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Esalazioni di idrocarburi arrivano fino a Lentini e Carlentini dalla zona di Priolo.

l’incendio che ha colpito qualche giorno fà una centrale elettrica del polo industriale di Priolo, ha raggiunto alcune cisterne contenenti idrocarburi, che stanno ancora bruciando.

di Giuseppe Castiglia - martedì 18 settembre 2012 - 3530 letture

Oggi in particolar modo nella zona di Lentini e Carlentini, si sente puzza di petrolio bruciato. Le industrie del polo industriale, cosi continuano a far ammalare tutte le zone limitrofe, recando gravi danni alla salute della popolazione.

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Il Tar Sicilia, sez. di Catania, ha stabilito che tutte le aziende del petrolchimico della zona aretusea, non dovranno farsi carico dei costi di eventuali bonifiche della rada di Augusta inquinata da prodotti chimici altamente tossici.

Chi si prenderà l’onere di bonificare, visto lo stato finanziario in cui vessa la nostra regione?

Staremo a vedere... Nel frattempo qui si continua a morire con malattie dal nome "non molto fantasioso".


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Esalazioni di idrocarburi arrivano fino a Lentini e Carlentini dalla zona di Priolo.
18 settembre 2012, di : Rossana Zerega

In termini didistanza Lentini è dietro l’angolo e basta dare un occhiata con Google map e alla carta dei venti che si individuano i canaloni che in particolari cond di vento si formano tra i contaforti di Pancali e le prime pendici degli iblei... Comunque sia 10 100 ilva di Taranto qui le sopportiamo da 50 anni e si disquisisce ancora... Giorno 13 in seguito ad un breve blak out dell’ENEL Tifeo tre diversi ordini di "fermata" hanno consentito di andare in fiaccola per tre ore... a Marghera questo è incidente tecnico e abbisogna di un particolare registro i cui superamenti nn devono essere piu di un tot al mese... la normativa consente proprio per evitare i principi di incendi di andare in fiaccola, per motivi di sicurezza, ma nello stesso tempo ciò nn deve diventare la regola come spesso è per noi.. Apprendo adesso leggendo meglio tutto il post e quello pubblicato su girodivite. it che si tratta dello stesso episodio...(da verificare comque la successione delle diverse fasi e di quali aziende in particolare) credevo (non essendo uscita da Arcile, sono in una "fossa" che mi impedisce la visibilità) pensavo esaurita quella fase... lo ricordo bene perchè era il giorno del funerale del Dott Giainto Franco e abbiamo commentato la cosa assieme ad altri e al sig Maccarrone di Priolo News.... tristemente. :-( Leggo nel frattempo la risposta a metàpenso di Antonella... si le cose sono complesse e la sicurezza degli operai è senz’altro al primo posto cosi come la salute dei cittadini... ma se abiti come me in questa zona purtroppo ci siamo abituati a episodi di inquinamento grave di acqua, aria e mare da cui il primato di area SIN e la dichiarazione (non miama dello stesso Min dell’Ambiente) di "Area (non piu a rischio ma) in crisi ambientale". (2002) Credo che questo non debba esimere tutte le forze preposte al controllo, al miglioramento, al chiaro ripristino dei piani di sicurezza previsti per tale area, compreso la bonifica che lo Stato sta faticosamente strappando all’ILVA grazie al coraggio di una Procura, cosa che qui sembra oltremodo impossibile... Perchè? Salute e lavoro si possono, si devono coniugare... stante i costi, le difficoltà tecniche enormi... anzi porterebbe lavoro sia nel campo della ricerca che delle tecniche sul campo... accettare la sfida, riconvertire... il rischio che chiudano, si perda ugualm il lavoro senza piani di risanamento costi impossibili se affrontati solo dalla comunità (lo Stato siamo noi).
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