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End Less e la street art ornamentale

Mamma che paura! arriva la street-art a Palermo. Presto, chiudetevi in casa, serrate le persiane. Brrrr! che brividi...

di Sergej - mercoledì 21 giugno 2023 - 808 letture

Mamma che paura! arriva la street-art a Palermo. Presto, chiudetevi in casa, serrate le persiane. Brrrr! che brividi...

Ok, stiamo prendendo per il culo. Perché quella di End Less è arte, ma certamente non è fatta per spaventare i borghesi - neppure il mio gatto, per dire. Arte non deve necessariamente spaventare. Non deve dire: arrivano i barbari pronti a distruggere e devastare tutto. C’è un momento, anche pubblicitario, in cui i giovani per farsi cagare da qualcuno fanno i rivoluzionari, ma poi si ricompongono, tornano a fare i bravi ragazzi e servono per il turn over delle classi dominanti. Così la storia dell’arte "eversiva" dai raffaelliti in poi. Tanto rumore per nulla? Beh, andiamoci piano. Senza rinnovamento l’arte sarebbe morta da secoli. E il rinnovamento, l’adattarsi al contemporaneo - nel mentre che anche il contemporaneo assorbe e si adatta al "rivoluzionario" finto o reale che sia -, serve. Con End Less questo è il momento della ricomposizione. Mentre i nuovi ricchi, delle generazione della street art originaria - sono i nuovi compratori, investitori o gonzi dell’arte che siano. E il manierismo delle street art entra nell’abitudine dell’occhio e della mano di chi vive la comporaneità. La zeta dei carri armati sferraglianti per le strade dell’Ucraina non sembrano proprio segni di street-art?

Alla fase ornamentale della street-art appartiene End Less, e la sua equipe - dietro ogni artista oggi c’è una equipe che cura i dettagli dell’immagine, la comunicazione, collabora all’elaborazione delle idee anche perché non esiste l’opera d’arte in quanto tale, ma il gesto che l’esibizione, la performance dell’opera d’arte, che va veicolata poi attraverso la fotografia, il video, la televisione e i media digitali. La street art da arte contro il consumismo, diventa arte contemporanea a tutti gli effetti, arte all’interno dell’industria della comunicazione, assimilata e digerita e finalmente accettata e accettabile. Arte innocua, arte fumetto, arte con briciole di umorismo. I futuri artisti sanno quale strada non seguire più, cosa non volere più disegnare.

Una mostra che invito tutti ad andare a vedere, a Palermo fino al 29 luglio 2023, Cantieri culturali della Zisa.

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Endless arriva ai Cantieri culturali della Zisa

Endless, primo street artist della storia ad essere presente con una sua opera all’interno della prestigiosa collezione delle Gallerie degli Uffizi, arriva anche a Palermo.

L’artista britannico è in mostra ai Cantieri Culturali alla Zisa | Ex officine Ducrot | Pad. Tre Navate fino al 29 luglio 2023.

“Endless Palermo” è il titolo della personale presentata dalla Cris Contini Contemporary, galleria londinese fondata da Cristian Contini e Fulvio Granocchia, curata da Miliza Rodic e dal Prof. Pasquale Lettieri.

“È con grande onore e orgoglio che Palermo accoglie ai Cantieri culturali della Zisa le opere di un artista riconosciuto e apprezzato a livello internazionale come Endless. – Hanno dichiarato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla e l’assessore alla Cultura Giampiero Cannella – Le sue opere da sempre rappresentano uno stimolo alla riflessione su alcuni aspetti della società che riguardano la moda, la pubblicità, il consumismo e il suo stile non è mai stato banale e invita a rompere gli schemi. Il nostro ringraziamento va ai curatori della mostra che per quest’estate faranno conoscere ai palermitani e ai turisti in visita le opere di un artista che da sempre condivide le sue idee sotto forma di street-art”.

Tra la selezione di opere ospitate a Palermo, c’è una grande varietà di quelle più iconiche dell’artista, come ad esempio “Lizzy Vuitton” – un ritratto della Regina che indossa capi di noti marchi di lusso, oppure “Chapel” – un profumo di lusso in chiave satirica che confronta l’adorazione dei marchi nella società odierna con l’adorazione religiosa.

Infine, la sua famosa figura “Crotch Grab” – che incarna le osservazioni dell’artista sulla pubblicità. Tutte le opere di Endless sono stratificate con sottili complessità e fanno riferimento alle osservazioni sociali dell’artista, pur rimanendo sufficientemente neutrali a livello superficiale per permettere allo spettatore di trarre le proprie conclusioni.

In mostra anche “Mobile Chapel”, un tempo veicolo ricreativo che oggi ha acquisito una nuova esistenza metaforica come scultura d’arte contemporanea.

L’opera fa riferimento “all’accessibilità immediata di cui gli esseri umani hanno bisogno per raggiungere un consumo continuo; i dispositivi che portiamo con noi ci consentono un accesso estremamente comodo ai beni on-demand che involontariamente adoriamo”.

“I lavori di Endless – spiega la curatrice Miliza Rodic – possono sembrare sempre provocatori e radicali, ma solo al primo sguardo. Le sue opere esprimono invece una sensibilità profondamente poetica, che entra nei più intimi segreti ed anche nei paradossi della società del nostro tempo”. “Per Endless – aggiunge – la comunicazione artistica è semplicemente una forma tutta libera, senza alcun filtro, che esterna in maniera spontanea ed autonoma le proprie capacità realizzando dei veri e propri ‘quadri moderni’. Alla fine, una connessione libera tra l’artista e l’urbanizzazione della città, senza alcun limite o costrizione”.

“Palermo Chapel” è invece il titolo del murale realizzato da Endless sulla parete esterna dello ZAC, nel viale principale dei Cantieri Culturali alla Zisa, con stencil e vernice spray.

L’opera ricorda lo stile di un cartellone pubblicitario: cattura l’attenzione dello spettatore con la scritta “Endless” in grassetto e l’iconica bottiglia “Chapel” nel ruolo di prodotto in primo piano. Ancora una volta l’artista ribadisce il suo concetto di “Adorazione del Brand”.

“Sono estremamente orgoglioso di portare per la prima volta questo corpo di opere a Palermo. – Afferma Endless – Spero che lo spettatore possa catturare l’essenza del mio pensiero e la mia energia creativa e, come sempre, il mio obiettivo è di incoraggiare una riconsiderazione della bellezza convenzionale nel nostro ambiente quotidiano.”

Fonte: ArteMagazine.



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