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Elezioni 2008: Commenti a caldo di un "comunista coglione" qualunque

Le prime ore subito dopo la chiusura dei seggi sono state speranzose, si parlava di 42% per il pdl e 40 per il pd, uno stacco recuperabile e confortante.

di Francesco Genovese - mercoledì 16 aprile 2008 - 9233 letture

E’ andata così, un pò me l’aspettavo, ma non proprio così. Nonostante i buoni propositi e le palpabili speranze degli ultimi giorni, Veltroni non ce l’ha fatta, e il paese ritorna nelle mani di Berlusconi, il più chiacchierato premier degl ultimi anni, e sicuramente il più criticato da illustri giornali europei, che guardano il mondo sotto un’altra ottica da moltissimi anni; un’ottica che è lontana anni luce dai pensieri della maggior parte degli italiani.

Le prime ore subito dopo la chiusura dei seggi sono state speranzose, si parlava di 42% per il pdl e 40 per il pd, uno stacco recuperabile e confortante, ma come è successo nel 2006, gli exit poll hanno fallito un’altra volta, tramutando le previsioni in false speranze, e le prime proiezioni hanno presentato la vera realtà. Trionfo del PDL quindi, e boom della Lega, contro un buon risultato del PD e dell’IDV e un risultato "sudato" dell’UDC, tutto il resto è rimasto fuori. A pagarne le spese, la Sinistra Arcobaleno, che a detta dei risultati, non avrà nessun rappresentante nè alla camera nè al senato.

Un risultato inaspettato su cui bisogna riflettere molto, e che non si sarebbe visto se Rifondazione Comunista si fosse presentata da sola. La divisione del centro sinistra quindi alla fine è stato il vero suicidio della sinistra stessa a vantaggio del Partito Democratico, che fino a poco tempo fa, di quella sinistra era parte integrante. I comunisti così come i socialisti, non avranno rappresentanti in parlamento, un fatto che non era mai successo dal 1946 a oggi.

L’Italietta del 2008 quindi, si appresta a vivere altri cinque anni sotto la guida di Berlusconi, un risultato chiaro ma sicuramente ingiusto; ingiusto perchè gli italiani si sono dimenticati dei quinquennio Berlusconi 2001-2006, in cui purtroppo vigevano gli stessi problemi che il paese continua a vivere. Ingiusto perchè di quel quinquennio non c’è stato nulla da prendere; Ingiusto perchè l’effetto mediatico di Berlusconi supera qualsiasi cosa, e non servono nè i libri, nè i giornali(fatto sta che gli italiani non leggono molto), a raccontare tutto ciò che da sempre ruota attorno al cavaliere e ai tanti motivi che lo hanno spinto a scendere in campo in quel maledetto 1994.

E a rimetterci siamo sempre noi italiani, specialmente i più giovani, che vorremmo un futuro più roseo e un pò più di attenzione. Diciamo la verità, in fondo il governo Prodi non è stato così male, e con un pò più di tempo avrebbe dato risultati positivi a lungo raggio; sicuramente era sbagliata la squadra di maggioranza, sempre più frammentata e troppo diversa. Una maggioranza in cui per i problemi più importanti era più facile dire "No" che dire "Si", sul filo del rasoio fin dall’inizio, destinata a finire presto. Sarà sicuramente per questo che la sinistra arcobaleno ha perso il suo elettorato, sarà sicuramente per questo che molta gente ha preferito non votare, danneggiando il PD, e favorendo l’exploit della Lega, che mi fa vergognare di essere italiano. Non mi sento rappresentato da chi ha affrontato determinati temi in un certo modo, non voglio essere rappresentato da chi metterà sotto scacco il nuovo governo per far imporre le proprie idee secessionistiche e federali.

Anche la lega, che in passato aveva ammorbidito i toni, è ritornata ai comizi "estremisti", tirando fuori i cannoni e i fucili, gridando Roma Ladrona e altre menate simili, e su questo ha puntato il loro movimento: riprendere i voti persi negli ultimi anni, sui quali però dovrà dare delle risposte al proprio elettorato. Non voglio immaginare nemmeno cosà succederà nei prossimi mesi, anche perchè dal 2001 al 2006, abbiamo visto di tutto: reati depenalizzati, leggi ad personam, e tantissime altre cazzate che non servivano a niente. I conti andavano alla deriva, ma gli italiani erano contenti così.

