Fabio Fazio 1,9 milioni l’anno

Nuovo quotidiano - Porro sempre più vicino alla direzione de il Giornale – De Bortoli rinuncia alla Rai – Neomelodico vs giornalista – Lo sfogo di Bianca Berlinguer

di Adriano Todaro - mercoledì 2 giugno 2021 - 1400 letture

UN ERRORE SOLO MIO ‒ Debbo chiedere scusa ai lettori perché la scorsa settimana si sono accavallati nella prima notizia ‒ (“Livio Caputo, 87 anni, direttore de Il Giornale”) ‒ due pezzi contemporaneamente rendendo così difficile e inesatta la lettura. Confermo la notizia su Livio Caputo a Il Giornale (pro tempore), ma il proprietario di questo quotidiano, com’è risaputo, non è Angelucci che, invece, è proprietario di Libero. Così come nelle ultime righe quando mi riferisco a Pietro Senaldi e Vittorio Feltri, mi riferisco sempre al quotidiano Libero e non a il Giornale. Ancora scuse ai lettori.

NUOVO QUOTIDIANO ‒ Dal 2 giugno nelle edicole e online è presente un nuovo quotidiano. Si tratta de La Ragione, quotidiano che si autodefinisce «di ispirazione liberaldemocratica ed europeista... voce libera e indipendente, particolarmente attenta alle esigenze dei lavoratori, delle imprese, delle professioni e della formazione in tutte le sue forme». Direttore responsabile, Fulvio Giuliani; direttore editoriale Davide Giacalone. Costa 50 centesimi. «Voce libera», ma l’editore è Gabriele Volpi, 77enne petroliere ligure, patron della Pro Recco di pallanuoto ed ex presidente dello Spezia Calcio, soprannominato “il Roman Abramovich della Liguria”. Socio finanziatore sarà, la fondazione Social Sport Stitching, che fa capo al gruppo imprenditoriale di Volpi.

PORRO DIRETTORE DE IL GIORNALE? ‒ Secondo Dagospia, Nicola Porro potrebbe essere il nuovo direttore de Il Giornale di proprietà della famiglia Berlusconi. Porro sembra essere il giornalista preferito da Silvio Berlusconi perché – sempre a parere di Berlusconi – è brillante, politicamente affidabile e soprattutto uno della “famiglia” allargata tra Fininvest e Mediaset. Il problema è che il prescelto è molto soddisfatto del suo lavoro in televisione, non ha voglia di affrontare tutte le rogne, che al giorno d’oggi rappresentano il 50% del lavoro di un direttore: conti in rosso, rapporto con la pubblicità calante, e tagli di organico per sanare il bilancio. Inoltre Porro ha chiesto come mai il sito Giornale.it appartenga a una entità diversa da quella del prodotto cartaceo, Società Europea di Edizioni SPA, che in effetti controlla il 67% di Il Giornale On Line srl (che funziona molto bene e fa utili) in partnership con Midarex srl di Davide Erba, che ha il 33%.

DE BORTOLI RINUNCIA ‒ Sembra proprio che Ferruccio De Bortoli abbia rinunciato al posto di presidente Rai. Alla Rai De Bortoli non lo vogliono e anche nel passato era stato “bocciato”. Lui ha risposto: «No, grazie, meglio fare il giornalista» . Tutto, quindi, in alto mare e, inoltre è ancora aperta e vuota la poltrona di Amministratore delegato. In lizza ex dirigenti di Bankitalia e altri con poche probabilità di successo. Nelle ultime ore salgono le quotazioni di Marcello Ciannamea. Laureato in economia, ha lavorato nel marketing del prodotto Rai, da febbraio 2020 è direttore della direzione distribuzione e, in Rai, lo apprezzano in tanti. Un candidato gradito al centrodestra che non dispiace ai grillini. Se fosse così, questi diventerebbe Amministratore delegato e la figlia di Biagio Agnes, Simona, presidente Rai. Oppure il duo Raffaele Agrusti, per trent’anni top manager di Generali (amministratore delegato) e Adriana Perrazzelli membro del direttorio della Banca d’Italia, presidente Rai.

