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Evitare che la scelta del fotovoltaico si trasformi in un saccheggio del paesaggio agricolo


Comunicato stampa del 26 maggio 2010
mercoledì 26 maggio 2010, di Emanuele G. - 312 letture

Non saremo certo noi a negare l’utilità del ricorso a fonti energetiche rinnovabili e all’energia pulita in genere. Tuttavia, a giudicare dal modo in cui si sta avvenendo la diffusione dell’eolico e del fotovoltaico in Sicilia, cioè al di fuori di una seria pianificazione territoriale, ambientale, e paesaggistica, si potrebbe presentare il rischio di una devastazione del paesaggio agricolo come è accaduto nel ragusano dove una zona agricola, diventata sito di un grosso impianto fotovoltaico, è stata ampiamente devastata facendo scempio di Km di muri a secco e terrazzamenti propri di un suggestivo paesaggio agricolo. E’ necessario dunque prevedere un limite di utilizzazione del territorio, come sarebbe auspicabile contenere la dimensione degli impianti e avere garanzie sul rispetto del territorio sotto il profilo paesaggistico e idrogeologico.

L’Ufficio Tecnico del Comune di Lentini ha ricevuto in questi utimi anni richieste di installazione di impianti fotovoltaici da circa 80 ditte per un totale di 400 Ha di terreno. Solo due di queste richieste per complessivi 4,5 Ha sono state approvate in quanto piccoli impianti. Per il resto, acclarata la disponibilità del Comune di Lentini ad ospitare tali impianti nel proprio territorio, le autorizzazioni dipendono dall’assessorato regionale all’ambiente al cui esame sono stati inviati i progetti. Il Comune, sulla scia di quanto è stato fatto in altre realtà, può però predisporre un regolamento cercando di trarre, da investimenti che comportano un ritorno economico notevole, un qualche beneficio per la collettività. L’Ufficio Tecnico Comunale di Lentini – per quello che ci risulta - ha elaborato in tempo utile tale regolamento che però deve essere approvato dal Consiglio Comunale. E’ proprio in questo passaggio che si registra qualche ritardo. Pertanto, le associazioni rappresentate in questo Coordinamento chiedono che il regolamento sia trasmesso senza ulteriori indugi alla Commissione consiliare preposta per la discussione e, quindi, all’aula per l’approvazione.

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