Elezioni regionali, Trabia e il suo sviluppo

La freschezza e la libertà d’idee dei giovani siciliani aprono spiragli di speranza per l’avvenire.
martedì 25 marzo 2008, di Antonio Carollo - 561 letture
La coscienza civica del siciliano non è morta Anche se a piccoli passi, essa viene fuori e si fa strada. I segnali ci sono. Basta osservare la realtà delle miriadi di iniziative e dibattiti che coinvolgono soprattutto i giovani: la freschezza e la libertà delle loro idee aprono spiragli di speranza per l’avvenire della Sicilia. In sintonia con questo clima promettente non è inutile ricordare gli interventi necessari perché Trabia cambi rotta e si avvii sul terreno della valorizzazione delle sue risorse e dello sviluppo. Alla Regione Sicilia è riconosciuta una vasta autonomia legislativa e amministrativa. Non ha limiti d’intervento, se non quelli di disponibilità del bilancio. Ai candidati a deputato regionale i trabiesi dovrebbero chiedere: - 1) l’ulteriore ampliamento del porto turistico di San Nicola per farne una infrastruttura di livello regionale capace di innescare lo sviluppo di attività artigianali, commerciali, turistiche; -2) la rimozione o l’affondamento delle barriere di massi che hanno distrutto metà di una delle migliori spiagge della Sicilia, il tratto Pilieri-San Nicola. Al posto della sabbia dorata dei tempi andati ci ritroviamo oggi in mezzo ad acquitrini e al marciume maleodorante delle alghe. I pericoli di possibili erosioni potrebbero essere contrastati, ove occorresse, con un sabbiodotto alimentato da una draga. Il recupero di questa antica spiaggia (se gestita con oculatezza insieme al tratto Pilieri-Vetrana) è indispensabile per creare una potente attrattiva in più per il turismo; - 3) l’acquisizione al patrimonio regionale e il restauro conservativo del Castello dei Principi Lanza di Trabia e del Castello di San Nicola: due monumenti che da soli farebbero la fortuna turistica di qualsiasi cittadina. Figurati, Trabia in più ha il mare e smaglianti paesaggi collinari. Ne siamo consapevoli?; -4) una legge regionale che disciplini con rigore l’utilizzo del territorio e tuteli l’ambiente naturale e paesaggistico per bloccare la vergogna della selvaggia aggressione edilizia ed urbanistica in atto a Trabia.
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