Evoluzioni linguistiche


Ritrovato un documento di cinquanta anni fa che dimostrerebbe l’utilizzo del doping in tempi non sospetti.
martedì 31 gennaio 2012, di Redazione PuntoG - 308 letture

Che il documento ritrovato fosse scottante, i nostri esperti lo hanno intuito già dalle prime parole, analizzando con perizia "stilografica" la grafia e la ricerca linguistica dell’autore.

Da un immediato responso dell’analisi grafologica del testo, vengono evidenziate concentrazione, chiarezza e logica da un lato, originalità e vivacità mentale dall’altro. Ci dicono di una persona intellettivamente capace e originale che si impegna molto sul piano mentale per perseguire i suoi ideali e le sue ambizioni.

La febbrile attività dell’intelletto è un ribollio interiore che a livello emotivo è tradotto meno efficacemente e arreca più disagio. L’affettività non è tirata fuori e vissuta ma repressa e sofferta, trova difficoltà nel comunciare le emozioni, per quanto spinto alla socievolezza ha poi diffidenza e ricerca la solitudine.

In definitiva, l’autore nutre una certa sofferenza affettiva, che può essere alla base di un disagio fatto di agitazione interiore e nervosismo. Instaurare un miglior contatto con un io non valorizzato, a pieno su un piano affettivo, può aiutare ad esternare l’emotività trattenuta e abbassare un certo livello di frustrazione. documento segreto

Questa premessa lascia ampio spazio a qualsiasi congettura. Il messaggio sublimale contenuto nella frase iniziale "Giovedi 20 ò fatto la prova con il Legnano...", attira l’attenzione sulla precisione spazio-temporale manifestata dall’autore, segnalando al destinatario della missiva il giorno della settimana che, correlato con l’intestazione "Legnano 22.4.61", non concede smentite di varia natura sul fatto che il documento sia stato scritto di sabato.

Ma è quella "ò" accentata che, seppur collegabile ad un’interpretazione arcaica e personale dello scrivente, denuncia una volontà, neanche tanto occultata, di comunicare un messaggio segreto che solo un esperto potrebbe interpretare.

Conferma di ciò è la frase seguente, preceduta da un’intenzionale e provocatoria virgola, "e andata magnificamente bene". Quella "e" che si sveste dei panni di copula per mascherarsi da più pudici elementi di congiunzione, dove l’avverbio "magnificamente" rafforza il già presente "bene", non lascia dubbi sulle reali intenzioni dell’autore.

Il codice "ò" viene riutilizzato, a conferma di un messaggio subliminale, la cui maturazione grafica è colta da una "è" che riacquista la caratteristica riproduttiva (vedasi copula), e raggiunge il culmine con quel "5 A 3", che altro non è che le indicazioni del dosaggio degli elementi chimici da mescolare, con un rapporto di 5 su 3, per comporre la sostanza dopante.

L’autore, per tranquillizzare il destinatario della buona riuscita del medicinale dopante, avrà cura di segnalarlo nel messaggio con le seguenti parole "Come le dico per me e andata molto bene", sostenute dalla frase "Aspetto sue isttruzioni dopo la prova...", dove la "t" raddoppiata indica, senza ombra di dubbio l’ancorante chimico T-Bond, elemento scatenante delle prestazioni del giocatore-scrivente.

La sottile confessione trova conferma nella frase finale "mi sono cambiato e sono uscito senza chiedere nulla a nessuno", che palesa la delicatezza dell’esperimento dopante riuscito e rassicura il destinatario del messaggio, che nessuno ha sospettato nulla.

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