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Dove credevi di essere arrivato?


Kartik Chondro, bangalese, 27 anni, picchiato a sangue da un gruppo di idealisti nostalgici di un periodo che non conoscono neanche dai libri di storia.
martedì 31 ottobre 2017 , Inviato da Piero Buscemi - 777 letture

Noi siamo il popolo che ha inneggiato per venti anni un dittatore, per rinnegarlo nel giorno della sua "lapidazione".
 Noi siamo il popolo che ha sognato una rivoluzione, dimenticando campi di concentramento comunisti.
 Noi siamo il popolo che addossa la colpa ad uno straniero per un diritto negato e "derubato", e quel diritto non ha mai avuto il coraggio di difendere.

 Noi siamo il popolo che alza il finestrino dell’auto, per negare una questua ad un lavavetri improvvisato, la stessa che pretende dai propri governanti.
 Noi siamo un popolo che erige cimiteri a cani e gatti, ma si guarda bene dal pulire il culo ai propri genitori.
 Noi siamo un popolo che si indigna per una foto di Anna Frank incollata nella vetrata di uno stadio, ma non stringe le mani di un extracomunitario per paura di contagiare malattie.

 Noi siamo il popolo che difende la memoria di un giudice ammazzato dalla mafia, per poi cercare un "amico" al quale chiedere un "favore".
 Noi siamo il popolo che urla "ladro" ad un politico con una tastiera di computer, per poi scrivere il suo nome sulla scheda elettorale.
 Noi siamo il popolo che si identica francese attraverso un "Je suis..." all’indomani di un attentato terrorista, ma a quel "Je suis..." non aggiungerebbe mai somalo, pachistano, bengalese, palestinese...

 Noi siamo un popolo che si lamenta di una pensione bassa, per poi entrare in un Tabacchi ad acquistare 50 euro il diritto ad una "grattata" di speranza.
 Noi siamo il popolo che quelle "grattate" le pubblicizza anche nei cessi delle stazioni, per poi spendere milioni di euro in centri di recupero per malati ludici.
 Noi siamo il popolo che ripudia la guerra, ma non ci scandalizziamo se il nostro governo fabbrica armi per un nuovo conflitto nel terzo mondo.

 Noi siamo il popolo che piange morti di cancro, ma acquista sigarette e superalcolici firmati "Monopolio di Stato".
 Noi siamo il popolo che ha una soluzione per tutti i problemi degli altri, ma non ha ancora trovato le risposte per i propri.
 Noi siamo il popolo senza memoria, e di questa lacuna, un giorno tutti ci convinceremo che, davvero, un asino vola.

Ma tu, povero Kartik Chondro, che puoi sapere di un popolo che ha fondato la sua millenaria storia, anche sulle dominazioni ed invasioni subite, spesso con violenza e discriminazione?
 Tu, povero bengalese, sfuggito da una paura più grande di te, calpesti un suolo che neanche noi sappiamo rispettare.

 Tu, in lacrime, col volto tumefatto, che adesso ti chiedi se restare o tornare nella culla della storia dell’umanità che rappresenta il tuo paese. -Tu, impaurito e tremante, che balbetti con dolore un italiano che neanche questo popolo sa più a parlare, dove credevi di essere arrivato?


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