In fondo i miracoli non li avrebbe potuto fare nemmeno Veltroni, ma sicuramente si sarebbe dato spazio a sistemare i conti del paese, per poi dare spazio ai conti degli italiani, sempre pronti a lamentarsi di non poter fare la spesa per mangiare, e altrettanto pronti ad indebitarsi per acquistare beni futili e insignificanti. Chissà se tra qualche mese, vista la congiuntura che continua imperterrita, gli italiani si accorgeranno che non sarà cambiato niente?? Sicuramente non si accorgeranno di niente, perchè il futuro premier è bravissimo a plagiare gli italiani, parlando di miracoli che in realtà non esistono.

Nel frattempo, la sinistra dovrà fermarsi a riflettere su tutte le responsabilità che l’hanno portata al suicidio, a tutti quei "No" incondizionati che hanno fatto perdere credibilità, e su tutti quelli che credevano in un ideale che non c’è più già a partire da un simbolo storico come la falce e martello, preferendo l’astensione all’espletamento di un diritto-dovere sudato dalle vecchie generazioni.

Invece, gli italiani che hanno voluto riconfermare Berlusconi, avranno ben cinque anni di tempo per farsi prendere in giro, ancora una volta per "il bene del paese", con la speranza che possano pentirsi un giorno di aver messo quella crocetta sul PDL...in fondo avranno anche il tempo per imparare a leggere, e capire una volta per tutte, di che pasta è fatto il loro amato Silvio.

A noi comunisti coglioni invece, non rimane altro che fare da spettatori e aspettare che un giorno un raggio di sole illumini i domani bui che ci apprestiamo a vivere, continuando a credere in determinati principi e ideali, senza mai fare un passo indietro, e visti i tempi che corrono, in direzione ostinata e contraria.


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Elezioni 2008: Commenti a caldo di un "comunista coglione" qualunque
18 aprile 2008, di : enza

Invece di fare tante tragedie, perchè non pensiamo che ci può essere gente che la pensa diversamente da quelli che si definiscono "coglioni comunisti"? Questi buoni comunisti, più colti, che leggono di più, che hanno in mano "la verità",così sempre dogmatici e sottilmente prepotenti,che non vogliono mai perdere,che dividono sempre la società fra buoni (i comunisti) e cattivi (tutti gli altri di destra) in fondo pensano che i coglioni e gli idioti sono tutti gli Italiani(tanti!!) che hanno votato Berlusconi,Fini e la Lega,quegli Italiani cretini ai quali è stato fatto il lavaggio del cervello attraverso tutti i mezzi mediatici.Devo dire che c’è una grande distanza fra il paese reale ed alcuni politici di sinistra che ancora parlano di comunismo, dimenticandosi che il comunismo non esiste più neanche nei paesi"oltre cortina", cortina sparita dopo la caduta del muro di Berlino.La maggior parte degli Italiani vogliono sicurezza, ordine pubblico,meno tasse (paghiamo tante tasse e abbiamo pochi servizi di bassa qualità) lavoro e meritocrazia sul posto di lavoro.Non vogliono ritornare a casa e trovare che ladri di ogni genere o un paio di zingari anzi, pardon, devo dire Rom,altrimenti sono considerata razzista, hanno svaligiato la casa.Perciò, invece di fare sempre demagogia, lasciate votare gli Italiani come vogliono e scegliere chi vogliono.Facciamola finita sempre con i soliti ritornelli fascismo ed antifascismo, buoni e cattivi, cerchiamo di allinearci alle grandi democrazie europee,dove fra avversari ci si stringe la mano, dopo aver perso. Se il centro destra governerà male, la prossima volta voteremo il partito democratico,senza strapparci i capelli e piangere, perchè non si sa che fine abbia fatto il simbolo falce e martello.Vincenza
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18 aprile 2008, di : Uomo libero

