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Fahrenheit 9/11 L’America che critica se stessa

Grande apprezzamento del pubblico, dopo quello già ottenuto dalla critica, per il film di Moore
di Ugo Giansiracusa - mercoledì 30 giugno 2004 - 7466 letture

È appena uscito nei cinema americani, nonostante la censura della Disney che avrebbe dovuto distribuire il film, e Fahrenheit 9/11 è già un successo ai box office degli Usa. Cosa assolutamente straordinaria, per un film documentario, l’opera di Moore è un’eccezione che si basa sulla grande bravura del regista americano di fondere insieme il messaggio politico, l’inchiesta e una grande ironia che gli consente di fare un discorso critico assolutamente rigoroso e allo stesso tempo godibile dagli spettatori.

Così, dopo essere stato premiato con la Palma d’Oro al festival di Cannes il film di Michael Moore dimostra di essere un film apprezzato anche dal pubblico. In questo primo week end di programmazione il film è stato proiettato in 868 sale americane (pochissime per i parametri USA) e, ovunque, ha registrato il tutto esaurito tanto da spingere gli esercenti ad aggiungere proiezioni mattutine e notturne, riuscendo ad arrivare a 21,8 milioni di dollari di incassi solo nel fine settimana.

Finalmente quella parte di america fortemente critica a Bush e alla sua guerra ha la possibilità di avere una voce che la rappresenti nonché dare un segnale forte al Presidente degli Usa per le prossime elezioni presidenziali. C’è una parte dell’america che non si riconosce in Bush, una parte che è sempre maggiore e che se per il momento non ha espresso la sua posizione ciò è dovuto soprattutto alla forte censura del Governo Americano e all’auto censura dei grandi trust dei media che non hanno permesso agli americani di ricevere una vera informazione su quanto stava succedendo.

Finalmente, con Fahrenheit 9/11, gli americani possono sentire una voce libera che racconta gli intrecci e i legami economici che univano la famiglia Bush a quella di Bin Laden. Ma anche un film che racconta tutta la serie di bugie e di raggiri con cui la Casa Bianca ha giustificato la guerra in Iraq come le armi di distruzione di massa - mai trovate - e i legami di Saddam con il terrorismo islamico - smentiti anche dalla commissione di inchiesta del Senato degli Usa -.

Fahrenheit 9/11 è tutto ciò che Bush non avrebbe voluto fare sapere ai suoi elettori, tutto quello che gli americani non avrebbero saputo se Moore non si fosse convinto di poter lottare da solo contro l’uomo più potente del mondo come le impietose immagini che raccontano di un Bush che racconta favole ai bambini di una scuola elementare mentre le Twin Towers vengono colpite e continua a farlo mentre, nel paese di cui è presidente, si vive il più grande dramma dopo Pearl Harbur.

Fra i super conservatori che hanno aperto una campagna di boicottaggio del film e i liberal che lo sponsorizzano come espressione di una vera alternativa all’informazione ufficiale Fahrenheit 9/11 (che si rifà al titolo del famoso romanzo di Bradbury Fahrenheit 451 in cui i libri venivano bruciati per evitare che la gente potesse imparare a pensare con la propria testa) sembra avere un notevole successo anche nello svegliare il pubblico americano dal torpore in cui si è lasciato andare nell’assuefazione alla guerra infinita propugnata e portata avanti con ogni mezzo dal Presidente Bush.


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> Fahrenheit 9/11 L’America che critica se stessa
24 agosto 2004

Al di la’del fenomeno Moore, faranheit 911 e’un film davvero ben fatto. Ottimo léquilibrio narrativo, che intervalla la satira spietata al documento umano crudo e duro. una profonda, lucida e coraggiosa autocritica, del proprio paese, delle sue istituzioni e del ruolo della scieta’civile. Consiglio vivamente di vederlo a tutti, senza troppi pre-giudizi.
    > Fahrenheit 9/11 L’America che critica se stessa
    30 agosto 2004

    L’ HO VISTO SABATO 28/08/04 ED E’ SEMPLICEMENTE UN FILM STRAORDINARIO. GRAZIE MOORE!
    > Fahrenheit 9/11 L’America che critica se stessa
    2 settembre 2004

    l’ho visto lunedi 30 e devo dire che e’ veramente un film straordinario !un grazie di cuore a michel
    > Fahrenheit 9/11 L’America che critica se stessa
    9 settembre 2004, di : simpo

    da vedere sicuramente, direi che per avere un’idea di cosa possa essere successo in america e’ obbligatorio! ma come tutte le cose va visto criticamente.Il film non e’ una bibbia di verita’. E’ vero c’e’ un equilibrio narrativo ma creato esclusivamente per screditare bush e la sua classe dirigente, niente di piu’.NON E’ UN DOCUMENTARIO. e’ il prodotto di un comizio politico!ed e’ la prima volta che un comizio politico finisce al cinema per la grande distribuzione mondiale! Mi farebbe piacere vedere un "film" analogo della controparte...cosi’ per vedere anche l’altra faccia della medaglia ... sapete....i venditori di verità non mi piacciono... tanti punti del film sono criticabili, inizio con questi:
    - pezzo sulla musica utilizzata dai soldato: tali pezzi sono stati sottratti al vero autore senza che lui lo sapesse, estraniati dal discorso per cui erano stati fatti, tagliati ed incollati al fine di far sembrare i soldati dei rimbambiti ..... se cio’ e’ vero Moore non mi sembra diverso da tanti altri...
    - ma voi pensate che i senatori democratici avrebbero mandato i propri figli in Iraq? quel pezzo di film e’ fazioso, facilotto e veramente vomitevole...sono caramelle populiste...
    - ...in seguito ...

    per altre cose il "documentario" e’ lodevole, chiaro , veloce, scaltro ed ironico (ale volte troppo con il solo intento di ferire PERSONALMENTE Bush...probabilmente una caduta di stile. cmq ripeto: DA ANDARE ASSOLUTAMENTE A VEDERE!

> Fahrenheit 9/11 L’America che critica se stessa
2 settembre 2004

Un film necessario, un pugno nello stomaco, un esempio di come una democrazia profondamente imperfetta come quella statunitense (ma quale democrazia non lo è?) in fin dei conti funzioni. Grazie Moore e che questo documentario sia un monito anche per le coscenze del nostro Paese.
> Fahrenheit 9/11 L’America che critica se stessa
14 settembre 2005, di : OLEGNA

Ma che popolo di merda è l’America? nonostante questo bellissimo film Bush è presidente per la seconda volta! Ma contro il Dio Soldo è difficile combattere! E Bush si è fatto anche riprendere mentre piangeva sopra le macerie delle Twin Towers e noi poveri mortali ci siamo cascati. Era meglio Clinton con i suoi pompini...