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Elisabeth


Lavoro sui diritti delle donne da circa 9 anni e da 5 combatto le mutilazioni genitali femminili. (Un’altra storia raccontata da ActionAid)
mercoledì 8 marzo 2017 , Inviato da Redazione - 725 letture

“La gran parte del nostro lavoro sui diritti delle donne si basa sull’empowerment femminile, per rendere le ragazze e le donne in grado di reclamare i loro diritti e rifiutare tutte le forme di violenza basate sul genere”.

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Elisabeth

Elizabeth è la Programme Manager per i diritti delle donne di ActionAid Liberia e ha le idee chiare su come combattere ogni forma di violenza sulle donne, compresa la pratica delle mutilazioni genitali femminili, che riguarda ancora oggi 200 milioni di persone in tutto il mondo.

“Lavoriamo sui diritti delle donne da circa 9 anni e da 5 più specificatamente combattiamo le mutilazioni genitali femminili. Puntiamo in particolare all’educazione e all’istruzione delle bambine e delle ragazze, parlando del loro diritto alla salute sessuale e riproduttiva e affrontando quindi l’intero spettro delle pratiche culturali e dei matrimoni precoci.

In questi anni siamo riusciti a creare maggior consapevolezza intorno alle mutilazioni genitali femminili e alle ripercussioni sulla salute. Prima era un tabù di cui non si parlava. Ora finalmente discutiamo anche con le autorità locali e nazionali per trovare sistemi e meccanismi utili a proteggere le bambine, tutelando i loro diritti.

Capita sempre più spesso rispetto al passato che sìano le stesse ragazze a rifiutare queste pratiche cruente, scegliendo di frequentare le scuole pubbliche invece delle scuole della Sande Society, un’associazione segreta che in Liberia si occupa dell’educazione femminile iniziando le ragazze all’età adulta tramite il rituale della mutilazione genitale.

Abbiamo lavorato anche con le donne che praticano queste violente operazioni, sia con incontri di discussione per affrontare gli aspetti culturali delle MGF, sia fornendo corsi di formazione utili a trovare un altro impiego”.

La pratica delle mutilazioni genitali femminili non è lontana da noi. Anche le bambine e le donne di comunità migranti residenti in Europa, ed originarie di paesi dove le MGF sono praticate, sono a rischio quando tornano nel loro paese di origine per visitare i parenti.

“Quello che raccomando per lottare anche in Europa contro le mutilazioni genitali femminili è di partire dall’informazione, aumentando la consapevolezza sulle implicazioni di questa operazione e affrontando la questione nel suo complesso”.


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