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Emigrare non è reato


Per la prima volta a Catania un corteo multirazziale colora la città...
mercoledì 8 dicembre 2004, di Dario Marletta - 1724 letture

Senegalesi, filippini, tunisini, tamil, eritrei, mauriziani, marocchini... Tutti insieme per la prima volta a Catania scendono in piazza. Giorno 26 Novembre da piazza Roma è partito un corteo formato da 2500 persone, di cui la gran parte extracomunitari. Il corteo si apriva con uno striscione "Mai più clandestini, ma cittadini". I manifestanti, accompagnati dai sindacati e dalle diverse sigle antirazziste catanesi, hanno sfilato per dire no allo sfruttamento, al razzismo, alla Bossi-Fini, e per la chiusura dei CPT (centri di permanenza temporanea). Dal corteo sono partiti diversi slogan accompagnati dalle vibrazioni dei molti bonghi senegalesi e dalle danze africane delle giovani donne marocchine.

Un corteo così a Catania non si era mai visto;: per la prima volta è stata data voce a chi non ne ha mai avuta, a chi il lavoro nero, il degrado e il razzismo lo subisce da sempre; a chi l’Occidente ha tolto e continua a togliere tutto, ai nostri fratelli che in fondo non hanno una storia molto diversa dalla nostra. Oggi un’ emigrato viene considerato come una semplice macchina lavorativa da poter sfruttare al massimo, a cui vengono dati salari da fame. Non può permettersi di mantenere moglie e figli, di aspirare ad una casa di prorpietà, non può neppure essere considerato cittadino a tutti gli effetti perché la legge Bossi-Fini lo impedisce. Questi comunque sono problemi che affronta chi ha un permesso di lavoro, perché per chi non lo ha i problemi non sono ancora finiti… Chi è sprovvisto di permesso di soggiorno viene fatto "accomodare" nei centri di permanenza temporanea dove le condizioni sono pessime e dove i diritti di un uomo perdono ogni importanza. Questi centri di "accoglienza", sono delle veri e prorie carceri, visto che nelle finestre hanno le sbarre. Luoghi che il governo di centro-sinistra ha creato e che il governo di centro-destra ha peggiorato. Luoghi che non meritano di esistere.

Il fiume di colori e culture diverse ha colorato una Catania che ancora non riesce bene a vedere questo nuovo cambiamento della società, una Catania che diventa ogni giorno di più multirazziale.

Il corteo è terminato con un presidio davanti la sede della Provincia, dove i rapprendenti delle diverse comunità hanno presentato alcune richieste, tra le quali la riduzione di tempo per ottenere il permesso di soggiorno, poiché per ottenerlo bisogna rispettare un insulsa burocrazia.

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