Senti Enzo sei mediocre e banale quanto il tuo commento. Qui nessuno si piange addosso. Non si tratta semplicemente di simboli quali falce e martello ecc. Parliamo , al di là della scomparsa dalle istituzioni della sinistra, di un sistema che si americanizza sempre di più. Parliamo di diritti sociali presenti spesso anche nei paesi europei piu liberali quali forme di reddito individuale per i disoccupati(l’italia e la grecia sono gli unici paesi ad esserne sprovvisti). Parliamo del diritto a non morire sul lavoro, del diritto ad avere un contratto dignitoso, del diritto alla pace in un paese che non ha mai subito attacchi militari, del diritto delle donne ad autodeterminarsi ecc. La sinistra ha perso perchè non è riuscita ad incidere su questi argomenti. Quindi non mi venire a parlare di cose che non stanno ne in cielo e nè in terra. Parli di alternanza, di strette di mano tra chi perde e chi vince in Europa....mah! Dovremmo forse stringere la mano del guerrafondaio, del padrone della Tyssenkrupp che lascia bruciare i suoi operai o della chiesa che attaccca i diritti delle donne? Non mi sembra un apese pacificato l’italia.....quindi non fare paragoni con altri ben più democratici. Ultima cosa, oggi in Italia godi di seppur pochi diritti anche grazie a chi sotto quella falce e martello ha sconfitto il nazifascismo, ha lottato per i diritti conquistando lo statuto dei lavoratori, i diritti civili(pochi)ecc. Chiedi magari ai tuoi genitori(nella speranze che non siano gente piena di soldi) quanti sacrifici ci sono voluti per conquistare tutto ciò. Ti prego resta in silenzio la prossima volta, un dignitoso quanto utile silenzio.
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19 aprile 2008, di : RobyCad

Vediamo... Anche qui si fa cenno alla responsabilità della sinistra :

Nel frattempo, la sinistra dovrà fermarsi a riflettere su tutte le responsabilità che l’hanno portata al suicidio, a tutti quei ’No’ incondizionati che hanno fatto perdere credibilità, e su tutti quelli che credevano in un ideale che non c’è più già a partire da un simbolo storico come la falce e martello, preferendo l’astensione all’espletamento di un diritto-dovere sudato dalle vecchie generazioni

A parer mio, per quanto sia ormai invalso l’uso di parlare di vincitori e vinti - come se la politica potesse essere in qualche maniera rapportata ad una forma competitiva, agonistica, ove si potessero realmente individuare fazioni vincenti e perdenti, e si potessero identificare tali parti in relazione alle preferenze accordate - vincitori e vinti non possono essere classificati in base all’appartenenza politica (ammesso che si possa parlare di appartenenza politica in un momento storico ove disinteresse e spesso conseguente indecisione sono più norma che fenomeno), ma in funzione delle fasce di reddito! All’interno delle stesse fasce di reddito, abbiamo elettori che hanno votato a favore di schieramenti opposti. Certo, mi è più facile pensare che siano stati più gli elettori dei ceti deboli che hanno votato a destra, che non gli elettori più che benestanti che abbiano votato a sinistra. Queste due ultime riflessioni sono indotte dal fatto che, pur senza dati ISTAT alla mano, ho la sensazione che in Italia sia maggiore il numero di elettori appartenenti a ceti bassi e medio-bassi, di quanti appartengano a ceti più elevati sotto il profilo del reddito. Ma allora vi sarebbe stato un numero di elettori appartenenti a ceti bassi e medio-bassi che avrebbero votato per uno schieramento tradizionalmente rappresentativo di classi borghesi, che non di quanti avrebbero votato per uno schieramento più tradizionalmente vocato a rappresentare classi a reddito più basso. Ebbene: chi sono allora i vincitori? Ha senso, a questo punto, cercare meriti e responsabilità di presunte vittorie e presunte sconfitte? Non ha forse più senso indicare la responsabilità del cammino politico di una Nazione, nella scelta degli Elettori? Per come la vedo io, il diritto/dovere del voto riveste carattere di estrema importanza. Ognuno ha la sua fetta di responsabilità, sia che la eserciti, sia che non la eserciti. Se un Governo ha i margini di manovra per poter governare, e governa bene, i meriti sono sia di quanti esercitano tali poteri, sia di quanti li hanno votati. Se un Governo ha poco margine, per via di una maggioranza risicata, a chi si vuole dare la responsabilità della situazione? Pensiamoci bene! Se a fronte di un numero sovverchiante di rappresentanti, ovvero di eletti, un Governo ha grande margine e governa male, la colpa non è imputabile solo ai governanti, ma anche (soprattutto, direi) a quanti li hanno scelti. Gli Elettori si fanno garanti, a mio avviso, delle doti e delle capacità delle persone che essi eleggono a loro rappresentanti. Doti di onestà, in primo luogo, e della condivisibilità dei progetti politici. Se ne fanno garanti sia nei confronti di essi stessi, che nei confronti dell’intero Popolo di cui fanno parte.

