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Un uomo contro la centrale nucleare del Garigliano

È morto Marcantonio Tibaldi, il più strenuo denunziatore degli effetti negativi della Centrale nucleare del Garigliano
di Francesco Verrico - mercoledì 17 gennaio 2007 - 8069 letture

SS.COSMA E DAMIANO - Il 13 gennaio scorso, all’età di ottantotto anni, si è spento nella sua casa natale l’Avvocato Carlo Marcantonio Tibaldi, anziano cittadino del borgo laziale di San Cosma e Damiano, dedicatosi per oltre cinquant’anni alla causa dell’antinuclearismo ed alla difesa di tutto il Basso Lazio dalle minacce della Centrale nucleare locale.

Nel 1953, la proposta di installare un reattore nucleare nella zona della Piana del Garigliano lo aveva coinvolto personalmente, in quanto sarebbe andata a collocarsi in prossimità dei suoi possedimenti terrieri. Da allora, dopo un accurato lavoro di documentazione sui terribili effetti retroattivi che un tale tipo di impianto avrebbe potuto generare, è nato il suo impegno per mobilitare la società civile contro la centrale, entrata in funzione nel 1964 e chiusa per un guasto nel 1978.

Nel 1985, dopo aver ricevuto uno scritto firmato da un tecnico dell’ENEA(Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente), che documentava il grave livello di contaminazione da Cesio-137 e da Cobalto-60 della zona circostante la centrale, ha pubblicato l’opuscolo "L’inquinamento da radionuclidi nelle acque del Lazio meridionale", nel quale denunciava insistentemente la contaminazione della flora e della fauna marina locale e l’incidenza preoccupante di malformazioni genetiche e di tumori nei residenti della zona. La sua attività di denuncia non si è mai fermata e gli è costata anche numerose querele, dalle quali è sempre uscito indenne.

Sullo sfondo persiste tuttora il problema increscioso dello smantellamento della centrale nucleare del Garigliano e di tutte le altre centrali presenti sul territorio nazionale.

In più ci restano i suoi moti di commozione, frequenti negli ultimi anni, per un’umanità che, se continuerà ad evitare di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni, sarà "trascinata verso una catastrofe che non ha paragone", come l’avvocato soleva ripetere citando Einstein.

Per ulteriori approfondimenti si faccia riferimento a:

http://www.girodivite.it/La-Cernobyl-italiana-la-centrale.html


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attenzione
20 gennaio 2007

La chiusura delle centrali nucleari non fu un gran bell’affare per l’Italia. Abbiamo la totale dipendenza dal petrolio ed i prezzi piu cari d’europa per l’elettricità. Inoltre non abbiamo risolto niente: anziche produrre energia atomica in Italia la compriamo dalle centrali francesi ad un kilometro dal confine....insomma la solita italianata !
    Rifletter sul nucleare
    20 gennaio 2007, di : francesco verrico

    Verissimo. Inoltre bisognerebbe tenere presente che una centrale "spenta", come quella del Garigliano, continua inevitabilmente a rappresentare un forte pericolo per l’ambiente circostante, con l’aggravante che, non essendo in attività, i controlli sono meno frequenti, né vi è produzione di energia. Ciò non toglie che l’impegno di Marcantonio Tibaldi, uno dei pochi che, in tempi non sospetti, aveva già individuato gli immensi rischi di un impianto nucleare ad acqua come quello del Garigliano, sia senza ombra di dubbio degno di merito.
    concordo in parte
    22 gennaio 2007, di : Alfonso P.S.

    concordo in parte perchè si potrebbero/dovrebbero sfruttare fonti energetiche alternative
    attenzione
    29 aprile 2011, di : E.S.P.

    Per la verità...le centrali nucleari francesi non sono affatto ad un km dal confine italiano...sono ad una distanza, seppur insufficiente, che fa ragionevolmente pensare che quando (notare, non "se") verranno coinvolte in un incidente il nostro territorio ha buone possibilità di non dover essere evacuato a lungo.

    Oltretutto, avremo pagato di più, ma anche sofferto meno malformazioni e tumori...consultare "Pediatrics" per info a riguardo.

Problema energia
22 gennaio 2007, di : Francesco Verrico

Certo, la soluzione più appropriata per soddisfare la crescente richiesta di energia nel nostro Paese è, oltre che una politica di controllo dei consumi e di limitazione degli sprechi, una maggiore apertura alle innovazioni tecnologiche alternative ed ecosostenibili. Non è infatti lungimirante continuare a puntare su fonti di energia manifestamente nocive(carbone) o insicure (nucleare). Non si tratta di una progetto utopico, ma semplicemente di una proposta di evoluzione graduale verso un progresso che possa davvero giovare a tutti e perdurare nel tempo.
    Problema energia
    13 febbraio 2007

    Lei definendo il nucleare insicuro si e’ perso un bel po’ di anni di ricerca.Precisamente venti.Si informi meglio che che ci sono stati progressi enormi.
Centrali Nucleari di IV Generazione
13 febbraio 2007

