Errani humanum est…

Perseverare nelle banalità, invece, è diabolico
di Adriano Todaro - mercoledì 25 gennaio 2017 - 2666 letture

Forse io non capisco nulla di Protezione civile, anzi è sicuro, ma se siamo così bravi ad andare a portare la democrazia in Afghanistan e in altri Paesi, non si potrebbero caricare gli elicotteri, invece che di democrazia, di pane, coperte, mangime per gli animali e stufette elettriche? Ah già, non c’è corrente. Sì perché in questo bel Paese, moderno e democratico, appena c’è un po’ di maltempo, di neve o di pioggia si blocca tutto e tutto crolla. Non c’è energia elettrica (ancora migliaia di persone sono senza), non c’è campo per poter chiedere soccorso con il cellulare, insomma devi solo sperare nella fortuna. Quella fortuna che non hanno avuto quelli che stavano nel resort Rigopiano.

I volontari hanno scavato con le mani, l’hotel è stato raggiunto da un paio di persone con gli sci, gli elicotteri non sono partiti per motivi burocratici e i responsabili di tale sfacelo hanno anche il coraggio di parlare, di balbettare stronzate di dimensioni cosmiche. Ne volete una prova? Francesco Curcio, classe 1966, ingegnere a capo della Protezione civile: “Questa è un’emergenza complicata anche per le dimensioni dell’area colpita”. “Emergenza complicata”? Ma che cacchio dice questo qui? Perché ci sono forse emergenze che non sono complicate? Poi il presidente del Consiglio, il gentile ed innocuo Gentiloni, si avvicina ad una delle zone colpite con il codazzo di guardie, macchine con sirene, portaborse e lecchini vari e, per non essere da meno, pontifica, sempre gentilmente: “Siamo di fronte ad una sorta di tenaglia senza precedenti tra un fenomeno meteorologico di nevicate di una intensità che non si ricordava da decenni e scosse sismiche di una intensità forte. Due fenomeni che si amplificano a vicenda”.

Ora Paolo Gentiloni sarà anche una persona gentile ma lasci stare le “tenaglie” e le “nevicate di una intensità che non si ricordava da decenni”. Fin dal 2 gennaio vi era stato l’allarme di probabili nevicate. Sì, perché forse non puoi prevedere i terremoti, ma le nevicate sì. E lì, in quelle zone, le nevicate sono sempre state abbondanti. La ministra Pinotto (senza Gianni) appena ha sentito parlare di “generale inverno” s’è messa subito l’elmetto perché quello è il suo campo. E che ti fa? Lei, essendo moderna, cinguetta attraverso twitter e scrive dell’impegno dei militari nelle zone terremotate. E pubblica una foto. Bene, brava, bis. No. Figura di cacca. La foto, in cui si vedono dei militari scavare, è del 2014!

Sono questi che ci governano. Però, per fortuna, abbiamo un Commissario straordinario di Governo alla Ricostruzione delle aree colpite dal Terremoto del Centro Italia, il toscano (naturalmente) Vasco Errani. Oh, bene. Lui dirà qualcosa di accettabile. E infatti ci fa sapere di essere “in contatto con il governo, che segue in tempo reale questa grande emergenza”. Chissà come saranno contenti i terremotati e quelli raggiunti dopo essere stati per 20 ore all’addiaccio, che soddisfazione per i parenti delle vittime sapere che il governo segue in tempo reale “questa grande emergenza”. E senza neppure ridere, così continua: “Qui si sommano le emergenze neve e terremoto, ci sono aspetti concreti e psicologici, ci troviamo di fronte a un problema grande ed inedito… La cosa importante è che ci siamo e stiamo lavorando ventre a terra”.

Insomma, è la gara di chi le spara più grosse. Pensate un po’: “problema grande ed inedito”. La terra non ha mai smesso di tremare (47 mila scosse), la neve c’è sempre e i soccorsi non arrivano. Tutto regolare, tutto normale. Non c’è nulla di inedito neppure coloro che “lavorano ventre a terra”.

A leggere i comunicati dell’Anas è come leggere i comunicati delle “ritirate strategiche” del generale Cadorna nella prima guerra mondiale: chiusa la statale 80, chiuse a tratti, le statali 696, chiusa la Tiburtina Valeria, chiusa la statale 77 nelle Marche, la statale Salaria in provincia di Ascoli Piceno ecc. ecc. Una volta c’erano le Case cantoniere con gli stradini a spargere il sale sulle strade prima che cominciasse a nevicare. Nelle Case cantoniere c’erano gli spazzaneve pronti, il “cantoniere” era la “spia” della situazione meteorologia e avvisava subito chi di dovere. Ora non c’è più nulla. Abbiamo però il federalismo, l’incuria e il pressapochismo, abbiamo tanta burocrazia, i comuni fanno appalti con i privati e, spesso, non pagano perché non hanno soldi.

Siamo talmente moderni che i terremotati vivono ancora nei container o sotto le tende e le famose casette di Renzi non si sono viste. Dovevano essere consegnate a dicembre ma si sono perse fra le carte degli appalti e i terreni da bonificare. Che schifo! Alcuni anni fa ho chiesto un preventivo per una casetta prefabbricata: in tre giorni me l’avrebbero consegnata e con le fondamenta di cemento.

La chiamano classe dirigente. In realtà bisognerebbe chiamarla classe digerente perché questi, pur di non mollare le prebende della carica, digeriscono tutto. Digeriscono le ruberie, i ladri sono eletti in Parlamento, non c’è un ente, un istituto che funzioni, i giovani non trovano lavoro, ai vecchi si taglia la pensione. Se sei malato e non conosci nessuno che ti possa raccomandare, sono cazzi tuoi mentre ai disabili tagliano i servizi. Se vuoi mandare il figlio al nido devi andare da un privato e spendere un sacco di soldi. In quelli pubblici non c’è posto. Non facciamo pagare al Vaticano quello che dovrebbe pagare e, anzi, gli diamo soldi per le sue scuole. Le spese militari aumentano in modo costante. E’ uno sfacelo. Mi piacerebbe tanto un giorno leggere che tutti questi cialtroni nel riunirsi in un resort sono stati sepolti dalla neve. Sarebbe una buona notizia. Per i terremotati, negli ultimi 48 anni, l’Italia ha speso 12 miliardi di euro. Non era meglio spenderli nella prevenzione?

Invece apprendo che il ragazzo dell’oratorio di Rignano, il Pinocchio Democristiano con i Nei, ci ha lasciato una piccola eredità. O, meglio, un debito: 2.617 euro, a testa, di debito pubblico. Ecco, io ho cominciato a mettere via i soldi per pagare il debito e finora ho in cassa i 17 centesimi. Mi sono portato avanti ma quello che mi preoccupa sono i 2.600 euro che mancano.


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