Non credo che vi siano Elettori che sceglierebbero dei ladri, dei mafiosi, delle persone disoneste che penserebbero più ai loro interessi che non a quelli della collettività, a rappresentarli al Governo o in Parlamento... a meno che non vi sia complicità, collusione, ovviamente, con accordo implicito o esplicito, o anche sola supposizione, di poter trarre disonesto guadagno da una ipotetica vittoria.

Non v’è quindi responsabilità della sinistra, e non vi è merito della destra. Chi ha votato ha certo confrontato i programmi e ha ritenuto più vicini alle proprie aspettative quelli prospettati dallo schieramento vincente. Non mi si dica che gli elettori sono stati raggirati... perché questo implicherebbe sostanzialmente il reato di circonvenzione di incapaci, si, ma darebbe adito anche ad assunzione di dabbenaggine nei confronti di questi ultimi!

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19 aprile 2008, di : Francesco Chiantese |||||| Sito Web: http://blog.francescochiantese.it

C’è un problema alla base della democrazia in Italia che ne lima le fondamenta e la rende impraticabile. In Italia non ci si vergogna di mandare al governo persone che hanno avuto comportamenti illeciti, come ad esempio, i rapporti con la mafia. Ci si limita a dire..."tanto gira così, sono tutti uguali" e così, sia da destra che da sinistra (ok, ok, la destra ne ha molti di più e per reati, obiettivamente, più gravi che una "resistenza a pubblico ufficiale" ci si permette di candidare persone non "eticamente" corrette. Mi si dirà..."non tutti sono condannati...ci sono quelli caduti in prescrizione....quelli che possono ricorrere a trecento gradi di appello esistenti in Italia...". Ma in Italia non si sa distinguere tra reato commesso e reato punito...e si pensa che, chi non viene punito, non è colpevole. Per esempio, un reato caduto in prescrizione...resta sempre un reato COMMESSO solo non "punibile" per come è strutturata la legge...ma pur sempre REATO.

Ecco. Si tornerà ad avere una politica dignitosa quando gli italiani ricominceranno a pretendere etica ed a riconquistare dignità.

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19 aprile 2008, di : RobyCad

Vediamo se è possibile levare due concetti dal contesto, senza che ne sia travisato il senso:

In Italia non ci si vergogna di mandare al governo persone che hanno avuto comportamenti illeciti, come ad esempio, i rapporti con la mafia....Si tornerà ad avere una politica dignitosa quando gli italiani ricominceranno a pretendere etica ed a riconquistare dignità.

Sul primo concetto, direi che gli italiani non danno peso a queste cose, oppure non credono che ci siano state tali collusioni... la seconda delle due ipotesi è quella più probabile.

Sul secondo concetto, credo che ciò potrà accadere solo nel momento in cui cesserà la convinzione di ognuno, che quelle piccole, innocenti inosservanze alle leggi vigenti che ognuno compie, sono solo schiocchezze, rispetto ai grossi reati che perpetrano gli altri. Il fatto è che in Italia, tutti (o quasi) vorrebbero maggior tutela, maggior Giustizia, ma nel momento in cui questa viene propugnata da un sostenitore di una fazione politica diversa dalla propria, allora si grida al giustizialismo, alla strumentalizzazione, alla persecuzione!

La legge è uguale per tutti, si o no? Deve essere uguale per tutti? Vi sono leggi che tutti possono aggirare? Ve ne sono, che solo altri debbono rispettare? Che si fa? Si passa tutti con l’arancione o col rosso? Si guida tutti con il cellulare in mano? Si vuole che tutti possano superare i limiti di velocità? Che tutti possano guidare in stato di ebbrezza?

O queste cose le possiamo fare solo noi? Solo io?

