una signora, diciamo di facili costumi, per “mille euro”, avrebbe fornito i suoi servigi a uno che assomigliava “in tutto e per tutto a Gianfranco Fini”.
I sacri testi del giornalismo recitano che le notizie vanno verificate. Belpietro ha verificato? In che modo? La signora in questione non era forse strabica? E se invece di Fini era un suo replicante? E le fonti? Qua Belpietro ha resistito stoicamente: i giornalisti hanno il diritto-dovere di non rilevare la fonte, come le ostetriche e i preti.
L’informazione, invece, per Libero è sacra e così ha voluto informarci del regalo natalizio che Piersilvio Berlusconi ha fatto, per Natale, a suo padre Silvio. In realtà eravamo in apprensione, ma poi tutto si è risolto ed è arrivata, attraverso Libero, la sconvolgente notizia da prima pagina: Dudi (così chiamano confidenzialmente Piersilvio) ha regalato un Dvd con i suoi discorsi. Il video dura due ore e immaginiamo che Silvio abbia avuto un coccolone. Ma il quadretto di Dudi non è completo e allora Libero ci fa sapere anche un altro sacco di cose di questo giovin signore che ha “modi gentili”, un “tipo semplice” che “va in palestra, cura il suo corpo come Silvio”.
Ha un solo guaio, diremmo noi, ha troppi soldi. Ma sbaglieremmo perché Libero ci fa sapere che il povero ragazzo ha “vissuto anni molto duri”. Altro che i giovani che lavorano alla catena di montaggio della Fiat! Questa sì che è informazione con la I maiuscola.
E mentre soffriamo nel pensare alla durezza che la vita ha serbato a Dudi, attendiamo fiduciosi che l’Ordine dei giornalisti dica qualcosa sull’oscuro scoop di Belpietro (vorremmo anche conoscere qualcosa di certo su quel terribile attentato subìto da Belpietro per impedirgli di informare).
Nell’attesa, suggeriamo al duo una serie di titoli per i prossimi giorni. Dategli dentro, ragazzi, perché il vostro “amico” Antonio Sallustri sta cavalcando anch’esso il vostro scoop e non vorremmo che in questa nobile gara, vincesse Za-La-Mort per aver sparato cazzate più grosse delle vostre. Dunque, i titoli. Anzi, no. In realtà pensiamo che sia necessario chiudere in bellezza e quindi proponiamo un solo titolo ma esemplificativo, chiaro ed immediatamente comprensibile. Ecco: “Chiudiamo per fallimento totale”.