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EMERGENCY: Progetto regionale di cardiochirurgia in Sudan

“Il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo.”

di Piero Buscemi - mercoledì 1 febbraio 2006 - 5057 letture

Questo è quanto si può leggere dal Preambolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, firmata a Parigi, 10 dicembre 1948.

Emergency è da anni impegnata, in diversi angoli del mondo, per portare avanti questo messaggio di pace e di speranza per coloro che, da sempre, vivono un’esperienza di guerra e morte.

Tra questi, il Sudan. Da Emergency riceviamo notizie inerenti la necessità impellente di realizzare un centro di cardiochirurgia a Khartoum, diventata da qualche tempo, la capitale del Terzo Mondo. Riportiamo di seguito dei brevi cenni storici sul Sudan e alcune delucidazioni sul progetto che Emergency, grazie anche alla collaborazione di volontari e sostenitori, intende portare a termine entro il 2006.

Il contesto

Il Sudan è il più grande paese dell’Africa, con una popolazione di 32 milioni di abitanti su un territorio di 2.500.000 Kmq. I principali gruppi etnici presenti nel paese sono gli arabi (40%), i nilotici e camitici (30%), i beja (6%). Ciascun gruppo etnico si divide a sua volta in numerose tribù. L’arabo è la lingua ufficiale, ma nel paese si contano oltre 70 idiomi. Dall’anno dell’indipendenza dal protettorato anglo-egiziano (1956), il Sudan ha attraversato una serie di crisi politico-istituzionali culminate con la guerra civile che ha caratterizzato gli ultimi 20 anni di storia del paese. Tale conflitto ha visto opporsi il governo di Khartoum - arabo e islamico - ai ribelli del Sudan People’s Liberation Army (SPLA), che rivendicavano l’indipendenza delle regioni meridionali del Paese, a prevalenza cristiano-animista. Il conflitto, conclusosi ufficialmente nel gennaio 2005 con la firma degli accordi di Nairobi, ha colpito in particolar modo la popolazione civile con oltre due milioni di vittime e quattro milioni e mezzo di profughi. La situazione all’interno del paese resta tuttavia ancora instabile a causa del recente conflitto scoppiato nelle regioni occidentali del Darfur, della povertà diffusa e delle tensioni nelle regioni orientali confinanti con l’Eritrea.

Emergency in Sudan

La decisione di intervenire in Sudan è stata presa da Emergency dopo una missione valutativa nel giugno 2003. Su invito del Ministero della Sanità, il team di Emergency ha visitato numerosi ospedali di Khartoum - dove si trova la maggior parte delle strutture sanitarie del paese, oltre che la maggior concentrazione di abitanti - e di altre aree del Sudan. Dopo questo primo sopralluogo è stato elaborato un programma articolato che prevede da un lato un intervento altamente specialistico a Khartoum e dall’altro l’avvio di interventi di chirurgia d’urgenza e di pediatria in aree particolarmente disagiate come il Darfur e i campi profughi della capitale.

1. Valutando sia l’alta incidenza di patologie cardiache - in particolare malformazioni congenite e patologie valvolari originate da febbre reumatica - sia la mancanza di strutture che possano garantire agli ammalati un’assistenza adeguata, Emergency ha deciso di costruire un Centro specializzato in cardiochirurgia a Khartoum che possa essere di riferimento per la popolazione del Sudan e dei 9 Stati confinanti: Egitto, Libia, Chad, Repubblica Centroafricana, Congo, Kenya, Uganda, Etiopia e Eritrea.

2. Alla periferia di Khartoum è stato avviato un programma pediatrico per fornire assistenza medica ai bambini dei campi profughi che sorgono alla periferia della città. Il Centro pediatrico all’interno del campo di Mayo - dove vivono oltre 200.000 persone appartenenti a 24 tribù diverse - è stato inaugurato il 3 dicembre 2005 e fungerà sia da ambulatorio medico, che da pronto soccorso. Tutti i servizi sono gratuiti e un’ambulanza, operativa nell’arco delle 24 ore, trasferirà i casi più gravi presso gli ospedali della capitale.

3. A seguito di una missione valutativa della primavera del 2004 in Darfur, durante la quale sono stati distribuiti materiali medici agli ospedali di Al Fashir e di Mellit, Emergency ha deciso di avviare un intervento nello Stato del Nord Darfur. All’interno dell’ospedale Universitario della capitale Al Fashir, Emergency ha costruito un Centro chirurgico per la chirurgia di guerra e la traumatologia, rivolto non solo agli abitanti della città ma anche alle migliaia di sfollati che vivono nei campi profughi dell’area.