Si vuole che chi ruba una mela debba scontare la pena in carcere, e chi ruba allo Stato (perché evadere le tasse equivale a rubare allo Stato, ovvero alla colletività, ovvero a noi), con un falso in bilancio, debba soltanto pagare una pena pecuniaria ?

Non ricordo chi scrisse la Legge volta a depenalizzare il reato di ’falso in bilancio’, e non mi interessa ricordarlo. Due però sono le cose: o il personaggio è stato punito dagli elettori, contrari a tale manovra, oppure gli elettori lo hanno scelto quale loro rappresentante, ravvisando omogeneità di vedute con l’iniziativa!

Sicuramente gli italiani hanno votato secondo coscienza... o secondo i propri interessi. Non vi sono esponenti politici che debbano ritenersi responsabili di disfatte, e altri che debbano ritenere di aver vinto, perché siamo tutti incatenati allo stesso destino: o abbiamo vinto tutti, o abbiamo perso tutti!

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20 aprile 2008

Caro Uomo libero, siccome sono una donna libera, sono libera di pensare anche cose che a te possono sembrare banali, perciò dato che siamo in democrazia la penso come mi pare e dico quello che mi pare. In quanto a dignità forse ne ho più di te,appunto perchè rispetto tutti anche quelli che la pensano diversamente da me , te compreso.Dunque, se ancora non lo sai, impara l’inglese, così capisci che cosa vuol dire " fair play".Impara a confrontarti con gli altri, anche con le cretine come me, perchè dal confronto nasce l’arricchimento di idee ed il rispetto della persona "diversa". Ma forse,tutto sommato,in Italia la democrazia è solo una pura teoria; la nostra Italia non ci garantisce un bel niente, se non siamo asserviti al politico di turno, sia di destra che di sinistra. Quindi, la strada verso la democrazia è ancora lunga e laboriosa per i cittadini liberi come te e come me.Chi sei tu per dirmi che devo stare zitta la prossima volta??? Ma già, dimenticavo tu sei l’UOMO LIBERO.Ciao, piccolo,grande uomo.......libero. Enza,la banale,figlia di genitori ricchi.....( a quanto pare tu ne sai più di me della mia vita )
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21 aprile 2008, di : uomo libero

Fair play(ho scritto giusto?)....pensavo si usasse solo nello sport.
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21 aprile 2008

Caro Uomo Libero, Vedo che non molli. Fair play è usato in senso lato sia nell’agone sportivo che politico e vuol dire gareggiare onestamente. Devo dire che sei tenace ed anche simpatico, tutto sommato.Buona giornata da quella mediocre, banale di ENZA(donna libera)
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21 aprile 2008, di : Uomo Libero

Cara Enza, mollare? Non conosco questa parola, comunque pensandoci bene forse ho un pò esagerato nel mio primo commento. Mi scuso se ti ho offeso, ma quando sono in gioco passione e sudore giornaliero non riesco a controllarmi. Il momento è molto difficile per tanti giovani come me che vedono frustrati speranze e progetti. Ecco perchè non riesco a pensare al fair play. Sono in gioco le sorti di un intero paese, uomini e donne "invisibili" agli occhi di chi ci governa, Prodi o Berlusconi cambia poco. Gli ultimi sono sempre ultimi, e a comandare sono sempre gli interessi del profitto. Mi scuso ancora con te, anche se non condivido una virgola dei tuoi pensieri, ma sono stato arrogante e presuntuoso. "Siamo un esercito di sognatori e per questo siamo invincibili"!
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21 aprile 2008

Caro uomo libero, mi offendo difficilmente e rispetto le tue idee che, in questo ultimo caso ed anche prima in fondo, combaciano perfettamente con le mie.Sì,il momento è molto difficile per tutti.Anche io faccio parte del popolo di sognatori che usciti dall’Università hanno faticato a trovare un lavoro (anzi un lavoro mediocre) e sono stati costretti a sentire le cazzate degli inciucioni corrotti ed incapaci, pur di non perdere il lavoro. In che cosa abbiamo creduto??Sempre nello stato di diritto e nelle istituzioni che, spesso e volentieri, ci hanno vilipeso ed umiliato, sia come cittadini che come esseri umani. In chi ed in che cosa continuare a credere? Forse nei nostri sogni invincibili e nel nostro desiderio di giustizia e verità.Ti faccio tanti auguri per una società ed un mondo migliore.Ciao da ENZA
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21 aprile 2008, di : Uomo Libero

