“Sappiamo tutti quanto può essere fastidioso un blogger.
Con le sue improbabili pretese di poter scrivere liberamente quello che pensa, senza sottostare alle “veline” di un direttore di giornale o di uno schieramento politico. Superbo e immodesto, crede ancora alle favole, come quella in cui il lupo cattivo sbrana in un sol boccone l’articolo 21 della Costituzione italiana e, al tempo stesso, il diritto di “manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione […] senza essere soggetto ad autorizzazioni o censure”.
Il blogger, un “frustrato che rovista nella spazzatura in cerca di cibo avariato da offrire ai suoi lettori”.
Il blogger, incurabile perdigiorno, che organizza manifestazioni che, con il pretesto della partecipazione democratica alla vita politica e, con l’alibi del diritto di manifestare liberamente le proprie idee, infiammano il terrorismo.
Il blogger, che non avendo niente di meglio da fare, crea un blog fake per protestare contro i commenti censurati nel blog del senatore Clemente Mastella.
Povero Mastella, indignato ed offeso da questi loschi figuri che rispondono all’appellativo di “blogger”.
Povero Mastella, costretto a controbattere - seduto davanti al suo pc, in uno dei 26 appartamenti al centro di Roma (acquistati a prezzi da seminterrato cadente di periferia) - ed a spiegare ai suoi lettori perfino i principi fondamentali della grammatica italiana.
Ma adesso basta! Due anni dopo la «salva-Previti», arriva la legge «salva-Mastella».
Molto presto il ministro della Giustizia, non avrà più grattacapi. Il 12 ottobre, infatti, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge a d.o.c. per tappare la bocca, una volta per tutte, a tutti questi bighelloni indolenti. Se la legge sarà approvata dal Parlamento, infatti, chiunque abbia un piccolo sito, perfino chi ha un blog personale, dovrà sostenere obblighi di registrazione, burocrazia, spese impreviste e, soprattutto, temere sanzioni penali più forti in caso di diffamazione. repubblica
Il testo è opera di Ricardo Franco Levi, sottosegratario alla Presidenza del Consiglio, ed è stato approvato all’unanimità. Nessun ministro si è dissociato. Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo. beppegrillo
«La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro. I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video. L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete. Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog? La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile. Il 99% chiuderebbe. Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura. […] Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto mi trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico.» (Beppe Grillo)”
La libertà di parola è sacrosanta e sancita dall’articolo 21 della Costituzione Italiana che recita:”Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”
La potenza di Internet è proprio questa: dare voce a chiunque voglia.
Un sito Internet , anche personale, o un blog sono vere e proprie manifestazioni di libertà di pensiero.
“La voce dei blog è la voce libera della gente comune.
Voce che può diventare importante solo grazie alla propria forza.
E scavalcando le “regole del mercato” dell’informazione di regime.
Questo fatto fa molta paura.
I blog stanno diventando più importanti delle testate giornalistiche.
Recenti sondaggi lo dimostrano ampiamente.
Sono sempre di più le persone che per l’informazione quotidiana si rivolgono alla blogosfera”
Per fortuna.