In questo caso siamo stati sfortunati.La tipologia General Electric BWR di quella centrale non era particolarmente valida,tanto che venne presto abbandonata dall’azienda costruttrice stessa.Da cio’ a farne una battaglia contro il nucleare civile in toto ne passa.Suggerisco di guardare avanti.Dismettiamo quelle che abbiamo (ormai vetuste) e puntiamo immediatamente sui nuovi EPR oppure AP-600/1000.In seguito potremmo decidere di chiudere il ciclo combustibile bruciando le scorie residue tramite i reattori di tipo LMR di IV Generazione.Il nucleare pulito esiste ed e’ possibile.Diamoci da fare.
    Disattenzione o debita prudenza?
    14 febbraio 2007, di : Francesco Verrico

    Credo di essere abbastanza documentato sulla questione nucleare e su come in Paesi iperlungimiranti e molto più all’avanguardia di noi, come ad esempio la Finlandia, siano in corso lavori per la costruzione di cosiddette centrale nucleari sicure. Tuttavia ritengo sensata da parte nostra una certa cautela nel trattare con una tecnologia della quale non abbiamo ancora piena padronanza, se è vero che, nonostante i lodevoli progressi della ricerca, non è stato ancora trovato un modo per smaltire totalmente le scorie; rifiuti che nessuno di noi vorrebbe ritrovarsi nell’orto di casa. Rimango apertissimo agli sviluppi della ricerca anche in questo campo, ma credo opportuno volgere la nostra attenzione anche ad altre forme di produzione di energia che, particolarmente studiate, potrebbero rivelarsi molto promettenti e più vantaggiose dell’energia nucleare
    Centrali Nucleari di IV Generazione
    15 febbraio 2007

    Devo rispondere a me stesso visto che non posso ribattere in altro modo....! Le centrali di IV generazione ed in particolare quelle di tipo LBE altrimenti dette LMR brucieranno normalmente le scorie sia le loro sia quelle dei reattori termici oggi in uso,espandendo la durata del combustibile e risolvendo uno dei problemi,oggi,apparentemente privi di soluzione.Ecco il senso dei miei precendi post.Tuttavia le energie alternative (solare ,eolico) vanno considerate per quello che sono nelle loro effettive capacita’ tecniche: non hanno continuita’ di esercizio,non hanno tanta "densita’ di potenza" esprimibile e su larga scala non rappresentano una sostituzione ma un’ integrazione nel ciclo di produzione energetica.Ecco che viste in un’ottica diversa,cioe’ come riduzione del numero di centrali elettriche il mix ideale nucleare/alternativo trova la sua massima espressione per costruire "l’impatto 0".Quindi e’ meglio non dividersi fra pro e contro,le tecnologie citate sono complementari e l’una non puo’ fare a meno dell’altra.Altresi’,il fossile e’ cosi’ utile per la chimica che continuare a bruciarlo e’ uno spreco enorme.Saluti.
    Non risponda a se stesso: collaboriamo insieme
    18 febbraio 2007

    Premesso che credo che le nostre posizioni in merito alla questione energetica siano affini, ribadisco la mia opinione della necessità di ricerca in tutti i campi accompagnata da massima prudenza. Per quanto riguarda il nucleare di IV Generazione, si tratta di un promettente prodotto della ricerca moderna e credo che nel futuro potrebbe ricoprire un ruolo determinante nel superamento degli ostacoli oggettivi della tecnologia nucleare attuale. Sperimentiamo sempre più e potremo raggiungere ottimi risultati.
    Si,collaboriamo!
    18 febbraio 2007

    Si vedo assolutamente ampi spazi di manovra.L’importante e’ che la _prudenza_ non sia quella tipicamente italiana che accompagna il paese da oltre vent’anni nella passivita’ piu’ totale.Lasciamo che siano i tecnici a valutare e non la politica o peggio la cittadinanza non preparata adeguatamente.In un certo senso dopo l’87 sia l’alternativo sia il nucleare sono stati danneggiati da una prudenza politica intrusiva ed inutile.Non solo e’ stato fatto pochissimo ma il piu’ delle volte prendendo la strada sbagliata. Il nucleare tipo III+ come EPR e AP600 sono assolutamente validi da ogni punto di vista a cominciare dalla sicurezza e dalla gestione delle scorie nucleari che saranno il combustibile per quelle di IV generazione. In fondo ci accomuna la volonta’ di farla finita con il sistema tradizionale di produrre energia elettrica immettendo nell’ambiente CO2 in quantita’ enormi. Il punto di partenza dovrebbe essere qualcosa del tipo "1000x1000" ovvero 1000MW nucleari per 1000MW alternativi. Saluti.
Un uomo contro la centrale nucleare del Garigliano
11 dicembre 2007

L’ho conosciuto! una gan brava persona