Da cosa ripartire? Penso da piccole quanto significative cose. Personalmente il 25 Aprile andrò al corteo di Catania, perche il giorno della Liberazione è di tutti quelli che si sentono liberi e democratici. Non è tanto, ma almeno sarà bello respirare aria nuova. Faccio gli auguri anche te, in questo momento ne abbiamo tutti di bisogno.Ciao.
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21 aprile 2008

Volevo lasciare anche io un commento poi ho letto quello che ha scritto Enza che quoto. In quanto ai comunisti beh li ha già inquadrati l’autore dell’articolo e chi sono io per contraddirlo
"comunista coglione"
22 aprile 2008, di : Wild Bill

Caro (chiaramente è un modo di dire) uomo libero, di quelli che come te si definiscono "uomini liberi", nei paesi dove il comunismo ha imperato ne sono pieni i cimiteri; ringrazia il tuo dio chiunque esso sia di essere nato in Italia dove puoi sparare ca..te senza che nessuno ti faccia sparire: in un gulak o in una fossa comune, tuttalpiu qui, ti becchi del coglione. Wild Bill
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23 aprile 2008, di : uomo libero

Wild Bill sei stupido e ignorante! Non ho parlato di madre patria Russia ecc, in quanto i limiti drammatici di quella esperienza sono sotto gli occhi di tutti e vanno lasciati alla storia. Parlavo di uomini e donne liberi che in questi anni in nome di un ideale concreto hanno sudato, lottato e hanno conosciuto forme repressive come le carceri. La prossima volta che vuoi lasciare un commento, prima leggi il mio post e poi attieniti a quello che ho scritto. Se poi ti va di fare una lezione sugli errori ed orrori del socialismo reale nell’ex unione sovietica sono disponibile. Non sono un ragazzetto pieno di soldi con la maglietta di stalin e neanche tanto ottuso da non vedere che quei sistemi assomigliavano tanto a quel capitalismo di stato repressivo che io ho sempre combattuto. Tra il dire e il fare ne passa. Quindi ti aspetto per la lezione di storia, l’importante che non porti l’ignoranza delle tue affermazioni e l’ottusità della tua chiusura mentale. Io mi metto sempre in gioco, per me il comunismo per me non è una fede, non bisogna mai perdere la criticità. Ecco perche le tue parole mi fanno il solletico perchè dettate dal nulla. A proposito si chiamano Gulag e non Gulak i campi stalinisti.
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6 maggio 2008, di : Francesco Chiantese

Ovviamente, in Italia si può parlare senza finire nei gulag, perchè siamo stati liberati dal fascismo.

Questo va ricordato. Ci dimentichiamo infatti che le dittature comuniste hanno poco di diverso (qualcosa si, ma l’analisi sarebbe lunga, ed anche abbastanza inutile) da quella fascista avuta in Italia.

Ci ricordiamo sempre che i "comunisti" hanno oppresso ed opprimo tanti popoli, il che è vero, ma ci dimentichiamo di ricordare che in Italia i Comunisti hanno contribuito, assieme da altri, a fare in modo che questo stato non avesse una dittatura come quella fascista.

Bisognerebbe, ma sarebbe troppo elementare farlo, valutare che i termini che vengono usati vanno sempre contestualizzati.

Spesso dialogo con una mia amica polacca e, nel dire comunista, so cosa intendo. In Polonia il comunismo è stato una feroce dittatura. Quando parlo con i miei amici italiani, e dico comunista, so cosa dico... il comunismo in Italia è stato un ideale che ha compartecipato (assieme a certo cristianesimo) a renderci un pò più liberi.

Sentire dire a Berlusconi ai ragazzi delle scuole medie, oggi in Parlamento, che il comunismo per l’Italia è ancora un pericolo...senza specificare, senza parlare degli anni a cui si riferisce, senza dire nulla che abbia un senso dire così alla leggera. Mi fa rabbia.

Qualcuno gli ripassi la storia. Ci sono un paio di vecchi partigiani comunisti, da queste parti, che potrebbero farlo.