FABIO FAZIO 1,9 MILIONI DI EURO ANNUI ‒ In autunno Fabio Fazio tornerà su Rai 3 col suo Che tempo che fa. Ha rinnovato, per altri due anni, il suo contratto Rai con un compenso di circa 1,9 milioni di euro lordi annui, tagliato del 15% rispetto al precedente così come da nuova prassi Rai. A spiegarlo con dovizia di ​ particolari è Claudio Plazzotta su Italia Oggi. «Poche settimane fa, a fine aprile, sul conto corrente di Fazio è arrivato un altro bonifico sostanzioso: 931 mila euro, per la cessione del suo 50% della società di produzione L’Officina srl a Banijay che ora ne controlla il 100%. Atto dovuto, da parte di Fazio, nel rispetto di una nuova norma che Rai ha appena adottato in applicazione di una direttiva della commissione di Vigilanza Rai: nessun conduttore di programmi di intrattenimento Rai può autoprodursi le trasmissioni con proprie società. E L’Officina, nata nel 2017 al 50% Fazio e 50% Banijay, produce in effetti il format Che tempo che fa in onda su Rai 3» .

CANTANTE VS GIORNALISTA CHE SCRIVE DI MAFIA ‒ «È grave che ancora oggi chi scrive di mafia debba subire attacchi e minacce che ormai viaggiano sui social ad una velocità e una pericolosità allarmanti» . Lo sostiene la segreteria regionale dell’Assostampa Siciliana che interviene dopo gli insulti postati su Fb rivolti al giornalista de la Repubblica Salvo Palazzolo. Il cronista palermitano è stato bersaglio di messaggi da parte del cantante neomelodico palermitano Daniele De Martino: «Giornalisti siete senza scrupoli, siete senza ritegno, siete marci dentro... in particolare questo giornalista Salvo Palazzolo, vergognati di tutto quello che stai scrivendo» . Anche la Fnsi (il sindacato dei giornalisti) si è schierata a fianco di Salvo Palazzolo con un comunicato. « Ancora una volta ‒ scrive la Fnsi ‒ Salvo Palazzolo viene preso di mira per il suo lavoro. Al cantante Daniele De Martino non sono piaciuti i suoi articoli sui neomelodici e i boss, pubblicati su Repubblica Palermo, e sui social si lascia andare a insulti contro i giornalisti ‘senza scrupoli’, ‘senza ritegno’, ‘marci dentro’ e contro Palazzolo in particolare che dovrebbe, a suo dire, vergognarsi. E di cosa? Di aver fatto il suo lavoro al servizio dei cittadini e del loro diritto di conoscere?» . La Federazione nazionale della stampa italiana «ritiene, invece, che Salvo Palazzolo debba continuare a indagare e informare e a farlo con la puntualità e il rigore che ha sempre dimostrato. Il sindacato dei giornalisti è al suo fianco, pronto a sostenere ogni iniziativa che deciderà di intraprendere».

BIANCA BERLINGUER SI SFOGA ‒ La ex direttora del TG3 e conduttrice, al martedì sera, di #Cartabianca è stata intervistata da intervistata da Francesca Fagnani a Belve su Rai2 e si è tolta qualche sassolino dalla scarpa. Alla domanda su quanto conti la politica in Rai, la Berlinguer non ha fatto sconti: «Conta, conta molto e ha sempre contato molto. Ha sempre cercato di interferire in qualche modo, ha avuto un peso nelle nomine di importanti dirigenti. Dopodiché la politica è stata capace anche di nominare un grandissimo direttore generale come lo è stato per me Biagio Agnes». Conta molto o conta troppo? «Conta troppo, soprattutto quando condiziona certe decisioni e certe nomine di responsabili, non perché siano all’altezza del ruolo che vanno a ricoprire ma perché garantiscono fedeltà a quel partito di riferimento». Censurata? «Direi – ha precisato la Berlinguer – che c’è stato il tentativo di farmi fare un certo tipo di servizio, parlare male di un partito e bene di un altro, ma non credo che avvenga solo in Rai ma anche nelle altre televisioni. Poi però c’è il libero arbitrio. Ognuno di noi è libero di decidere se assecondare o no quelle richieste». Poi ha detto di soffrire ancora per l’allontanamento dal programma di Mauro Corona e che «non sia stata presa in nessuna considerazione la mia opinione». Si sente isolata? «Sì, in questo ultimo anno mi sono sentita molto isolata. Ho avuto come la sensazione di lavorare da sola con il mio gruppo. #Cartabianca c’è ma in un certo senso è sopportata e non apprezzata. Sono mancati dei punti di riferimento aziendali che tutto sommato – ha concluso la Berlinguer – nel bene e nel male in Rai avevo sempre avuto».


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