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EMERGENCY: First Aid Post

La rete di cure in Afghanistan per restare vicini a chi vive lontano dagli ospedali

di Redazione - mercoledì 12 gennaio 2022 - 1400 letture

Il primo Posto di primo soccorso (FAP, First Aid Post) lo aprimmo a Gulbahar, 70 chilometri a nord di Kabul, alla fine del 1999. Il più recente è stato inaugurato solo qualche settimana fa a Dayek, nel distretto montano del Salang.

Entrambi fanno parte della rete di oltre 40 presidi – Posti di primo soccorso e Centri Sanitari di base – che abbiamo aperto in oltre 30 distretti di tutto l’Afghanistan.

Questa rete di presidi di assistenza sanitaria disseminati nel Paese si è sviluppata seguendo le dinamiche del conflitto – per venti anni in continua evoluzione – e la fluidità geografica dei fronti di guerra, con l’obiettivo di offrire cure tempestive a chi si trova lontano dagli ospedali centrali e non può contare su mezzi propri o strade sicure per raggiungerli.

Dislocati spesso in distretti remoti e piccoli villaggi rurali, i nostri FAP garantiscono una presenza continua per assicurare il diritto alle cure anche a chi è confinato in luoghi isolati e poverissimi.

Presso i FAP, medici e infermieri afgani di EMERGENCY offrono ai pazienti supporto sanitario di base, la prima stabilizzazione per i feriti più gravi. In caso di bisogno, garantiamo il trasferimento verso strutture mediche di secondo o terzo livello. Tutti i nostri presidi sono infatti collegati ai nostri ospedali (Kabul, Lashkar-gah e Anabah) con un servizio di ambulanze operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Spesso sono stati i rappresentanti anziani delle stesse comunità locali a chiederci di aprire un FAP: un riconoscimento e un atto di fiducia verso il nostro lavoro. Alla richiesta segue una verifica e una valutazione dei bisogni e delle necessità, nel rispetto di un principio che consideriamo inderogabile: la neutralità.

Le cure di primo soccorso sono fondamentali, specialmente in un Paese sgretolato da decenni di guerra e scontri continui. L’Afghanistan è un territorio geograficamente difficile e nel cuore rurale del Paese vivono famiglie isolate e poverissime: per arrivare in ospedale con i loro mezzi impiegherebbero diverse ore.

Le nostre cliniche sul territorio hanno favorito la riduzione del lasso di tempo entro il quale i pazienti vengono operati, così come il rischio di morire per strada, offrendo la possibilità e il diritto di essere curati.

In tutti questi anni, nei nostri Posti di primo soccorso abbiamo effettuato oltre 5 milioni di visite ambulatoriali e più di 120.000 trasferimenti in ambulanza.

In “Afghanistan20” raccontiamo la nascita, l’ampliamento e il consolidamento della rete dei presidi sanitari di EMERGENCY in Afghanistan attraverso testimonianze, numeri e storie. Un progetto multimediale che abbiamo pubblicato lo scorso ottobre per raccontare vent’anni di guerra nel Paese dal punto di vista delle vittime.


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