Due domande a bruciapelo: la questione No Tap?

Oggi non è facile fare politica. Figurarsi a pancia vuota.
di Redazione PuntoG - mercoledì 31 ottobre 2018 - 689 letture

Dato che "c’è grossa crisi", abbiamo posto due domande fondamentali al nostro ideologo di riferimento (no, non è Diego Fusaro, tranquilli...) Gilberto Lo Porcaro.

Caro Gilberto, due domande. Come vedi la questione No Tap?

Una delle tante mine lasciate dai non-governi precedenti, uno dei motivi per cui non reggiamo come Paese. Qual è l’altra domanda (quella di riserva)?

Ma nell’amatriciana ci vuole il formaggio?

La questione politica che tu poni è complessa. Già il giovane Engels si poneva la domanda e ricevette una fulminea quanto inopinata risposta da parte del giovane Marx: "Vanno messi i crauti, naturalmente". Questo dimostra come il giovane Marx si intendeva di ragazze, si intendeva di economia, ma di cucina non ne capiva un cazzo. Non è dunque dal marxismo classico che possiamo ricevere numi o forme circostanziali di approssimazione a una verità ontologica. Dobbiamo rivolgerci altrove. L’altrove del pensiero sta nell’Essere di Heidegger, ma attenzione: Hannah Arendt è sempre in agguato a confermare: "Caro Martin", come disse quella volta che Arendt tornò in Germania dopo l’esilio e rivide Heidegger dopo un ventennio di astinenza. "Caro Martin", disse, "i crauti a me piacciaono: bolliti, come intingolo, come condimento, come alimento sessuale persino... Ma l’amatriciana è sacra. Va oltre l’Essere e oltre il Tempo". UberDasein und uberZeit.

Per dire come poi il semplice "formaggio" sia una parola poco definibile, basta sottolineare che esistono tanti diversi tipi di formaggio. Tutto il pensiero francese al riguardo, molto più agguerrito di quello italiano per il quale esistono solo poche decine di varietà a confronto delle centinaia di varietà francesi. Nella pluralità di pensiero e di pratica, la demarcazione tra ciò che è formaggio da ciò che non lo è diventa spesso impalpabile e di difficile lettura. Tautologicamente formaggio è la formaggità o l’essere che diventa formaggio?

E, riprendendo Pierce e la fenomenologia americana, nel suo inarcamento e scarto rispetto sia all’anarchismo di Whitman che al roussonismo di Thoureau - direi più sul confine con James e il sentimento ucronico rispetto alla modernità: "Cosa intendi tu per amatriciana?"

E qui veniamo al dunque: sanno le popolazioni di Amatrice di quel che mangiano? Hanno idea dell’Essere? Quale confine ha l’ideale pastafariano rispetto all’idea cosmica di Grande Scolapasta celeste?

Dunque, con il guanciale?

Il guanciale diventa un problema non solo politico, ma geopolitico. Non passa inosservato all’attento analista politico come l’uso nell’alimentazione occidentale del maiale metta a repentaglio i nostri rapporti energetici ed economici con il Medio Oriente. Quando Romano Prodi riuscì a portare il centro dell’alimentare europea a Parma, aveva delineato una strategia di medio periodo, tesa a transitare il nostro Paese dalla preminenza del tessile a quella dell’alimentare. In ciò in linea con la tradizione internazionalista del nostro Paese che non a caso ospita quale unico ente internazionale proprio la FAO. Certe cose non sono casuali. Con la fine del trattato del tessile, nel 2007, l’Italia si ritrovava priva di qualsiasi funzione economica a livello internazionale. Fu fatta la scommessa dell’alimentare - non a caso lo spazio dato ai vari Farinetti e a Eataly, la grande espansione di Barilla, Ferrero, Rana a livello internazionale. Solo che anche in questo campo abbiamo trovato la concorrenza internazionale agguerrita - e i francesi si sono bevuti Parmalat come avvertimento. Il problema per un Paese intermediatore come l’Italia, privo di risorse naturali rimane sempre lo stesso: cosa intermediare? In ogni caso, qualsiasi cosa si voglia intermediare, rimane centrale il problema dell’energia. E qui torniamo sia alla domanda iniziale (il TAP): cosa facciamo del cibo che produciamo e mangiamo? quale commistione con l’industria è auspicabile? Siamo ancora un Paese a sovranità limitata, sottoposta alla cultura del dominio imperiale nordamericano? C’è vita su Marte?


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