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E se la Maleducazione a teatro diventasse violenza?

Raoul Bova infastidito dai telefonini accesi in teatro mentre recita a Catania. Non è un fatto isolato, e sembra essere una epidemia quella della maleducazione a teatro.
di Area Teatro - giovedì 15 marzo 2018 - 2352 letture

Tempo fa Servillo durante uno spettacolo rimproverò il pubblico perché usavano troppo i telefonini, adesso la situazione sembri essere degenerante con altre notizie di altri artisti che reagiscono…ormai sembra una battaglia persa ma due anni fa a noi è successo di peggio. In una città al centro della Sicilia (non mettiamo il nome per non generalizzare su quella città) all’interno della settimana della legalità, durante una pomeridiana con figli in platea e genitori sui palchetti, decine di apparecchi accessi, ragazzi che guardavano gli smartphone insieme con tanto di risate, spintoni e schiaffi durante lo spettacolo. Più volte dal palco abbiamo provato ad arginare la cosa a chiedere attenzione, silenzio…rispetto. Ad un certo punto siamo stati costretti a un duro rimprovero, anche se non sta all’artista dal palco fare questo visto che dirigenti e professori erano in sala. Nel frattempo il tecnico del teatro fumava dietro le quinte e l’attore era costretto a chiedergli di spegnere la sigaretta, questa richiesta dell’artista infastidiva gli organizzatori.

Poi il dirigente delle scuola finalmente si fa sentire: si alza e a voce alta esprime il suo fastidio NO verso gli studenti, ma contro i richiami dell’artista fatti agli alunni. I genitori sostenuti dal dirigente inveiscono contro la compagnia, alzano la voce, il brusio si fa vocio , si fa minaccioso. Siamo costretti a interrompere lo spettacolo mentre alcuni genitori ci aspettavano fuori per “parlarci”. Per la prima volta siamo stati costretti a uscire dal retro di un teatro per evitare il peggio. Non siamo mai usciti dal retro di nessun posto o teatro da spazi nel cuore dei quartieri popolari, nei beni confiscati, centri sociali etc … ma lo abbiamo fatto nel cuore della città di una città nella settimana della “ legalità”. A dirla tutta nelle settimane successive proprio gente di teatro (magari succubi dei potentati politici di quel territorio) ci han chiesto di non tirare fuori questa storia , (citiamo testualmente) “si sa che a teatro ormai è così”.

Non vogliamo e non possiamo rinunciare a quello spazio libero in cui ogni cosa è possibile che è il teatro, ai suoi silenzi, alle sue pause, al suo vagare di emozioni e sensazioni, ai respiri…. ne vale la sua dignità, la sua essenza più profonda.

Compagnia Area Teatro


Link al sito della compagnia teatrale di Area Lavoro.



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