Salam - Pace. Il Centro di Cardiochirurgia di Khartoum

Nel villaggio di Soba, a 20 Km da Khartoum in direzione sud, su un terreno acquistato dal governo sudanese e donato ad Emergency, sono cominciati nell’ottobre del 2004 i lavori per la costruzione del Centro di Cardiochirurgia, che si chiamerà Salam, “Pace” in lingua araba. Si prevede che i lavori, seguiti direttamente dai logisti e ingegneri di Emergency, possano terminare entro l’estate 2006. Sarà quindi necessario un periodo per l’installazione delle apparecchiature e per il loro collaudo, periodo durante il quale verrà selezionato lo staff locale sanitario e addetto ai servizi. L’avvio delle attività cliniche è previsto per settembre 2006. Il Centro regionale di Cardiochirurgia a Khartoum fornirà assistenza chirurgica su base esclusivamente umanitaria, senza alcuna discriminazione politica, ideologica, etnica o religiosa. Il Centro potrà eseguire circa 1500 interventi all’anno.

La struttura del Centro è suddivisa in blocchi:

BLOCCO CHIRURGICO composto da 3 sale operatorie, terapia intensiva da 15 posti letto, sterilizzazione, sala di emodinamica.

DIAGNOSTICA E AMMINISTRAZIONE composto da accettazione, pronto soccorso, ambulatorio, radiologia, ecografia, laboratorio, farmacia, amministrazione e uffici.

CORSIE per una capacità totale di 52 posti letto, di cui 16 di terapia sub-intensiva, sala infermieri, fisioterapia, sala ricreazione per staff e pazienti, magazzini.

SERVIZI: lavanderia, stireria, cucina, biblioteca e aula didattica, sala giochi per i bambini, magazzini, mensa staff.

GUESTHOUSE per i parenti dei ricoverati che provengono da fuori Khartoum. Potrà ospitare fino a 50 persone.

AREA TECNICA per manutenzione, officine meccaniche, stanza generatore.

Gli ambulatori periferici

Pensato per essere un centro regionale, l’ospedale di Khartoum sarà collegato ad ambulatori dislocati nei 9 paesi confinanti col Sudan. Tali centri verranno utilizzati per la selezione dei casi che necessitano di intervento chirurgico e per il trattamento post operatorio dei pazienti operati a Khartoum. Emergency si occuperà di attrezzare i centri con materiale diagnostico, formare il personale sanitario e supervisionare le attività. Emergency si occuperà inoltre di trasferire gratuitamente i pazienti dal paese d’origine al Centro di Khartoum, insieme ai loro eventuali accompagnatori, nel caso si tratti di bambini o di pazienti che necessitano di assistenza continua. Per garantire una accoglienza adeguata ai parenti dei ricoverati verrà realizzata nel complesso del Centro di Khartoum anche una foresteria dotata di 50 posti letto.

Lo staff

La formazione dello staff locale in vista della progressiva autonomia delle strutture costituisce uno degli obiettivi primari del progetto. Si prevede quindi nei primi anni di attività del Centro la presenza di circa 50 espatriati selezionati da Emergency, responsabili sia delle attività cliniche che della formazione del personale nazionale sia sanitario che di servizio. Lo staff sanitario nazionale sarà selezionato da Emergency prevalentemente tra quello registrato presso il Ministero della Sanità. Per quello non medico priorità sarà data alle categorie più svantaggiate. La campagna di sensibilizzazione a questo progetto, dal nome appropriato "Diritto al cuore", vedrà coinvolte le varie sedi periferiche di Emergency. Anche la sede di Siracusa ha già avviato una serie di iniziative, con lo scopo di raccogliere fondi da destinare al Centro di cardiochirurgia di Kaerthoum.

La responsabile della sede Emergency di Siracusa, Donatella Crucitti, ci comunica che verrenno allestiti dei banchetti informativi e di raccolta, per 4 finesettimana consecutivi. Per tutta la durata della campagna, inoltre, sarà attivo un numero telefonico dedicato, raggiungibile da tutti gli utenti di rete mobile: Tim, Vodafone, Wind e Tre. Ma anche dagli utenti di rete fissa Telecom Italia. Inviando un Sms a questo numero si donerà a Emergency 1 euro (Iva esclusa).

Il numero è 48587


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