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Ester Rizzo "Camicette Bianche - Oltre l’8 marzo" (Navarra Editore)


La tragica storia delle operaie italiane morte nell’incendio della fabbrica di camicia di New York da cui deriva la festa delle donne
mercoledì 6 settembre 2017 , Inviato da Emanuele G. - 694 letture

Se andate a Noto, vi accorgerete che alla fine di Corso Vittorio Emanuele c’è una piazza. E’ intitolata a Nino Bixio. E’ in quella piazza c’è una rotatoria. Quella rotatoria è dedicata alla memoria di Gaetana Midolo.

Chi era Gaetana Midolo?

Una delle 129 operaie che perirono nell’incendio della fabbrica di camicia della Triangle Waist il 25 marzo del 1911 a New York. Gaetana Midolo aveva appena sedici anni, essendo nata nel 1895, e proveniva proprio dalla perla del Barocco siciliana. Ovverossia Noto. Quell’incendio è il motivo per cui l’otto di marzo viene celebrata la festa delle donne.

A Gaetana Midolo e a tutte le altre donne decedute in modo drammatico nell’incendio dell’Asch Building, la giornalista e collega Ester Rizzo ha dedicato un pregevole volume: "Camicette Bianche".

"Camicette Bianche" perché la Triangle Waist produceva camicette. Tuttavia, il colore bianco sta ad indicare un’innocenza perduta in virtù di una morte orribile e tragica.

Ciò che impressiona leggendo il volume è l’estremo amore che l’autrice dimostra nei confronti di queste povere 129 sfortunate ragazze destinate ad immolarsi nei confronti di un progresso che non ammetteva umanità e rispetto della persona umana. Tutto il libro è pervaso di un senso di "caritas" commuovente e che da a pensare.

Il libro si apre con una prefazione/poesia di Giuseppina Tripodi seguito da un breve introduzione di Maria Pia Ercolano, ideatrice del progetto "Toponomastica femminile". Un intervento dal titolo illuminante "A memoria e a monito". "A memoria" perché ci dobbiamo sempre ricordare di quanto successo e "a monito" perché l’azione di ogni giorno deve essere improntata al rispetto delle donne e non solo.

Il primo capitolo intitolato "L’incendio" è un’accurata ricostruzione dell’incendio che causò la morte violenta delle 129 operaie della Triangle Waist. Si parla, naturalmente, non solo dell’incendio, ma di come trascorse quella giornata. Il 25 marzo del 1911, per l’appunto. Alcune scene descritte sono raccapriccianti e danno il senso della tragedia. Una tragedia scoppiata all’ottavo, nono e decimo piano di un anonimo palazzone della New York di inizio Novecento.

Il capitolo successivo, "Centomila Ombrelli Aperti", racconta i momenti, tristi e dolorosi, immediatamente successivi al drammatico incendio. Tutti i soccorritori e le persone che avevano assistino sono sotto shock. Si era formata una massa enorme quasi a proteggere i parenti delle vittime accorsi appena appreso della ferale notizia. Dopo si passa alla straziante opera di riconoscimento dei cadaveri. Alcuni particolari sono davvero raggelanti. Dovete pensare che sette cadaveri non furono mai identificati. Per non parlare del giorno dei funerali che si aprì con una pioggia violenta e terribile. Come se anche il cielo partecipasse al dolore immenso dei parenti e della città di New York.

I successivi capitoli, dal terzo al sesto, raccontano delle vittime dell’incendio. Prima di tutto del viaggio. Sul suo costo (200 lire). Sulle condizioni disumane dell’attesa in porto (ma solo in Italia). Della lunga traversata. Della vita a bordo. Il quarto capitolo si dilunga in maniera egregia e approfondita sulla storia delle trentotto vittime siciliane. Tanto per fare un pò di conti. Totale vittime: 146 di cui 18 uomini e 129 donne. Settantacinque proveniavano dalla Russia, 38 dall’Italia, sedici dall’Austria, 10 erano nate in America. 5 dalla Romania, 1 dall’Ungheria e una dalla Giamaica. La Sicilia fu la regione con il più alto numero di vittime. Il quarto capitolo parla di ognuna delle vittime siciliane. Da dove venivano, chi era la loro famiglia, quando partirono e tutte le notizie che l’autrice è riuscita a rinvenire grazie a un certosino lavoro di ricerca. Il quinto è dedicato alle vittime non-siciliane e il sesto alle vittime non-italiane.

Il capitolo settimo, "Silenzi e Bugie", si occupa del processo farsa a Harris e Blanck proprietari della Triangle Waist. Apertura processo: 4 dicembre 1911. Chiusura: 27 dicembre. Appena 23 giorni. Un processo che si concluse con un nulla di fatto per merito dell’avvocato difensore che spense caparbiamente e poco a poco tutti i capi d’accusa. Anche se le testimonianze rivelarono le durissime condizioni di lavoro. L’anno dopo i due proprietari della fabbrica maledetta ricevettero un’ammenda di appena 20 dollari per il non rispetto di condizioni di sicurezza in un’altra loro fabbrica. Insomma, un processo e una fine scandalosi!

"Quelle che non vogliono dimenticare", e siamo all’ottavo capitolo, centra il proprio obiettivo sulle lotte che movimenti e personalità americane iniziarono a sviuluppare in segutio al tragico incendio per affermare il diritto a migliori condizioni di vita, a una parità uomo-donna e a una legilsazione riguardante la sicurezza sui posti di lavoro più dura e presente.

I capitoli finali servono all’autrice per capire qual’è il lascito testamentario che l’incendio del 25 marzo ha consegnato alle future generazioni. Sia nel ricordo che nella vita di ogni giorno. In America e in Italia. Negli States, è opportuno sottolinearlo, il libro è stato presentato e sono avvenute parecchie intiolazioni di strade alla memoria delle povere ragazze perite nell’incendio della Triangle Waist.

"Camicette Bianche" termina con l’elenco delle vittime divise per nazione di origine e religione professata. Nonché una corposa bibliografia orientativa in caso che uno intenda approfondire la tragica vicenda di queste poverette bruciate vive per perseguire il loro giusto desiderio di una vita migliore. Infine, un buon repertoriamento fotografico.

In breve, "Camicette Bianche" è un libro da avere perché si occupa di un argomento essenziale per la vita di ognuno di noi: il rispetto della vita umana.

- Approfondimenti (cliccare sul link per aprire la pagina desiderata):

Certificati di morte di Gaetana Midolo

Foto della tomba di Gaetana Midolo al Calvary Cemetary a New York

Articolo sul libro pubblicato dal sito online Noi Donne

Annuncio sul sito del Comune di Noto riguardante l’intitolazione a Gaetana Midolo della rotatoria di Piazza N. Bixio

Articolo pubblicato sul Dol’s Magazine riguardante l’intitolazione a Gaetana Midolo della rotatoria di Piazza N. Bixio a Noto

- Locandina allegata:

Locandina della cerimonia di intitolazione a Gaetana Midolo della rotatoria di Piazza N. Bixio a Noto

- Photo credits:

La foto di copertina è stata fornita dalla casa editrice Navarra Editore


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