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Due grandi vasi al Museo archeologico di Lentini

Due crateri a calice a figure rosse databili tra il 330 e il 320 a.C., custoditi al Museo archeologico di Lentini. Un invito ad andare a vederli, ed a visitare il Museo.

di Francesco Valenti - sabato 19 marzo 2022 - 1887 letture

Il museo archeologico di Lentini custodisce numerosi reperti di interesse storico e artistico provenienti dall’antica città greca di Leontinoi e dal suo territorio.

Tra i tanti reperti custoditi ci sono due vasi a figure rosse particolarmente interessanti e della storia affascinante.

Si tratta di due crateri a calice a figure rosse databili tra il 330 e il 320 a.C. provenienti probabilmente dalla vallata di Santa Margherita.

Dei due vasi sappiamo che già dalla fine del’700 erano custoditi nel Comune di Lentini e che erano molto noti agli studiosi.

Ai primi dell’800 il principe di Reburdone li aveva chiesti in dono per il costituendo museo archeologico di Palermo.

Il sindaco di allora Francesco Magnano di San Lio rispose che doveva interpellare il Senato della città, nel frattempo ci furono dei moti rivoluzionari e la richiesta cadde nel dimenticatoio.

Dopo circa un secolo, alla metà del ‘900 furono donati per la realizzazione dell’antiquario di Lentini e poi del museo archeologico, dove oggi li possiamo ammirare.

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Cratere greco - Museo archeologico di Lentini

Uno dei due vasi ha raffigurata nel lato principale una scena nunziale.

Le figure son tradizionalmente identificate con Hermes e Apollo a sinistra, al centro Hera, la sposa di Zeus e a destra una ancella che sembra sistemare la corona della sposa.

Secondo altri studiosi si tratterebbe invece di Orfeo, la figura con la cetra, che cerca di convincere Persefone, la figura seduta, di liberare Euridice, l’ancella che aggiusta la corona alla dea.

Accanto a Euridice è una figura maschile con la barba rada che regge uno specchio.

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Cratere greco - Museo archeologico di Lentini - particolare

Ed è proprio su questa figura che attira la nostra attenzione: le gambe sono incociate in maniera strana, illogiche, la gamba sinistra è girata in un modo innaturale, difficilmente si riuscirebbe a stare in piedi in questa posizione. Ma perché questa figura è raffigurata così?

Si tratta probabilmente di un ripensamento, il pittore del vaso forse, aveva dipinto una figura diversa, ma poi per vari motivi che non conosciamo, ha dovuto cambiarla, ma non ha potuto correggere la piega di una delle gambe dipinte in precedenza ed il risultato è quello che vediamo, un uomo con le gambe storte.

Questo ci fa anche capire che questo vaso doveva essere visto solo dal lato principale, quello con la toilette nunziale e quindi le figure laterali e il retro del vaso non erano messe in vista.

Sono infatti di fattura diciamo grossolana, approssimativa.

Il nostro vaso quindi non era stato realizzato per un uso quotidiano, i greci usavano i crateri per mescolare nella mensa il vino con l’acqua, forse il nostro cratere era un vaso da scena, di quelli che si mettevano sul palcoscenico per ornamento.

Si tratta comunque di un vaso che vale la pena andare a vedere. Come tanti altri reperti custoditi nel museo di Lentini.


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